storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
8 febbraio 2005
Le donne, l'aborto, il dolore e la violenza
A proposito di qualche eccesso
nell'attuale dibattito sulla bioetica e altro
(pubblichiamo una lettera di Letizia Paolozzi al Foglio, le risposte di Anna Bravo e Claudio Risè e il saggio di Anna Bravo che è uno degli elementi della discussione)
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22 gennaio 2005
La sinistra (la politica) e le donne
Silenti, potenti, imbufalite, sdilinquite...
Sabato 15 gennaio uomini e donne all’assemblea della sinistra “alternativa”, alla Fiera di Roma. Qualcosa non va sin dalla “relazione” di Asor Rosa.
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21 luglio 2004
Antisemitismo, fanatismo e bugie
L’antisemitismo (soprattutto in Francia ma non soltanto) è una realtà. Il problema è come contrastarlo.
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22 giugno 2004
Ancora su "Italiane": signore del privato
o inadatte all'interesse pubblico?
Convocare le avevamo convocate tutte, Letizia Paolozzi ed io, per "discutere" la discussione intorno a "Italiane", più volte ospitata in questo sito: curatrici, autrici, critiche e sostenitrici dell'iniziativa.
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5 giugno 2004
Le "Italiane" fanno discutere
Un incontro a Roma il 10 giugno
Fa discutere l'iniziativa editoriale del ministero delle pari opportunità, che ha pubblicato e distribuito in edicola tre volumi di biografie di italiane. Su DeA intervengono Chiaromonte, Bonacchi, Paolozzi, Ruggieri, Leiss. E insieme alla Fondazione Basso si organizza un incontro pubblico per il 10 giugno
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9 maggio 2004
In famiglia
Mi sono trascinata, ecco sì questo è il verbo giusto, al funerale del vecchio signore. Cioé del nonno. Ci potevo scommettere, una bruciante certezza, che dietro al feretro non ci sarebbero stati la figlia e i nipoti.

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28 aprile 2004
Manifestiamo per gli ostaggi
Sono figli di mamma
Cortocircuiti linguistici, della politica e delle fazioni, intorno alla vicenda degli ostaggi italiani nelle mani delle “brigate verdi” irachene. Quasi nessuno resiste (il direttore di Repubblica compreso) alla tentazione del parallelo con il rapimento di Aldo Moro.
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28 marzo 2004
Ma che ci fa un servizio d'ordine
(del segretario) al corteo per la pace?
Se un uomo o una donna va al corteo della pace, immagino io che ci vada in pace. La pace essendo una trama sostenuta dalle relazioni tra uomini e donne. E bambini. E animali (cani, generalmente).

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10 marzo 2004
Ecco le Italiane
Una storia fatta di storie (non senza qualche polemica)

Un secolo di Italiane con qualche assenza
Un buon lavoro. Soldi (pubblici) ben spesi. A cominciare dal titolo: Italiane.
Di storia delle donne se n'è scritta molto. Non solo all'estero: in Francia, negli Stati Uniti. Anche in Italia. Ma non mancano le polemiche: ne scrivono Chiaromonte, Paolozzi, Bonacchi.

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9 marzo 2004
Otto marzo 2004: le donne straperdono o stravincono?
A me sembra che nelle tante celebrazioni, canoniche e non, di questo Otto marzo – intanto: auguri a tutte da DeA – ci siano molte contraddizioni. O meglio, delle doppie verità. Che però non si combinano. E anzi, non si incontrano nemmeno. Il Presidente della Repubblica si preoccupa
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24 febbraio 2004
Lettera al mio amico dagli occhi gialli
Carissimo Puck,
la mia mamma adottiva mi ha detto che, qualche giorno fa, hai preferito andare nei Campi Elisi, dove l’amore è perenne e dove il dolore e la sofferenza non hanno diritto di entrare.
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17 febbraio 2004
Una lacrima per il corpo di Pantani
Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè
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15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno

La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dell’Ochrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la “Libertà di azione”, Alessandra Mussolini. Questo il nome dell’associazione che ha deciso di fondare

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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di un’altra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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>3 marzo 2005


Aborto: riparliamo di depenalizzazione

In un testo sul quale, nel 1989, avevo lavorato insieme a altre donne, insistevamo (ne avevamo già parlato negli anni Settanta) sulla possibile depenalizzazione dell’aborto. Una parte del femminismo è rimasta affezionata a questa idea come la più rispondente alla diversità nel modo di vivere quel tempo terribile della vita femminile: per alcune una liberazione; per altre il velo scuro del lutto; per altre ancora una pratica sconosciuta.
Da sempre noi donne sappiamo che l’aborto è una necessità, legata “alla costrizione della sessualità maschile, che non separa piacere e riproduzione“. Così, in quel documento: rispetto ai rapporti di sesso e di amore tra donne e uomini.
Questa necessità non pesò al momento della legge 194. Si doveva operare un compromesso per legalizzare l’aborto. Non per depenalizzarlo. Anche se quel compromesso introdusse una contraddizione pesante: il rischio che fosse attribuita allo Stato – quanto meno da una parte del mondo cattolico - l’identità di Stato abortista.
Non solo. Con quel compromesso, che invece di riconoscere la competenza femminile, metteva la decisione nelle mani del legislatore, si convenne con l’immagine che il legislatore ha della donna, intesa come “individua di una specie irresponsabile, alla quale si deve far ridire ciò che lei ha già deciso, per controllarne la consapevolezza“.
Tuttavia il compromesso c’è. E non significa stravolgimento, come invece sta intrinsecamente accadendo con la legge 40 che allude al diritto dell’embrione. Capisco che legalizzare non equivale a depenalizzare. Che la donna sia responsabile, che possa scegliere autonomamente, che possa decidere se continuare o interrompere la gravidanza –generalmente consultandosi con altre donne – appare insopportabile. Legiferare sull’aborto (come appunto è avvenuto) è “un modo per gli uomini di assicurarsi simbolicamente il controllo sul corpo femminile fecondo“.
Occorre ancora un grande lavoro. Innanzitutto, bisognerebbe nominare la condizione in cui viene a trovarsi la donna che sa “di aver subìto, quando decide di abortire, la regola della sessualità maschile“.
Dovrebbero rifletterci quanti citano l’aborto come “omicidio“ o come “desiderio“ illimitato. Dovrebbero capire che si tratta di un crinale simbolico “in cui la donna sperimenta la sua libertà e la sua non libertà“.
Ognuna di noi, ripeto, ha camminato lungo questo crinale. Qualcuna non ha mai avuto bisogno di abortire; altre hanno sentito quel gesto come un sollievo; altre ancora come una terribile deprivazione di una parte di sé. La politica delle donne ne è sempre stata consapevole. Continua a rifletterci.
Non capisco proprio quali voci femminili abbia ascoltato la storica Emma Fattorini (sul Corriere della Sera del 15 febbraio 2005) quando descrive gli anni 70 e “il radicalismo autistico di un certo femminismo“. Così, fatico a trovare un filo conduttore nella discussione (riesplosa con l’articolo su Genesis di Anna Bravo) tra storiche e militanti femministe; tra storiche e storiche. Quasi che il femminismo si considerasse detentore della buona memoria e le storiche, invece di stare alle regole classiche del mestiere, si dividessero su una lettura del passato nella quale ha la meglio lo strumento ideologico-politico.
Oggi, nella discussione intorno alla legge 40 e alla procreazione assistita, si pone nuovamente il problema della speciale relazione madre-figlio. E di un’idea della libertà fondata sulla persona, basata sulla storia degli individui. Per me una libertà relazionale, certo. Che vuol dire attenzione, rapporto, produzione di legame. Non sono forse i genitori potenziali a cercare, senza onnipotenza, senza sfrenatezza desiderante, un senso alla costruzione del loro progetto femminile-maschile di famiglia?
Questa idea di libertà ha legato a proposito della legge 40 culture politiche diverse, dai Radicali a pezzi importanti del femminismo, da una parte (certo ridotta) di Forza Italia alle molte donne Ds che si sono attivate nonostante le remore filocattoliche, fino all’anima liberal dei Diesse.
E poi Fausto Bertinotti, con il Prc e molti che a sinistra sono pur decisamente contro le posizioni mercatiste e liberiste sostenute dai radicali. Ciò che mi chiedo è se l’incontro abbia creato solo delle momentanee convergenze, con un carattere di occasionalità. Capisco che con le loro esagerazioni i Radicali non hanno facilitato le cose. Tuttavia, il risultato non cambia. Non si arriva mai a verificare possibili contaminazioni.
Di fronte a un gesto che reputo sbagliato e umiliante come quello del centrosinistra che non ha voluto ospitare le liste Radicali-Luca Coscioni per le prossime Regionali, continuo a chiedermi se sia stato davvero così importante (da parte di tutti e tutte) non cedere nulla della propria cultura, politica, identità, storia.

Letizia Paolozzi








> da leggere

Il dibattito sul saggio di Anna Bravo e il testo della storica, su Dea
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Il documento del 1989 citato in questo ariticolo è pubblicato sul sito della libreria delle donne di Milano, nella rassegna stampa, al titolo "Parlano le femministe mute"
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