storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
15 gennaio 2004
Laragazza
del quaderno

La sede dei Cobas era gelida. Come al solito. Confesso però che il clima di smantellamento ha sempre attratto i militanti. Senza distinzione di sesso. Penso che la metafora sia appropriata alla condizione di chi fa politica non istituzionale. Una condizione da rivoluzionari veri. Magari iniziata per sfuggire alle perfidie dell’Ochrànka
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5 dicembre 2003
Tra nostalgia e modernità
L'insostenibilità di chiamarsi Mussolini
Ha deciso per la “Libertà di azione”, Alessandra Mussolini. Questo il nome dell’associazione che ha deciso di fondare

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23 novembre 2003
Il nome di Laura e la sua libertà
Ringrazio innanzi tutto la famiglia Ingrao per avermi chiesto di essere qui oggi.
Io, che sono di un’altra generazione rispetto a Laura e a tanti di voi , ho scelto di provare a fare un raffronto
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20 novembre 2003
Gita alle Cinqueterre
Dal racconto del Padre, di una precisione impressionante, anche se vi risuonano tremiti di commozione, ho compreso che escludeva qualsiasi traccia di inquietudine
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17 novembre 2003
Caro Guerri, ma che c'entrano feti
e "marroncini" con il voto agli immigrati?
Su “Il Giornale” di sabato 8 novembre Giordano Bruno Guerri scrive un commento sulla proposta Fini del voto agli immigrati
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25 settembre 2003
Le critiche di Gisele Halimi contro Badinter
e l'associazione "nè puttane nè sottomesse"
13 settembre alla Courneuve.
Il nome - Courneuve - é ricorrente nella cronaca nera dei quotidiani francesi
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3 agosto 2003
La tentazione del silenzio
sulla morte di Marie Trintignant
Marie Trintignant è morta. Un edema cerebrale provocato dalla lite con il suo compagno
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20 luglio 2003
Muscoli e cuore della senatrice
Rodham Clinton
I giornali di tutto il mondo hanno dato grande rilievo alla pubblicazione dell’autobiografia di Hillary Rodham Clinton
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9 giugno 2003
Don DeLillo e lo spettro del capitalismo
Un giorno d’aprile del 2000 Erick Packer, New York, 28 anni, esce di casa per andare dal barbiere. Non vi farà mai ritorno. Il suo è un viaggio lungo un giorno, ma anche lungo tutta una vita e un’epoca, l’ epoca del ‘tempo e del denaro’ come mi dice Don DeLillo, l’autore di "Cosmpolis",.
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11amaggio 2003
Pari opportunità, ma non per le "bugiarde"
Il testo approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta,
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13 aprile 2003
Caro Tronti, contro la forza imperiale Usa
vorrei una "potenza" senza "potere"
L’America in Iraq impiega brutalmente tutta la forza perché ha paura di una sua nuova debolezza.
Dibattito: interventi di Moretti, Caminiti, Paolozzi, Leiss, e riferimenti a articoli di Luisa Muraro, Luigi Pintor
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30 marzo 2003
Se solo fossimo umani
Siamo un’amabile, odiosa, affettuosa, rozza, tenera, vile, intelligente, caotica, virtuosa
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20 marzo 2003
Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai
A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa
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> 17 febbraio 2004


Una lacrima per il corpo di Pantani

Al "mare d'inverno" è dedicata la più bella canzone di Enrico Ruggeri, resa immortale dalla voce naturalmente disperata di Loredana Bertè. Di fronte a quel mare lì (e quale mare se non quello di Rimini ha una vocazione a manifestare la sua vera natura soprattutto 'd'inverno', senza le frotte che d'estate letteralmente lo cancellano?) è morto Pantani, ciclista. Anche campione, naturalmente, ma innanzitutto ciclista, ossia praticante di quello sport antico e povero per cui l'Italia è stata grande dalla sua prima industrializzazione. Dunque sport del nord e del centro Italia, terre di pianure, colline e grandi montagne dove mettere alla prova i giovani muscoli di panettieri e portalettere. Ma anche - e soprattutto - di operai.
Ricordo di Prato - la mia città: piccola capitale di un antico distretto tessile - le frotte di uomini e donne che scandivano a cavallo delle loro Atala nere o delle Bianchi "da corsa", la giornata cittadina, fatta di turni di notte e di giorno, con scarne pause (a mezzogiorno e alle otto di sera ) per gli austeri riti operai della riproduzione: dal cibo al corteggiamento. La bicicletta è stata - lo ha detto in versi indimenticabili Caproni - un elemento urbano per eccellenza nell'Italia del secolo scorso, prima della Fiat e di tutto ciò che la Fiat ha significato. E' un'eredità che il ciclismo reca nel codice genetico: come se la serietà operaia, fatta di un sempre sudato e precario senso di sè, permanesse nella elettricità ormai febbrile di uno sport, che è stato ben altro che la mera fabbrica di personaggi che - Cipollini docet - sembra avviato a divenire.
Perché in gioco - nel ciclismo molto più che altrove - è il corpo del campione: muscoli, ossa, sangue e nervi, ogni volta sempre tesi nello spasimo del riscatto. E non basta gonfiare loro i muscoli per trasformare i cicisbei del calcio odierno (all'eterna ricerca della velina e dell'inquadratura televisiva giusta) nelle vere e proprie maschere del dolore e del trionfo che abbiamo visto sfoggiare solo dagli eroi della bicicletta: come Coppi e come Pantani.
La mia Toscana è terra di ciclisti, mi sia consentito per questo di versare, sul corpo giustiziato di un grande campione, una lacrima di femminile indignazione.
Gabriella Bonacchi