reale / virtuale
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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 6 maggio 2004


Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita


Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione. Basta guardarsi intorno. Una commissione parlamentare indaga su Bush e il suo governo. Tema: il governo degli Stati Uniti ha fatto abbastanza per prevenire l’11 settembre? Bel colpo, per chi ha lanciato la guerra preventiva, qualunque siano le conclusioni della commissioni. In Italia, il silenzio stampa sulla liberazione degli ostaggi chiesto ieri dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi è il più recente esercizio di prevenzione a scopo di sicurezza, messo in atto in nel nostro paese. Prevenzione al sapore di censura. Il precedente lo abbiamo visto sabato primo maggio in tv, su Rai tre. Tentativo cialtrone di imbrigliare il concerto di piazza San Giovanni, per ordine del direttore generale. Alla Rai sono stati necessari 19 minuti, questo più o meno il tempo della differita, per giocare a Dio, per tenere d’occhio il futuro della piazza e eliminare dal passato della messa in onda da ogni sconvenienza politica. Cattiva applicazione del pessimo esempio Usa, le differite decise dai principali network dopo lo sconvolgimento del seno scoperto di Janet Jakson al superbowl, nello scorso febbraio. Per placare le ansie dell’America fondamentalista e sessuofoba all’Abc eranno bastati cinque secondi nella serata degli Oscar, alla Cbs 5 minuti, per i GrammyAward. Non c’è nulla da dire, la diretta differita è perfetta, per il controllo preventivo. Peccato che la vita non permetta questi sfasamenti temporali. O che non siano disponibili umani con facoltà visonarie come i precog di Minority Report, il film di Spielberg. Ma se gli indovini e le profezie rimangono imperscrutabili sono in arrivo diavolerie di ogni genere. Come ha illustrato il Garante della Privacy Stefano Rodotà, nel suo rapporto annuale davanti ai presidenti di Camera e Senato la settimana scorsa, mercoledì 28 aprile. Etichette intelligenti, che potrebbero accompagnare le merci fin dentro il frigorifero del cliente, oppure, più gravi, le nuove tecniche biometriche: “il corpo diventa una password”. Impronte digitali, retina, tratti del volto, iride, andatura, voce, firma, impronte digitali. Il principio è sempre lo stesso: visto che non si può predire il futuro, si controlla. In forma preventiva. Fin dall’interno del corpo.
Insomma, stretta attualità per i temi di DWF, che nel titolo rende omaggio al famoso articolo di Arundathi Roy post 11 settembre. L’ambizione del numero è indagare la prevenzione in chiave femminista, intrecciando riflessioni sulla guerra a considerazioni sul vivere, individuale e collettivo, sotto l’insegna della prevenzione. Che entra nello statuto del buon cittadino (buona cittadina), sostiene Tamar Pitch, sempre vittima e insieme soggetto di empowerment, anzi, empowered proprio in quanto vittima. E ne ricava quindi un richiamo forte alla femminilità, per Usa e occidente, vittime potenziali. Mentre, per quanto riguarda la criminalità, la pressione sulle vittime perché si responsabillizzino, e ‘l’insistenza sulla paura…, parlano un linguaggio femminile e si rivolgono alle donne”. Malattia, sicurezza sociale, corpo. Nulla sfugge all’ossessione preventiva. La guerra ai pericoli del vivere varca i confini individuali, penetra nell’intimo, sia corporeo che intrapsichico. La ruga va prevenuta esattamente come il cancro, in un invasione materiale come il chip biomaterico. Al centro il cittadino iper-responsabile, per questo fragile, sempre a richio di non farcela, in un area dell’esistenza tuttora affidata alle donne. Nell’ansia di dominare il futuro, e nell’impossibilità di controllarlo, un compito fondamentale è affidato alla scienza, costruire l’”ineluttabilità” della previsione, scrive Paola Masi, ineluttabilità che ne costituirebbe la scientificità. Scientificità che verrebbe garantita la tecnica del “profiling”, esaminata da Gabriella Bonacchi. Quella particolare procedura che attraverso la raccolta di dati e informazioni arriva alla definizione di un comportamento, in genere pericoloso se non criminale. E’ il profilo che suggerisce le caratteristiche dell’autore di un delitto, esemplare il famoso caso di Jack Lo Squartatore. E’ il profilo che fornisce i nomi degli immigrati da arrestare, per prevenzione, naturalmente, come è successo in Italia all’inizio di aprile, subito dopo l’attentato a Madrid dell’11 marzo.
Preso sul serio, fino alle estreme conseguenze, il paradigma della prevenzione è una malattia mortale. Proprio perché espressione del terrore del nostro comune destino umano, cioè morire. Solo quando ci si affida “a un disegno dei viventi che ci sopravanza” , scrive Rosetta Stella, si esce dall’incubo. “Da sempre potenziali malati, infatti, non siamo mai sani, ma paradossalmente consegnati, senza nessuna speranza di salvezza (salute) al destino di dovere cedere alla paura cieca di ciò che alla fine non riusciamo a prevedere: il morire per caso”. All’opposto il kamikaze, “vero eroe dell’assillo preventivo”, che domina il caso fino a destinare la sua morte a uccidere per caso, poprio chi pensa di avere prevenuto il pericolo. “Malattia moderna dell’umanità” li definisce Stella. La precognizione, la profezia, la vera conoscneza del futuro, nasce altrove, dove c’è “quella speciale libertà di pensare e raccontarci, convincendoci anche che si può sfuggire all’ineluttabile. Che si può ribaltare il corso obbligato degli avvenimenti”.

Bia Sarasini








> da leggere

- DWF, L'algebra della prevenzione, 10 euro

> da consultare

- Il seno nudo della Jakson al superbowl

- Riotta sul superbowl

- Arundhati Roy sull'11 settembre

- la relazione del Garante sulla privacy