rosa / nero
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uomini e donne nella cronaca di tutti i giorni
10 giugno 2005
Come muore Desdemona?
Stage Beauty, bel film di Richard Eyre sul teatro della Restaurazione inglese, ruota intorno al quesito: “come muore Desdemona?”
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7 giugno 2005
Le buone madri e quelle cattive
Questo articolo è stato pubblicato sul "Foglio" nella rubrica "Biapolitica"
“Avevo paura di non farcela, di non riuscire a essere una buona madre.“. Non c’è mamma che non pensi (non abbia pensato) qualcosa del genere
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7 maggio 2005

Vite di provincia
La chiamano “coazione a rispondere”, ovvero la compulsività che spinge le donne a correre là dove si presentano indiscriminati bisogni.
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20 febbraio 2005

Chi eredita il pensiero della differenza
Non credo ci siano dubbi sul fatto che una delle principali questioni che riguarda oggi il pensiero femminista, sia quella della sua eredità

Il dibattito sul femminismo su Liberazione
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27 ottobre 2004

Un genitore che rimane solo
Un papà siciliano aveva chiesto al dirigente scolastico della scuola frequentata dai figli di conoscere l’andamento scolastico .

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14 settembre 2004

Un patto civile di solidarietà anche in Italia
Carla e Gina, Viola e Luigi, Marco e Matteo, Franco e Teresa sono volti, donne e uomini in carne e ossa che prestano le loro facce e le loro storie alla campagna di comunicazione promossa dai DS per sostenere, anche in Italia, il Patto Civile di Solidarietà, che è in discussione alla Camera.
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2 agosto 2004

Il romanzo di Veronica, anti-first lady
Alla Convention democratica di Boston è stata Hillary Clinton a dare, tra gli applausi e il tripudio delle delegate e dei delegati, la parola al marito, “the best president”: Bill.
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26 aprile 2004

La difficoltà maschile a essere normale
Non sappiamo quale sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma capiamo subito che è successo.
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16 marzo 2004
Quanto silenzio nella Babele dei femminismi
Pubblichiamo la relazione di Lea Melandri che ha aperto il seminario Femminismi di ieri e di oggi che si è tenuto il 6-7 marzo scorso alla Casa internazionale delle donne di Roma
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12 marzo 2004
Donne, informazione e “linguaggio corrente“
Luisa Muraro intervistata da Bia Sarasini sul numero di “Leggendaria“ dedicato allo “stato dell'arte dei femminismi“ torna sulla proposta di un ascolto della lingua del mondo che sta cambiando. Monica Luongo prende in esame il modo in cui l'informazione registra la differenza dei sessi e recensisce alcuni testi teorici del femminismo
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3 marzo 2004
L'Impero contro i matrimoni gay
Perché Bush parte in vantaggio
Per ragioni elettorali Bush propone il cambiamento della costituzione (cosa lunga e complicata in USA) per introdurre il principio del matrimonio unico valido: uomo e donna per un unione prolifica

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17 febbraio 2004
Questioni ereditarie
Trasmettere a chi è più giovane le scommesse e le battaglie del femminismo è compito che quasi sempre viene svolto all’interno degli ambiti universitari.

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6 febbraio 2004
Chi decide dell'inviolabilità del corpo femminile?
La proposta di una mutilazione genitale “dolce” si è chiusa con il no del Comitato di bioetica della Regione Toscana
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15 gennaio 2004
Bratz, la nuova regina di vinile
Ha l'ombelico costantemente scoperto, le scarpe con la zeppa e fattezze da adolescente. E come tutte
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11 dicembre 2003
Una foto senza volto
Lo scorso sei dicembre tutti i quotidiani italiani hanno dedicato ampio spazio al tradizionale Rapporto Censis,
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25 ottobre 2003
Aboliamo il Tribunale dei minori?
Sì, discutiamo la proposta Castelli

Il momento della abolizione dei Tribunali per i minorenni sembra vicino. La Commissione giustizia della Camera ha licenziato a fine luglio il testo, che in questi giorni è in discussione
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26 settembre 2003
Quanto mi deprime il governo Berlusconi
“Fumo, ho tre cani, amo la pastasciutta. Come la metto con il ministro Sirchia ?“ recitava una fulminante lettera a Paolo Mieli sul Corriere della Sera.
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24 agosto 2003
Un giudice di pace che mette la guerra
Alle volte i giornali riportano decisioni apparentemente coraggiose dei cosiddetti giudici di pace. Chi sono?.
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5 agosto
Veline e velone, una storia italiana
Non so chi sarà la Velona vincente, scrivo prima della conclusione. Ma non ha importanza.
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24 maggio 2003
Alceo e le strane leggi del tribunale per minori
Non è detto che una mamma ingegnere ed un papà farmacista
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18 gennaio 2003
Se la psicoanalisi entra in famiglia
Trovo affascinante questo viaggio nel tempo attraverso il quale la storica Elisabeth Roudinesco.
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19 dicembre 2002
Le donne di Termini Imerese dicono alla sinistra: hai dimenticato gli operai
Carissime e caro Alberto
Leggo il pezzo di Chiaromonte sulle donne di Termini Imerese

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8 dicembre 2002
Stato etico, giù le mani dal porno
Nella vicenda della pornotax, presentata e poi ritirata all’inizio della discussione sulla Finanziaria
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28 novembre 2002
Figli e schiaffi
Martedì 26 novembre Blob alle 20 circa su Raitre manda in onda uno spezzone di programma
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1 novembre 2002
Maestre nel sottosuolo
La natura può essere terribile. E terribilmente crudele. Di fronte alle immagini del lutto di San Giuliano
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> 23 agosto 2005


La moglie del Governatore. E le altre

Questo articolo è stato pubblicato anche dal Foglio

C’è poco da stupirsi che nell’estate italiana avanzi sul proscenio Cristina Rosati, la moglie del governatore nella bufera Antonio Fazio. È che non c’è più un copione, per le mogli. Ancor di più se devote e premurose, come si sarebbe detto una volta. O “tranquilla tranquilla”, come conoscenti esterrefatte si ostinano a definirla. Non c’è un manuale adatto per le donne nate nel dopoguerra- sì, anche Cristina Rosati è una babyboomer, sia pure di provincia –- e che per vocazione o inerzia hanno scelto la via della tradizione. Donne munite di laurea, che hanno perlomeno sfiorato le università italiane quando trasudavano di politica, assemblee, cortei, collettivi, perfino femministi. E seppure non contaminate, allora, anzi ben protette rispetto a tentazioni di mutamento -difese anche da un cattolicesimo che ancora riteneva la complementarità strumento sufficiente a blandire qualunque aspirazione femminile- si sono evolute nel passare dei decenni in una versione inedita della donna tutta chiesa e famiglia, hanno infine trovato naturale dare spazio a desideri e ambizioni. Nell’ambito della famiglia, è naturale. Perché dovrebbe essere precluso? E che importa se la prima parte della vita la signora l’ha dedicata a marito e figli nel modo più tradizionale, cioè nel silenzio e nell’ombra? La seconda parte sarà pubblica, strano compimento di quella formula dell’incomprensibile politica scansata negli anni giovanili: il privato è politico. Perché nello spazio pubblico queste signore ci entrano così come sono, donne di famiglia. E senza i binari, i controlli, le avvertenze che hanno guidato le generazioni precedenti. Insomma, quello che sto cercando di dire è che gli uomini che pensavano di averla passata liscia, che si erano scelti la moglie in provincia, accuratamente priva di caratterizzazioni troppo moderne- si devono rassegnare. Ambizione e desiderio di comando non se li nega nessuna. I figli, anche quando sono cinque, alla fine crescono. Il problema è che non ci sono le istruzioni per l’uso, si rischia di perdere la testa e la misura. Mica tutti sono avveduti come Clemente Mastella e Sandra Lonardo, che l’ambizione di Sandra l’hanno messa al lavoro direttamente in politica, e ora lei è presidente del consiglio regionale della Campania. Antonio Fazio e Cristina Rosati sembrano pasticcioni –si, vabbé, è un eufemismo, ma non parlo qui del destino delle istituzioni italiane, Banca d’Italia e tutto il resto- verrebbe da dire inconsapevoli, se non suonasse un’attenuante. Con gerarchie interne poco chiare e una spinta di lei a preoccuparsi rovinosamente del bene di lui. Tutto affidato a una frenesia da cellulare che, come ognuno sa, è una malattia rischiosa, rivelatrice di trame destinate al segreto, solo perché non si resiste a mandare un sms, fare uno squillo. Del resto, giusto l’estate scorsa, non erano messaggi hard rubati a un cellulare a rendere incandescenti le pagine dei giornali? Anche se a barcollare –sarà una differenza significativa?- non erano le istituzioni economiche del Paese, ma il destino coniugal-professionale di star televisive. Insomma, segnalo un malessere, un bubbone che inquinerà sempre più la vita pubblica italiana. Che non dovrebbe più stupire nessuno. Non desperate, ma hot (house)wives: mogli incandescenti, ingestibili. Non è un problema solo italiano, Hillary e Bill Clinton sono la pietra miliare, compresi gli aspetti più nefasti, delle nuove relazioni pubbliche tra marito e moglie. La variante italiana è più compressa –la misoginia è così pervasiva che quasi non viene percepita, neanche dalle donne- quindi più esplosiva. Non ci sono sbocchi, non ci sono strade, per le mogli italiane di un uomo pubblico. In tutti gli schieramenti. Rare le consorti che hanno una propria vita, una propria sfera di realizzazione, che comunque deve rimanere circoscritta, ancorché eccellente. Non stupiamoci se aumentano quindi le mogli –le donne di famiglia- che compaiono nell’area pubblica. Con legittimità conquistata sul campo. Come Manuela, la moglie di Umberto Bossi, gelosa custode dell’integrità fisica del leader e di questo divenuta garante nei confronti del partito. Sembrano legami arcaici, sono invece figure di una modernità tutta italiana.

Bia Sarasini


> da vedere

"Stage Beauty", di Richard Eyre