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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
4 novembre 2004
Alice Ceresa: rarità di una "prosa micidiale"
La pubblicazione in una sorta di cofanetto de “La figlia prodiga e altre storie“ è stata l’occasione, assieme all’addetta culturale e all’ambasciatore svizzero da poco insediato a Roma, per riparlare del lavoro di Alice Ceresa, scrittrice d’origine ticinese scomparsa due anni fa.
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11 settembre 2004
"Bellissime": un'altra storia italiana
Con Giovanna Gagliardo, ai tempi d’oro del femminismo, si tenne a battesimo (tra litigi e rappacificazioni, odi eterni e veloci amori) un collettivo (di donne) intorno alla libreria della Maddalena. Ognuna di noi lavorò a suo modo sulla scoperta della soggettività femminile.
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29 luglio 2004
Ulisse e i tre amori di Sylvia B.
E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
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22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 20 novembre 2004


Le democristiane
Istantanee di un percorso politico


Nell’incontro dello scorso 8 novembre presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, erano presenti - eccome! – in un pigiapigia inconsueto per il fasto accogliente ma assai istituzionale di Palazzo Baldassini. Così pure nelle testimonianze - di Emanuela Baio, Maria Luisa Cassanmagnago, Maria Paola Colombo Svevo, Maria Eletta Martini, Rita Padovano, Giusy Servodio, Albertina Soliani – ascoltate con viso attento e palpitante partecipazione.
Dunque c’erano, ed erano davvero numerose. Parliamo naturalmente di loro, le donne della “balena bianca”, umiliate e offese per le poche e arroganti pagine che a loro dedica il dizionario (qui oggetto di non diplomatiche ostilità) delle "Italiane". Per la prima volta nella storia repubblicana, una iniziativa di governo ha osato prescindere da una identità – la “donna cattolica” – leggendario fondamento di una armonia tra sentimenti religiosi privati e morale pubblica che sembrava eterna. Invece. Senza accorgercene, tutti noi ci troviamo ormai a parlare al passato di una realtà che è stata la nostra fino a pochi anni fa, quando le discrepanze tra insegnamento morale cattolico e valori riconosciuti dalla società, certo non assenti, erano tuttavia più o meno concordemente riconducibili alla categoria del “peccato”, dunque per eccellenza cattolicamente perdonabile. Nella dimensione di una poco codificata ma chiara antropologia politica, essere democristiani significava aderire tacitamente (con un pragmatismo tuttaltro che spassionato) ad un solido senso comune, di fatto coincidente con il carattere nazionale: pochi grilli per la testa, sani e saggi piaceri molto legati alle relazioni familiari, doveri pragmaticamente negoziati entro le proprie cerchie di appartenenza. Gli italiani non comunisti sembravano essere tutti così, con le poche eccezioni di alcune, geniali, sregolate personalità eccentriche, sole, solissime nell’Italia operosa della ricostruzione e del miracolo economico: ovverosia negli anni d’oro della “balena bianca”.
Già, gli italiani. E le italiane? Ovvero, in questo caso, le democristiane? Com’erano veramente, al di là della leggenda, le democristiane? Coincidevano anche loro – nell’ambito di una stessa antropologia politica – con le italiane non comuniste? Ovvero se ne discostavano, e in che misura vale allora il discorso dell’”eccezionalità” del personale politico femminile della DC, cui si riferiscono alcune ricerche storiche in questo campo? Ragion per cui Pialuisa Bianco avrebbe tanto più torto marcio nel ricondurre l’azione politica di Tina Anselmi alla misera dimensione di chi è scelta come “suggello femminile di pari opportunità nel gioco, e nei segreti, del potere”? Insomma sono o non sono state, le democristiane, “complementari” al padri padroni della politica DC?
Le partecipanti democristiane all’incontro – da Silvia Costa a Paola Gaiotti – hanno negato, e con veemenza, arrivando in un caso (Paola Gaiotti) a mutuare dal femminismo la classica categoria di “estraneità”, per ribadire di essere sempre state lontane (dunque innocenti) rispetto ai più profondi e inquietanti arcana del potere. Chi ha animato la tavola rotonda finale dedicata a Storia e politica (Marina D’Amelia, Michela De Giorgio e Emma Fattorini) si è posto invece qualche interrogativo in più: non per giustiziare (diciamo così) un’esperienza politica densissima e tutta da scavare, ma per segnalare gli spostamenti nel frattempo sopravvenuti.
Il nostro è un tempo, si diceva, in cui l’armonia prestabilita (nella tradizionale antropologia italiana) tra voce della Chiesa e coscienza morale di ognuno, è ormai un ricordo; un tempo in cui il cattolicesimo è divenuto una religione – nella vita vissuta - minoritaria. Certo, il fatto che il cattolicesimo sia minoritario non significa che abbia vinto la secolarizzazione. Al contrario, proprio perché la secolarizzazione non ha vinto, il cattolicesimo deve competere con altre interpretazioni del religioso di fronte a tematiche del tutto inedite.
A tutto ciò, come rispondono le democristiane? Ancora con la “gratuità”, il “dono” e il superfemminile “servizio”? Ma che cosa significa tutto ciò rispetto ai “diritti” dell’embrione, o alle cosiddette domande di fine vita? Chi è oggi il debole da soccorrere, e il tiranno da cui difendere il bisognoso? Non sarà che i tempi impongono eroismi meno dimessi e trasversali? Il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ha parlato, ai Vescovi, di uomini e donne. Bisognerà intanto rispondergli. O pensano, le democristiane, di lasciare questo compito alle sole femministe?

Gabriella Bonacchi







> da consultare

Il dibattito di Dea su "Italiane":

Italiane 1

Italiane 2


Buttiglione e il fantasma anticattolico
di Bia Sarasini