storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
24 febbraio 2004
Lettera al mio amico dagli occhi gialli
Carissimo Puck,
la mia mamma adottiva mi ha detto che, qualche giorno fa, hai preferito andare nei Campi Elisi, dove l’amore è perenne e dove il dolore e la sofferenza non hanno diritto di entrare.
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17 febbraio 2004
Una lacrima per il corpo di Pantani
Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè.
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15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno

La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dell’Ochrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la “Libertà di azione”, Alessandra Mussolini. Questo il nome dell’associazione che ha deciso di fondare

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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di un’altra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 9 marzo 2004


Otto marzo 2004: le donne
straperdono o stravincono?


A me sembra che nelle tante celebrazioni, canoniche e non, di questo Otto marzo – intanto: auguri a tutte da DeA – ci siano molte contraddizioni. O meglio, delle doppie verità. Che però non si combinano. E anzi, non si incontrano nemmeno. Il Presidente della Repubblica si preoccupa – “è il primo problema italiano“ ci ha assicurato - per le culle vuote. Servirebbero asili nido, orari flessibili, facilità dei trasporti. Probabilmente sì. Viviamo in un’Italia riottosa alle legislazioni premiali in favore della maternità e paternità.
Ma una simile esortazione, penso io, non vorrà nascondere, esorcizzare il fatto che le donne hanno, da qualche decennio, il potere di fare (o di non fare) figli?
D’altronde, la legge sulla procreazione assistita che entra in vigore tra due giorni, non pare rispettosa delle donne, né sensibile alle speranze di cura di quei milioni di malati come Luca Coscioni.
Eppure, se non nella legislazione, oggi molte delle scelte sulla riproduzione dipendono da loro: dalle donne, dico. Che sono padrone della contraccezione, del loro corpo, della sessualità. Per strade diverse e spesso difficilissime, è in via di sparizione quella gerarchia del maschile e del femminile che sembrava eterna e costitutiva dell’ordine naturale e divino del mondo.
Naturalmente, la storia della divisione del lavoro, e dei saperi, poteri, persino della procreazione, non è conclusa. E’ fatta di ricomposizioni, di arresti e ripartenze incessanti.
Anche qui. Nei giorni che hanno preceduto l’Otto marzo si è molto discusso della forbice della retribuzioni tra maschi e femmine. E del ruolo gerarchico (secondo l’Istat l’82,5% delle donne è in basso, il 4,8 in alto. Quanto agli uomini, il 71% è in basso, l’11,8 % in alto). Poco o nulla però sul dato che in molte facoltà, anche scientifiche, il numero di donne è superiore a quello degli uomini. Che le ragazze si laureano prima e con voti migliori. E che vanno a occupare (così in Lombardia) più posti degli uomini. Sono vere entrambe le osservazioni, ma chi ne sceglie una, evita di metterla in rapporto con l’altra.
Infine, sulla condizione femminile. Drammatica, nell’iniziativa del Comune di Roma. Sul poster un filo spinato per ricordare la persecuzione, l’oltraggio, la violenza, la carcerazione che subiscono tante donne. Così come è terribile ciò che da dieci anni avviene in Messico, a Ciudad Juarez (vicino al confine con gli Stati Uniti) dove centinaia sono le scomparse. Assassinate, torturate. Di fronte a queste terribili appropriazioni del corpo femminile, alle mutilazioni sessuali, io credo che vada invocato un “diritto d’ingerenza“. Non con le bombe ma attraverso le pressioni dell’opinione pubblica. Che le attrici Jane Fonda e Sally Field hanno mobilitato con una manifestazione per reclamare una inchiesta seria sugli avvenimenti.
Tuttavia, nelle società occidentali e nella nostra società ci troviamo di fronte un paesaggio diverso: resistenze maschili sornione; solitudini nelle famiglie monoparentali (tirate avanti generalmente dalle donne). Pubblicità aggressive. Discriminazione quanto alle carriere femminili negli enti pubblici, nella ricerca (per la riforma del CNR sono state chiamate a collaborare con il commissario Adriano De Maio 5 donne e 134 uomini, pur superando le donne il 30 % del personale). O nella politica istituzionale dove torna la vecchia discussione sulle “quote rosa“. E qui il Presidente ci ricorda che noi donne siamo la maggioranza, e ci invita a “farci valere”.
All’opposto, nell’ultimo numero di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, si ha timore dell’esplodere – come è avvenuto negli Stati Uniti - della guerra con gli uomini nelle relazioni quotidiane. Determinata dalla “voglia di stravincere“. Troppo deboli nel pubblico, troppo forti nel privato? Anche qui la mia impressione è che dovremmo perlomeno capire che la verità non è una sola.

Letizia Paolozzi





> da leggere
Via Dogana n.68 euro 5,16