reale / virtuale
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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
22 luglio 2004
Torture, per non rimuovere lo scandalo
Pubblichiamo l'editoriale di "Leggendaria" e un intervento della direttrice Anna Maria Crispino, aggiungendo il sommario di articoli e autrici/autori che troverete sulla rivista, e l'articolo che al tema ha dedicato Ida Dominijanni sul "manifesto" del 20 luglio.
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29 maggio 2004
Sandokan, il boss come linguaggio
e la tentazione della politica
Il nome è una garanzia: Nanni Balestrini. Garanzia di scrittura. Scrittura come linguaggio. Interpretazione. Lavoro. Traduzione di realtà.

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6 maggio 2004
Il futuro alle spalle
Le profezie della prevenzione differita

Preveggenti, la redazione e le autrici dell’ultimo numero di DWF dedicato all’Algebra della prevenzione.

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4 maggio 2004
Se il generale è una cattiva ragazza
Sorridente e carina la ragazza fa capolino sulla sinistra della foto, guarda l’obiettivo e alza i pollici, in segno di vittoria. Come una qualunque coetanea in giro per il mondo.

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3 maggio 2004
Il "partire da sé" di Gad
(ovvero lavoro di cura e filosofia bantu)
Attento lettore di Via Dogana, il periodico della Libreria delle donne di Milano, Gad Lerner non si è lasciato sfuggire la ghiotta possibilità di trarne spunto, per operare uno scarto rispetto agli scomodi argomenti dell' attuale mainstream massmediatico
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16 aprile 2004
Le parole di Olympe
e il sogno della Rivoluzione
"Parole parole parole", cantava un'indimenticabile Mina alla volta di un prolisso Alberto Lupo. Lui parlava mentre lei avrebbe voluto che passasse ai fatti.

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30 marzo 2004
Liberiamo Gabor dal Grande Fratello
e costruiamo un Grande Impero Latino

Letture, visioni, profezie.
Sul sito di Repubblica trovo la storia di Gabor, il cucciolo Terranova che sta nella casa del Grande Fratello. La sua ex padrona lo rivendica.
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7marzo 2004
“Femminismo dei principi“
A Roma le donne difendono la legge francese

Di rimbalzo dalla Francia, il dibattito sul velo o, meglio, sul suo divieto “per legge“ nelle scuole pubbliche, è arrivato anche da noi.
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21 febbraio 2004
Sul velo una laicità troppo ostentata
Ho un mucchio di esitazioni quanto al progetto francese di “legge sulla laicità“. Il mero divieto, penso io, è segno di impotenza. D’altronde, laicità e scelta individuale; integrazione e discriminazione; oppressione e emancipazione sono temi da trattare con cura
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25 gennaio 2004
Il femminile secondo Touraine
Vi ricordate del XX secolo? La rivoluzione proletaria, i totalitarismi, le promesse democratiche, poi l’idea dello sviluppo sociale legato al progresso scientifico?
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7 gennaio 2004
I 50 anni nel Pci di Macaluso
Generazioni (maschili) a confronto

Una “lettura intellettualmente più onesta dell’esperienza di più generazioni di comunisti italiani”.
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30 dicembre 2003
La riduzione della politica a guerra
nel nuovo libro di Ingrao
A che punto è pervenuta la scienza dell’uccidere, la dottrina della guerra?

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21 dicembre 2003
Il paradosso della Francia laica
Non vieta l'oppressione ma il suo simbolo
La Francia è divisa, dall’inizio dell’anno, intorno alla questione di una legge che vieti d’indossare i simboli religiosi nelle scuole.
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11 dicembre 2003
Perché Amorfu' non vada al macero
Permettetemi un ricordo personale. Correva l’anno 1963, stavo preparando un film-inchiesta col regista Raffaele Andreassi, “Mondo cane all’italiana”

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26 novembre 2003
Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)

Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill – Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori (Dogville)
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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce l’ha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato all’”Isola dei famosi”.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è un’offesa alla dignità personale perché stabilisce l’equazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda l’essere sessuato femminile a un’immagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive “militari“ ma anche buone ragioni sociali
E’ evidente che il libro di Aldo Grandi “La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre c’era la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island

"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto quest’anno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate “alla ricerca dei giardini delle nostre madri” (come scrive Alice Walker)

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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla “meglio gioventù
“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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> 29 luglio 2004



Ulisse e i tre amori di Sylvia B.

E’ probabile che l’egocentrico, arrogante, superbo, ingrato, elemosinante supergeniale autore dell’Ulisse, colui che ha cambiato la sorte del romanzo novecentesco, proverebbe un qualche sconcerto nel vedere che, nel centenario del Bloomsday, c’è un libro che non ruota soltanto intorno a lui.
In effetti “La libraia di Joyce Sylvia Beach e la generazione perduta “ di Noel Riley Fitch è la storia di una venerazione femminile. Ma non è solo questo.
Certo, Sylvia B. inventò il termine Bloomsday. Aiutò l’irlandese nella stesura definitiva dell’Ulisse. Fu lei a stampare (nel 1922), attraverso sottoscrizioni in una ventina di paesi, il capolavoro. Del capolavoro accettò e difese gli infiniti pentimenti dell’autore: correzioni, rimandi, cancellature, aggiunte. Di lui e della sua famiglia si occupò materialmente. Addirittura, convinse una delle dattilografe esacerbate (d’altronde, non era stato definito “incomprensibile“ e “osceno“ il contenuto della sezione di Nausicaa dell’Ulisse?) a non suicidarsi “per la disperazione“.
Tuttavia, ha ragione a sottolineare Rampello nella bella prefazione: “Il filo conduttore di questo libro è la storia dell’amore di Sylvia B. per la sua libreria, ma la Fitch ricorda subito che gli amori sono stati sicuramente tre, Adrienne Monnier, James Joyce e Shakespeare and Company. Sta a noi allora, mentre leggiamo con uno sguardo ormai lontano, mettere nel giusto ordine questi tre amori e scoprire anche attraverso le parole della Fitch che un ordine c’è, e Joyce viene per ultimo, nel senso che senza gli altri due questo amore non avrebbe avuto vita possibile“.
Tre amori di questa americana dalla fronte alta, bombata. I tratti graziosi. Le belle gambe al vento. In una delle prime foto del libro la vediamo con la frangetta e i capelli castani, ondulati. Le acconciature cambieranno a seconda degli stili che via via – nell’arco di due guerre - sostituivano quelli precedenti. Ma l’espressione, fino all’ultima immagine, resterà la stessa, di una donna assennata, diligente. Niente affatto fragile.
La vicenda ha inizio con l’incontro tra un’americana e una francese. Adrienne Monnier ha aperto la sua libreria, la Maison des Amis des Livres, considerandola non solo un commercio. “Il commercio – dirà – per noi ha un senso profondo e commovente“. Sylvia B. aprirà la Shakespeare and Company. America e Europa. Due luoghi voluti dalla passeuse (Adrienne) e da the go between (Sylvia). Due ambasciatrici della
scrittura. Dell’arte. Dell’avanguardia, della sperimentazione.
Giovani donne (ma in quel periodo si potrebbero elencare Gertrude Stein, Alice Toklas, Djuna Barnes, Gisèle Freund, Marie Laurencin) che tessono relazioni. Tra loro e con Picasso, Braque, Valery, Satie, Breton, Hemingway, Fitzgerald, Pound (bellissimo nella foto), Eliot, Benjamin
Non c’è niente di indecente o sguaiato nella coppia omosessuale dell’americana e della francese. Anzi, il sodalizio si irrobustisce grazie ai rapporti, e grazie ai buoni libri. L’avventura intellettuale è il trampolino della vita. Sylvia B. prende lo slancio attingendo a una propria, personale saggezza.
E’ questa saggezza che le permette di sopportare le meschinerie, le miserie del genio-Joyce, il quale, dopo averla economicamente rovinata, la tradisce per passare a editori che gli hanno promesso più soldi e una migliore diffusione.
“Joyce con il suo Ulysses aveva praticamente invaso e fatto propria la libreria in rue de l’Odéon. Noi provvedevamo alla sua corrispondenza, eravamo i suoi banchieri, i suoi agenti e i suoi fattorini, gli fissavamo gli appuntamenti, gli conquistavamo amici, prendevamo tutti gli accordi relativi alla traduzione della sua opera in Germania, Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia…Naturalmente sarei stata liberissima di rifiutare a Joyce questi servigi; se non lo feci, fu solo perché il piacere era tutto mio“.
Negli anni Venti e Trenta fu sempre il carattere di necessità con il quale affrontava le cose, a non farle interrompere il discorso sulle opere e sugli autori.
Così, il suo cuore non cessò di battere di fronte all’arrivo dei nazisti a Parigi, quando, in due ore, fu costretta a nascondere “oltre 5000 libri“. E sopportò il suicidio di Adrienne nel 1955, dopo una terribile malattia. Sylvia B. morirà nel 1962. Giustamente convinta che la sua opera d’arte sia stata la Shakespeare and Company.

Letizia Paolozzi







> da leggere

"La libraia di Joyce Sylvia Beach e la generazione perduta", di Noel Riley Fitch, Il Saggiatore, pag. 548, euro 35,00. Traduzione di Tina D'Agostini e Monica Fiorini, prefazione di Liliana Rampello