storie / corsivi
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racconti di persone, polemiche ad personam
19 febbraio 2003
Vuoi essere sano? Non fare sesso!
Ministero della Sanità e della Pubblica Istruzione hanno unito menti e sforzi per realizzare l’opuscolo Virus e informare gli studenti delle scuole medie superiori italiane dei pericoli delle infezioni sessualmente trasmesse. Provocando come unica reazione la denuncia dell’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids
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7 febbraio 2003
Annamaria Rodari, ortodossa libertaria
21 gennaio 2003 : funerale di Annamaria Rodari. Se vogliamo stare ai rimandi tra
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26 gennaio 2003
Caro Amato, e se alla femminista
piacessero le “signorine discinte“?
Su alcuni argomenti, dispiace dirlo, ma anche Giuliano Amato, pur così intelligente
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24 novembre 2002
La sinistra unita omosessuale maschile
Umberto Ranieri, Fredric Michel, Joaqun Almunia, Wolfang Merkel, Peter
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22 novembre 2002
Racconti dopo Firenze
Quarantamila iscritti ai 135 seminari (30 euro a iscrizione); settecentomila

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25 ottobre 2002
Avventure al supermercato
Il Supermercato è un analogo moderno delle paurose spedizioni di caccia preistoriche
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> 20 marzo 2003


Dialogo immaginario sulla nuova presidente Rai

A - “Vedo qui tra voi pochissime donne. Il 7% mi dicono. Chiedo come mai, e la risposta è che la vostra cultura è maschile, aggressiva, competitiva. Bene, ma se siete così energici, perché non investite la competitività nel dare più profitti all’azienda invece che discriminando le colleghe“ ? (così Giovanni Agnelli, all’ultima assemblea dei quadri Fiat, nel racconto di Gianni Riotta)“. Ecco. In un Paese che ha della politica istituzionale e delle cariche pubbliche una concezione molto virile, se non patriarcale, Lucia Annunziata presidente del Cda secondo me è una buona cosa.
B - Non credo si tratti di cambiamento vero. Quando la situazione è critica (e nella Rai, come nelle istituzioni politiche, lo è), si chiede alla donna di svolgere un ruolo salvifico. Al momento della crisi della Dc non si fece appello a Rosa Russo Jervolino per reggere il bidone ?
A - Guarda che la situazione sta cambiando. C’erano donne nel Cda “dei professori“. La Lega si giocò Irene Pivetti che divenne giovanissima presidente della Camera. Forza Italia aveva affidato la presidenza Rai a Letizia Moratti. La fortezza non è più inespugnabile.
B - Ma la donna deve essere disposta a offrire delle prove forti. Virili. “A noi viene un dubbio : che l’unico maschietto in circolazione s’incarni in Lucia Annunziata“ (Camilla Baresani sul supplemento del Sole-24 Ore del 16 marzo 2003). Solo chi si sopravvaluta può accettare la sfida. In effetti, Lucia Annunziata è testarda, accanita, sfacciata, anche impunita. Possiede un linguaggio perfettamente televisivo, giocato su “pistole puntate alla tempie“ e “quando mi danno un campicello da coltivare, lì sto a zappare e di buzzo buono“.
A - Sono attributi utili per scompigliare i giochi. Se poi mi stai dicendo che questa della presidenza è una sfida fallica, tu escludi che ci siano donne alle quali questa sfida piace ?
B - Il problema è cosa si vince. Nella miseria della politica ufficiale e nello stato confusionale della Rai, Lucia Annunziata, per quanti sforzi titanici faccia, rischia di restere al palo. Forse la presidenza servirà alla sua carriera, ma non vedo guadagni per la libertà femminile.
A - Sarà un guadagno abituarsi alla presenza delle donne in quei luoghi così segnati dal maschile.
B - Veramente, li considero luoghi dove più evidente è la crisi dell’identità maschile e l’attaccamento ai posti di comando.
A - E non bisogna approfittarne ? Lucia Annunziata ha “un di più“ che il suo essere donna le conferisce. E se ne avvale. Perlomeno all’inizio eviteranno di attaccarla brutalmente, al contrario di ciò che è avvenuto con Paolo Mieli.
B - Lucia Annunziata non possiede una dote femminile che è la tolleranza, la lungimiranza. Una feroce vignetta di Elle Kappa (su Repubblica) le attribuisce indipendenza, ma solo per scegliere meglio a chi ubbidire…
A - Eppure, i suoi difetti – cattivo uso di mondo, amore per il potere e la gerarchia – se la rendono eccessiva, le conferiscono, contemporaneamente, autonomia, schiettezza. Ha cominciato a scrivere per Il Manifesto, poi è passata a Repubblica, al Corriere della Sera. Quindi un’esperienza finita male come direttore del Tg3. Ha condotto invece con successo il talk show Linea Tre. Nel frattempo, ha scritto libri su ciò che ha visto come inviata di guerra. L’ultimo, sulla guerra contro l’Iraq, ha un titolo esplicativo : “No“. Da più di due anni dirigeva l’agenzia di stampa ApBiscom. Quanto alla politica istituzionale, ha saputo muoversi abilmente tra governo e opposizione.
B - “I quattro consiglieri sono di aerea di centrodestra, la neopresidente dichiara di non stare né con l’Ulivo né con il Polo “ (Norma Rangeri sul “Manifesto“). Quelli e quelle che si accomodano nei tinelli del Palazzo, senza scegliere tra centrodestra e centrosinistra, non sono cerchiobottisti o terzisti o trasformisti o opportunisti ?
A - A me non interessa il manicheismo tra destra e sinistra brandito come una bibbia, oppure la vicinanza (supposta) di Lucia Annunziata a Saccà, a oggi ancora direttore generale della tv pubblica. “Sarà Saccà a farci sapere se Roma ha davvero impigrito l’Annunziata. Oppure, se deve rassegnarsi alla <Bassa intensità> (titolo di un suo libro) del nuovo pacco che le arriva da Palazzo Chigi“ (Maurizio Chierici sull’“Unità“). In realtà, la nuova presidente deve affrontare il problema dell’audience Rai (in caduta libera) e invertire la tendenza per cui i flussi pubblicitari vanno alle reti (del presidente del Consiglio) Mediaset. Francamente, non considero metro di misura per giudicarla il ritorno di Biagi e Santoro in prima serata. Anche se non sottovaluto l’importanza dell’audience ma non è però l’unico elemento di cui tenere conto.
B - Pare che Lucia Annunziata sia invidiosa all’ennesima potenza.
A - L’invidia è un sentimento che può spingerti a uscire dalla tutela, dalla promozione “per difetto“, dalla protezione di Stato (per esempio, con le Pari opportunità).
B - Senza una pratica di relazioni tra donne, gli uomini continueranno a fare partito, gruppo, lobby, banda, e le donne a scontrarsi tra loro. E con i maschi. A meno che, e forse è il caso di Lucia Annunziata, non si comportino come gli uomini. Solo che, da sole, per quanto caparbie e ostinate, perdono.
A - Intanto, le donne possono rivendicare il fatto di essere più concrete, più disponibili. E questo anche in rapporto alla politica maschile. D’altronde, il sesso femminile non è innocente. A meno che non si pensi che la società e la sua violenza sia roba tutta maschile. Così come il potere. Se un sistema di pensiero che valorizza il maschile e svalorizza il femminile agisce ancora, soprattutto nei luoghi politici o istituzionali, non credo sia un dato incancellabile. Una donna deve, comunque, provarci. Mettersi in gioco, avere un rapporto con le cose che fa. Magari sbaglia, ma chi di noi non sbaglia ?


Letizia Paolozzi


Magari la guerra aiuterà Lucia Annunziata

Una nomina femminile come questa di Lucia Annunziata fa problema, attiva sospetti e aspettative, può darsi che risponda a un cattivo gioco occulto, o che invece sia fuori da qualunque gioco previsto. Mi auguro, quindi, che possa contribuire a rompere un discorso sulla televisione che gira da molti anni su se stesso senza produrre novità.
Mi spiego : l’enormità del conflitto di interesse di Berlusconi, e le distorsioni del controllo politico sulla Rai, hanno quasi completamente stravolto un giudizio più attento sui veri contenuti della produzione televisiva, pubblica o privata che sia. Certo, le prime mosse sono in un certo senso obbligate : difficile per la nuova presidente saltare i passaggi simbolici e politici tracciati dalle vicende Biagi e Santoro, e dal ruolo del direttore generale.
Un aiuto, paradossalmente, potrebbe venire a Lucia Annunziata dal drammatico incombere della guerra. Quella guerra a cui lei ha detto con chiarezza un « no », cosa che rende la sua professionalità in un certo senso più libera da problemi di « schieramento ». Che cosa saprà fare la Rai di fronte a questa rottura internazionale e politica di dimensioni storiche, stretta tra un governo filo-Bush e un’opinione pubblica largamente orientata contro la guerra preventiva made in Usa, dovrebbe valere più di ogni altra cosa ai fini della valutazione della qualità del « prodotto » realizzato sotto il segno della nuova presidenza.
Ieri – mercoledì 19 marzo, probabile vigilia dell’attacco a Baghdad – mi ha colpito la dichiarazione rilasciata alle agenzie da Massimo D’Alema a proposito dello speciale di un tg Rai sulla figura di Tarek Aziz, mandato tempestivamente in onda quando si rincorrevano le voci sulla sua fuga e forse sulla sua uccisione. Per D’Alema quello « speciale », che in qualche modo enfatizzava una notizia falsa, propagandistica, è stato un atto gravissimo, da « televisione di regime ».
Ho pensato all’amicizia e reciproca stima che si dice leghi – o abbia legato - D’Alema e Annunziata, al fatto che sarà ben difficile evitare il rischio della « tv di regime » nel contesto che la giornalista ha accettato, e ho pensato anche a uno strano parallelismo. Anche D’Alema accettò di andare al governo, appoggiato da forze moderate (l’eccentrico Cossiga), e sapendo di dover sostenere una guerra, che oggi gli viene rinfacciata un giorno sì e l’altro pure, sia da destra, sia da sinistra. In uno o due circostanze D’Alema ha ammesso di aver sbagliato ad accettare in quel contesto quel ruolo di governo. Adesso Lucia Annunziata una guerra non deve combatterla, ma ha la massima responsabilità di farla raccontare in modo intelligente, obiettivo, esauriente, appassionato (nel senso che non si rimuovano le tante e opposte passioni in gioco). Un compito comunque assai arduo. Non rimane che farle sinceramente gli auguri, per il suo e il nostro – di cittadini, telespettatori, colleghi – interesse : che non si trovi tra qualche tempo a dover ammettere un eccesso di autostima, e dimostri invece che non è un luogo comune infondato l’idea che alle donne appartenga spesso un amore maggiore per il « saper fare » bene il proprio lavoro
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Alberto Leiss







> da leggere
Gianni Riotta sul “Corriere della Sera“ del 25 gennaio 2003

>
vai al sito del “Corriere della Sera“

> Camilla Baresani sul supplemento del “Sole-24 Ore“ del 16 marzo 2003

> vai al sito del “Sole-24 Ore“

> Norma Rangeri sul “Manifesto“ del 15 marzo 2003

> vai al sito del “Manifesto“

> Maurizio Chierici sull' “Unità“ del 17 marzo 2003

> vai al sito dell' “Unità“


> altri pareri
Magari la guerra aiuterà Lucia Annunziata
di Alberto Leiss