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2 gennaio 2006
Aborto: l'attacco è alla parola femminile
Per rispondere basterà un corteo?
Dibattito con articoli di Paolozzi, Leiss, Sarasini, Stella, Bignami,Plebani
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8 dicembre 2005
Sull'aborto non difese da alzare
ma una verità da mostrare
Ha un nemico lossessiva campagna contro laborto che invade la politica e minaccia di diventare uno dei temi di scontro della campagna elettorale?
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28 novembre 2005
Sull'aborto c'è un "silenzio femminile"?
Eppure Guia e Stefania non tacciono
Lea Melandri, su Liberazione del 27 novembre, affronta la discussione sullaborto spostando giustamente lattenzione a ciò che avviene prima che per una donna si ponga la scelta se procreare o no. Cioè alla logica del rapporto damore tra donna e uomo.
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29 settembre 2005
Ruini attacca i pacs, Ferrara l'aborto
Non fischio ma preferirei di no
Avrei preferito che quei simpatici ragazzi delle farfalle rosse non avessero tolto la parola a Ruini. Ma avrei preferito ancora di più che Ruini non avesse sentito il bisogno di pronunciarsi così platealmente contro unipotesi di legge, fatta propria dal leader del centrosinistra. Con articoli di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini
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28 marzo 2005
Aborto: sì, ripartiamo dal corpo
e dalla sessualità di donne e uomini
Cara Letizia,
sono contenta di potere spiegare il mio pensiero forse un po meglio di quanto non abbia potuto fare sul "Corriere"
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7 marzo 2005
Maschilismi all'italiana
Ben vengano i riflettori puntati sui tassi di maschilismo del giornalismo (e politica) italiano. Anche se. Ma prima i fatti.
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3 marzo 2005
Aborto: riparliamo di depenalizzazione
In un testo sul quale, nel 1989, avevo lavorato insieme a altre donne, insistevamo (ne avevamo già parlato negli anni Settanta) sulla possibile depenalizzazione dellaborto. Una parte del femminismo è rimasta affezionata a questa idea
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8 febbraio 2005
Le donne, l'aborto, il dolore e la violenza
A proposito di qualche eccesso
nell'attuale dibattito sulla bioetica e altro
(pubblichiamo una lettera di Letizia Paolozzi al Foglio, le risposte di Anna Bravo e Claudio Risè e il saggio di Anna Bravo che è uno degli elementi della discussione)
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22 gennaio 2005
La sinistra (la politica) e le donne
Silenti, potenti, imbufalite, sdilinquite...
Sabato 15 gennaio uomini e donne allassemblea della sinistra alternativa, alla Fiera di Roma. Qualcosa non va sin dalla relazione di Asor Rosa.
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21 luglio 2004
Antisemitismo, fanatismo e bugie
Lantisemitismo (soprattutto in Francia ma non soltanto) è una realtà. Il problema è come contrastarlo.
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22 giugno 2004
Ancora su "Italiane": signore del privato
o inadatte all'interesse pubblico?
Convocare le avevamo convocate tutte, Letizia Paolozzi ed io, per "discutere" la discussione intorno a "Italiane", più volte ospitata in questo sito: curatrici, autrici, critiche e sostenitrici dell'iniziativa.
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5 giugno 2004
Le "Italiane" fanno discutere
Un incontro a Roma il 10 giugno
Fa discutere l'iniziativa editoriale del ministero delle pari opportunità, che ha pubblicato e distribuito in edicola tre volumi di biografie di italiane. Su DeA intervengono Chiaromonte, Bonacchi, Paolozzi, Ruggieri, Leiss. E insieme alla Fondazione Basso si organizza un incontro pubblico per il 10 giugno
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9 maggio 2004
In famiglia
Mi sono trascinata, ecco sì questo è il verbo giusto, al funerale del vecchio signore. Cioé del nonno. Ci potevo scommettere, una bruciante certezza, che dietro al feretro non ci sarebbero stati la figlia e i nipoti.
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28 aprile 2004
Manifestiamo per gli ostaggi
Sono figli di mamma
Cortocircuiti linguistici, della politica e delle fazioni, intorno alla vicenda degli ostaggi italiani nelle mani delle brigate verdi irachene. Quasi nessuno resiste (il direttore di Repubblica compreso) alla tentazione del parallelo con il rapimento di Aldo Moro.
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28 marzo 2004
Ma che ci fa un servizio d'ordine
(del segretario) al corteo per la pace?
Se un uomo o una donna va al corteo della pace, immagino io che ci vada in pace. La pace essendo una trama sostenuta dalle relazioni tra uomini e donne. E bambini. E animali (cani, generalmente).
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10 marzo 2004
Ecco le Italiane
Una storia fatta di storie (non senza qualche polemica)
Un secolo di Italiane con qualche assenza
Un buon lavoro. Soldi (pubblici) ben spesi. A cominciare dal titolo: Italiane.
Di storia delle donne se n'è scritta molto. Non solo all'estero: in Francia, negli Stati Uniti. Anche in Italia. Ma non mancano le polemiche: ne scrivono Chiaromonte, Paolozzi, Bonacchi.
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9 marzo 2004
Otto marzo 2004: le donne straperdono o stravincono?
A me sembra che nelle tante celebrazioni, canoniche e non, di questo Otto marzo intanto: auguri a tutte da DeA ci siano molte contraddizioni. O meglio, delle doppie verità. Che però non si combinano. E anzi, non si incontrano nemmeno. Il Presidente della Repubblica si preoccupa
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24 febbraio 2004
Lettera al mio amico dagli occhi gialli
Carissimo Puck,
la mia mamma adottiva mi ha detto che, qualche giorno fa, hai preferito andare nei Campi Elisi, dove lamore è perenne e dove il dolore e la sofferenza non hanno diritto di entrare.
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17 febbraio 2004
Una lacrima per il corpo di Pantani Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè
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15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno
La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dellOchrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la Libertà di azione, Alessandra Mussolini. Questo il nome dellassociazione che ha deciso di fondare
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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di unaltra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto.
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su Il Giornale di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dellautobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno daprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e unepoca, l epoca del tempo e del denaro come mi dice Don DeLillo, lautore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
LAmerica in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo unamabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti allazienda invece che discriminando le colleghe ? (così Giovanni Agnelli, allultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta). Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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Alle amiche dell'Assemblea delle donne
di Roma: una questione di pratica politica
Care amiche, compagne, signore e signorine
Sono rimasta assai perplessa del modo in cui laltro giorno, alla richiesta di non essere compresa in una firma colletttiva per un appello al No al referendum mi è stato risposto che tanto valeva che mi cancellassi dall assemblea delle donne di Roma.
La cosa in sé avrebbe scarsa importanza se non fosse stata preceduta da altre obiezioni (di Raffaella Lamberti, per esempio) rispetto a un testo stilato da quelle associazioni che avendo convocato lassemblea, spiegavano di essersi fatte carico di chiedere un incontro alla ministra delle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. Allora, come la mettiamo con quelle donne che erano lì al Buon Pastore, e che hanno discusso appassionatamente NON di quelleventuale incontro?
Secondo me, andrebbe evitato il pericolo che, appunto, gli incontri delle donne assumano limmagine di un luogo autoritario, burocratico. E questo uno scivolamento, una deriva, un peccato che colpisce sempre di più i luoghi tradizionali della politica. Naturalmente io sono per cambiare quei luoghi (i partiti) chi ci sta dentro ha un compito certo pesante ma se un simile peccato si annida dove mi ritrovo a discutere con le mie sorelle di sesso, questo mi pone dei problemi.
Al contrario, dovremmo dare il buon esempio: procedere in punta di piedi, con delicatezza (che è il primo passo per una buona politica).
Torno alla questione del ti cancelli.
Conosco solo un modo per evitare questo genere di consiglio, per non farlo sentire come una censura collettiva: firmare chi vuole - con il proprio nome e cognome. Daltronde, la forza collettiva le donne la dimostrano e lhanno sempre dimostrata senza compattarsi ma dando spazio e legittimità alle sfumature diverse, ai dubbi, agli scarti che si creano nelle relazioni. Alle voci e alle idee diverse dalle nostre. In caso contrario, non comprenderei le ottime intenzioni contenute nellannuncio di fare la differenza con un nuovo patto tra donne e uomini per la democrazia.
Invece che cercare forme nuove per la politica delle donne, saremmo a una replica un po comica di burocrazie di altri tempi.
Sarebbe un peccato e una sconfitta per tutte e ognuna di noi.
Mi auguro che se ne possa discutere.
Letizia Paolozzi
Pomeranzi: confliggiamo
ma resta nell'Assemblea romana
Cara Letizia ,
considero la tua lettera una possibilità di riflessione sia per capire se si può pensare a una diversa relazione tra donne nel fare politica, sia per riuscire a chiarire di che cosa parliamo quando parliamo della Assemblea di Roma. Infatti, al di là della "confusione" organizzativa che ha preceduto l'organizzazione delle due giornate del 17 e 18 Giugno , c'è un
nodo di fondo per quelle come me che si sono impegnate per cambiare il modo in cui la politica "istituzionale" sta trattando le donne in Italia e c'è una indubbia complessità relazionale soprattutto nella Assemblea di Roma .
Io che spesso mi sono adoperata per mandare avanti i nostri incontri, al meglio di quello che potevo, so di che cosa sto parlando. Vorrei dunque avviare un dibattito su questo punto che forse è il più importante . Occorre tuttavia distinguere l'organizzazione delle giornate, su cui avrai anche una risposta
di Marisa Rodano, dalla presenza della Assemblea di Roma. Inoltre, a mio parere, andrebbe distinto il tuo problema del non essere "compresa" nella firma del NO , da quello sollevato da Raffaella del non essere esclusa dall'incontro con Pollastrini. Si tratta di piani diversi d'azione anche se apparentemente entrambi hanno a che fare con la rappresentanza politica. Se questo è il tema, ma non mi sembra, non c'è altra risposta da dare che quella di definire le regole. Mi sembra tuttavia che il tuo intento sia più quello di mettere in discussione i modi e le pratiche e quindi cercherò di mettere a fuoco quel punto, senza dimenticare che per me essere riuscite a uscire nello spazio pubblico, anche se per poco è comunque una buona cosa.
Detto questo era chiaro che la convocazione dell'incontro di
giugno, come diceva il testo che ti allego di nuovo prevedesse molte anime, anche associative e non solo femministe, e che c'era un impegno a favore del NO. Dunque mi chiedo e ti chiedo guardando alle nostre pratiche di relazione perchè non abbiamo preso , senza traumi, parola su questo e fin dall'inizio della riunione . Facendomi carico di una personale amicizia a
cui tengo molto sono convinta che la mancanza di spazio se l'hai sentita non riguarda solo te, riguarda anche me e i miei sogni .
Per me la finalità dell'incontro era quella di mettere a confronto le nostre differenze, per vedere se fosse possibile dare vita a un piano più vasto di azioni collettive, assolutamente non "identitarie" . Credo che per troppo tempo noi femministe abbiamo cercato solo le simili e abbiamo dimenticato come potrebbe essere importante e vitale confrontare le nostre differenze senza alzare steccati teorici, ma ricominciando a partire dai problemi che abbiamo. Non vedo altrimenti come collocare la pratica, avviata insieme , di dialogo con la differenza maschile , lasciandoci alle spalle questi "buchi" nelle differenze tra donne.
Dunque giusto denunciare il pericolo delle vecchie burocrazie, ma anche aprire uno spiraglio di cuore almeno a quelle che vanno nella stessa nostra direzione. E' la sola richiesta che mi sento di farti. Insomma tutto questo per dire tre cose : la prima è che per me sarebbe giusto dedicare un incontro a questi problemi dell'assemblea di Roma, la seconda è che occorre cambiare il modo di guardarci reciprocamente ovviamente cercando di rispettarci, la terza è che non voglio proprio che tu ti cancelli dalla lista della Assemblea di Roma, preferisco confliggere.
A prestissimo
Bianca Pomeranzi
Rodano: sul referendum dovevamo
discuetere di più, ma non c'è burocratismo
Cara Letizia,
ho letto la lettera indirizzataci e vorrei fare alcune considerazioni. Non ero presente alla tua richiesta di essere esclusa dalle aderenti al documento sul referendum, forse ero uscita in quel momento dalla sala. Personalmente avrei preferito, perché più efficace, un documento firmato dalle associazioni e/o i gruppi e le singole presenti: firmare come Assemblea della Casa delle donne del 18 giugno non dice gran che a chi non cera
E ho ricevuto richieste di poter aderire da parte di associazioni e persone che non erano presenti, richiesta cui non si sa come poter dar seguito. Ma non gestivo io lassemblea di domenica mattina e perciò mi sono limitata a chiedere che fosse più chiaro il riferimento alle pratiche politiche delle donne. Del resto, a quellora, era un po difficile proporre le firme anche perché una parte delle persone si erano già allontanate.
Quanto allincontro con Barbara Pollastrini, occorre qualche chiarimento. La convocazione dellassemblea del 17 e 18 è avvenuta in modo un po confuso, anche con lettere di diverso testo, come avviene quando i soggetti che organizzano sono molteplici. Inizialmente lidea di convocarla è partita da un gruppo di associazioni: (ARCIDONNA, CANDELARIA, CAUCUS COMITATO ROMANO , GENERI &GENERAZIONI , LOBBY EUROPEA DELLE DONNE, PAESE DELLE DONNE, ZORA NEALE HURSTON) che avevano precedentemente lavorato insieme, coinvolgendo molti altri gruppi e singole sia per preparare lo Shadow Report alternativo a quello dalla Ministra Prestigiacomo per la CSW dellONU del marzo 2005, sia la piattaforma programmatica rimessa a Prodi prima delle elezioni.
Sono stati mesi e mesi di lavoro perché si è arrivati ai documenti prima raccogliendo dal basso materiali e proposte di chi fosse interessata a segnalare problemi, fornire contributi e proposte, ecc., e poi rivedendo il testo prodotto mettendo insieme i contributi pervenuti in varie assemblee e via mail tra tutte quelle che erano interessate e correggendolo più e più volte, ovviamente cancellando via via ciò su cui non si raggiungeva il consenso e cercando un pacchetto di idee condivise. Questa è stata la nostra pratica, ma, come è noto, ciascuna ha la propria.
Volevamo, dopo le elezioni, rivederci in una assemblea ampia per dare un seguito. Poi qualcuna ha pensato che fosse una buona idea profittare dellassemblea anche ad altri scopi: un confronto con gruppi e reti che si sono mosse di recente (questo era il tema del 17 pomeriggio, come appare dal programma: Il lavoro delle reti di donne per FARE LA DIFFERENZA . Lobiettivo della sessione si diceva - sarà quello di definire una agenda politica condivisa tra tutte le reti e le associazioni interessate). In secondo luogo (domenica mattina,) discutere del referendum.
E il caso di dire che chi troppo vuole, nulla stringe
e lo scopo che si prefiggevano le prime associazioni che avevano proposto di tenere lassemblea (dare un seguito alla piattaforma) ha finito per scomparire dallagenda
Chi ci ha rimesso, insomma, sono state le proponenti. A me è sembrato tuttavia corretto informare che quelle associazioni proponenti (alcune erano presenti) avevano chiesto e ottenuto un incontro con la Pollastrini, (non a nome dellassemblea, ma delle firmatarie della Piattaforma) anche se dallassemblea sono emersi temi, interrogativi, critiche di cui tener conto anche in quellincontro.
Non cera nessuna intenzione burocratica. Spero di aver chiarito e comunque continueremo a discuterne.
Marisa Rodano
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