storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
29 giugno 2006
Alle amiche dell'Assemblea delle donne
di Roma: una questione di pratica politica
Sono rimasta assai perplessa del modo in cui l’altro giorno, alla richiesta di non essere “compresa“ in una firma colletttiva per “un appello al No al referendum“ mi è stato risposto che tanto valeva che mi cancellassi dall’ “assemblea delle donne di Roma“. Di Letizia Paolozzi, con le risposte di Bianca Pomeranzi e Marisa Rodano
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2 gennaio 2006
Aborto: l'attacco è alla parola femminile
Per rispondere basterà un corteo?

Dibattito con articoli di Paolozzi, Leiss, Sarasini, Stella, Bignami,Plebani

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8 dicembre 2005
Sull'aborto non difese da alzare
ma una verità da mostrare
Ha un nemico l’ossessiva campagna contro l’aborto che invade la politica e minaccia di diventare uno dei temi di scontro della campagna elettorale?
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28 novembre 2005
Sull'aborto c'è un "silenzio femminile"?
Eppure Guia e Stefania non tacciono
Lea Melandri, su Liberazione del 27 novembre, affronta la discussione sull’aborto spostando giustamente l’attenzione a ciò che avviene prima che per una donna si ponga la scelta se procreare o no. Cioè alla logica del rapporto d’amore tra donna e uomo.
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29 settembre 2005
Ruini attacca i pacs, Ferrara l'aborto
Non fischio ma preferirei di no
Avrei preferito che quei simpatici ragazzi delle “farfalle rosse” non avessero tolto la parola a Ruini. Ma avrei preferito ancora di più che Ruini non avesse sentito il bisogno di pronunciarsi così platealmente contro un’ipotesi di legge, fatta propria dal leader del centrosinistra. Con articoli di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini
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28 marzo 2005
Aborto: sì, ripartiamo dal corpo
e dalla sessualità di donne e uomini
Cara Letizia,
sono contenta di potere spiegare il mio pensiero forse un po’ meglio di quanto non abbia potuto fare sul "Corriere"

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7 marzo 2005
Maschilismi all'italiana
Ben vengano i riflettori puntati sui tassi di maschilismo del giornalismo (e politica) italiano. Anche se. Ma prima i fatti.
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3 marzo 2005
Aborto: riparliamo di depenalizzazione
In un testo sul quale, nel 1989, avevo lavorato insieme a altre donne, insistevamo (ne avevamo già parlato negli anni Settanta) sulla possibile depenalizzazione dell’aborto. Una parte del femminismo è rimasta affezionata a questa idea

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8 febbraio 2005
Le donne, l'aborto, il dolore e la violenza
A proposito di qualche eccesso
nell'attuale dibattito sulla bioetica e altro
(pubblichiamo una lettera di Letizia Paolozzi al Foglio, le risposte di Anna Bravo e Claudio Risè e il saggio di Anna Bravo che è uno degli elementi della discussione)
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22 gennaio 2005
La sinistra (la politica) e le donne
Silenti, potenti, imbufalite, sdilinquite...
Sabato 15 gennaio uomini e donne all’assemblea della sinistra “alternativa”, alla Fiera di Roma. Qualcosa non va sin dalla “relazione” di Asor Rosa.
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21 luglio 2004
Antisemitismo, fanatismo e bugie
L’antisemitismo (soprattutto in Francia ma non soltanto) è una realtà. Il problema è come contrastarlo.
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22 giugno 2004
Ancora su "Italiane": signore del privato
o inadatte all'interesse pubblico?
Convocare le avevamo convocate tutte, Letizia Paolozzi ed io, per "discutere" la discussione intorno a "Italiane", più volte ospitata in questo sito: curatrici, autrici, critiche e sostenitrici dell'iniziativa.
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5 giugno 2004
Le "Italiane" fanno discutere
Un incontro a Roma il 10 giugno
Fa discutere l'iniziativa editoriale del ministero delle pari opportunità, che ha pubblicato e distribuito in edicola tre volumi di biografie di italiane. Su DeA intervengono Chiaromonte, Bonacchi, Paolozzi, Ruggieri, Leiss. E insieme alla Fondazione Basso si organizza un incontro pubblico per il 10 giugno
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9 maggio 2004
In famiglia
Mi sono trascinata, ecco sì questo è il verbo giusto, al funerale del vecchio signore. Cioé del nonno. Ci potevo scommettere, una bruciante certezza, che dietro al feretro non ci sarebbero stati la figlia e i nipoti.

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28 aprile 2004
Manifestiamo per gli ostaggi
Sono figli di mamma
Cortocircuiti linguistici, della politica e delle fazioni, intorno alla vicenda degli ostaggi italiani nelle mani delle “brigate verdi” irachene. Quasi nessuno resiste (il direttore di Repubblica compreso) alla tentazione del parallelo con il rapimento di Aldo Moro.
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28 marzo 2004
Ma che ci fa un servizio d'ordine
(del segretario) al corteo per la pace?
Se un uomo o una donna va al corteo della pace, immagino io che ci vada in pace. La pace essendo una trama sostenuta dalle relazioni tra uomini e donne. E bambini. E animali (cani, generalmente).

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10 marzo 2004
Ecco le Italiane
Una storia fatta di storie (non senza qualche polemica)

Un secolo di Italiane con qualche assenza
Un buon lavoro. Soldi (pubblici) ben spesi. A cominciare dal titolo: Italiane.
Di storia delle donne se n'è scritta molto. Non solo all'estero: in Francia, negli Stati Uniti. Anche in Italia. Ma non mancano le polemiche: ne scrivono Chiaromonte, Paolozzi, Bonacchi.

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9 marzo 2004
Otto marzo 2004: le donne straperdono o stravincono?
A me sembra che nelle tante celebrazioni, canoniche e non, di questo Otto marzo – intanto: auguri a tutte da DeA – ci siano molte contraddizioni. O meglio, delle doppie verità. Che però non si combinano. E anzi, non si incontrano nemmeno. Il Presidente della Repubblica si preoccupa
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24 febbraio 2004
Lettera al mio amico dagli occhi gialli
Carissimo Puck,
la mia mamma adottiva mi ha detto che, qualche giorno fa, hai preferito andare nei Campi Elisi, dove l’amore è perenne e dove il dolore e la sofferenza non hanno diritto di entrare.
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17 febbraio 2004
Una lacrima per il corpo di Pantani
Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè
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15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno

La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dell’Ochrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la “Libertà di azione”, Alessandra Mussolini. Questo il nome dell’associazione che ha deciso di fondare

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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di un’altra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 20 febbraio 2007



E io difendo Daniela (Santanchè)

Non condivido quasi nulla delle posizioni di Daniela Santanché – peraltro appena insignita del premio del Riformista - in materia di donne, quote, discriminazioni e pari opportunità. Ma voglio difenderla dal “fuoco amico” – come è stato scritto -, cioè dalle colleghe (e amiche?) di Alleanza Nazionale, sdraiate sulle posizioni del segretario Gianfranco Fini e dalla mozione da lui presentata giorni fa, in un consesso che gli ha permesso di far fuori la collega di governo, in souplesse e senza cravatta, e soprattutto di eliminare la commissione pari opportunità di An, da lei presiduta.
Scenario individuale. Santanché è una donna che non le manda a dire. Si da’ da fare e si espone in prima persona. Lo ha fatto in tv difendendosi dall’imam violento e poi ha perso la battaglia, facendosi indirettamente manovrare da Magdi Allam, che sulle pagine del “Corriere della Sera” ne ha fatto il suo cavallo di battaglia contro l’Islam a suo dire degenerato. Però lei è andata avanti. Più spiritosamente, sicuramente meno di Elisabetta Gardini, gareggia con le gambe di Vladimir Luxuria, senza preoccuparsi di discriminare i suoi ingressi nel bagno delle signore. Non si defila mai da salotti e dibattiti in tv, mette in scena pubblico e privato. Ha sempre la battuta pronta, anche se non sempre elegante (vedi la recente definizione “palle di velluto” ai colonnelli di An o il dito medio alzato alle folle manifestanti davanti Montecitorio), ma soprattutto se ne assume sempre la responsabilità. E questo purtroppo non è la norma.
Scenario politico. Santanché prova a fare lobby nel partito con le sue colleghe, che non brillano per prese di posizioni. Prova a metterle insieme, a sensibilizzarle, crea i gruppi D-destra e ora vorrebbe puntare all’indipendenza dal partito dei gruppi stessi. Ma non per sua scelta iniziale, quanto per uscire dall’angolo in cui ottusamente le sue colleghe l’hanno messa voltandole le spalle. Si badi bene, non è l’unico partito in cui le donne votano per le mozioni della segreteria, in una sorta di abnegazione adorante per il maschio dominante di turno. Desiderio di compiacere, di stare col più forte? Lo sanno bene le colleghe di Daniela, anche in altri schieramenti e che digeriscono bocconi amari, retrocessioni, finte collettività e poi precipitano e vengono fatte fuori da liste e cariche elettorali. Alle donne in politica quasi sempre continua a mancare la capacità di fare lobby, di pensarla diversamente e unirsi per un fine. Fosse solo questo: si abbattono tristemente a vicenda.
Santanché ha dichiarato ai giornali che non ha nessuna intenzione di dimettersi da An, pare si stia dirigendo verso la corrente di Storace. Stia attenta: non è meglio del suo segretario. La deputata ha risposto in chat audio a lettrici e lettori del Corriere della Sera, in molte hanno scritto: Daniela se vuoi passare a sinistra, ti aspettiamo. Io non mi sbilancio, ma ho buttato il cuore oltre l’ostacolo e difendo la compagna di An.

Monica Luongo