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12 novembre 2003
Così arrivò la fame in diretta
Addio a Pappalardo. Walter Nudo ce lha fatta, a eliminare il rivale ingombrante, il maschio alfa che gli ha fatto la guerra da quando è arrivato allIsola dei famosi.
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23 ottobre 2003
Con o senza velo ma non per legge
Il velo è unoffesa alla dignità personale perché stabilisce lequazione tra donna e oppressione. Lo statuto delle donne che vige in gran parte dei paesi islamici (sistema giudiziario, tradizioni, religione e polizia religiosa, signori della guerra, signori ex tagliagole che dovrebbero assicurare la pace, fondamentalismi, applicazione della sharìa) inchioda lessere sessuato femminile a unimmagine di donna schiavizzata
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8 ottobre 2003
Storie di PotOp: non solo derive militari ma anche buone ragioni sociali
E evidente che il libro di Aldo Grandi La generazione degli anni perduti. Storie di Potere Operaio", costruito attraverso testimonianze (mi pare più di sessanta) e documenti , non poteva che scontentare molti dei protagonisti di quel movimento
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26 settembre 2003
Tramonto violento del tifoso
Ecco, finalmente è accaduto. La guerra tra tifoserie, lo scontro con le forze dell'ordine ha conquistato il posto cui ambisce da sempre: il campo di "gioco"
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15 settembre 2003
Distruzioni. Decostruzioni. Creazioni
Mentre cera la guerra in Iraq mia madre non è stata bene, e per qualche momento ho temuto per la sua vita.
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7 agosto 2003
"Vita" di Mazzucco: un secolo di storia italiana
negli archivi di Long Island
"Vita", il romanzo con cui Melania Mazzucco ha vinto questanno il premio Strega, è il quarto romanzo di questa autrice giovanissima
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20 luglio 2003
Felicità, percorsi del paradosso
Dal 10 al 13 luglio scorso a Trevignano si è parlato di felicità. Lo ha fatto il gruppo di donne che ha partecipato al IV seminario residenziale organizzato dalla SIL (Società italiana delle letterate)
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9 luglio 2003
Perché la figlia deve separarsi dalla madre
Con il femminismo avevamo fatto spazio, dentro di noi, a una figura materna attrattiva, ambigua, molto più complessa e misteriosa della figura che ci aveva consegnato fino a quel momento la storia. Così, per anni, abbiamo discusso di maternità reale e di maternità simbolica e, per costruirci una genealogia, siamo andate alla ricerca dei giardini delle nostre madri (come scrive Alice Walker)
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4 luglio 2003
Manuela Dviri una israeliana contro la guerra
Verrebbe da dire Manuela Dviri è una donna straordinaria. Non sarebbe giusto. Non sarebbe rispettoso delle scelte, della scelta che questa cittadina israeliana ha compiuto dopo l'uccisione di suo figlio, Joni, a opera di un razzo sparato dagli hezbollah in territorio libanese.
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22 giugno 2003
Il femminismo nascosto dalla meglio gioventù
Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista, mi dice unamica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard
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2 giugno 2003
Islam, italian style
In Islam italiano, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
Licona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sadawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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Le brave ragazze vanno in paradiso
le cattive dappertutto (in tre film)
Uma Thurman ha gli occhi blu sgranati dalla ferocia (Kill Bill Vol.1); Jun Ichikawa non muove un muscolo del viso pallido, sia da pirata cattiva, sia da pirata buona (Cantando dietro i paraventi); Nicole Kidman è tutta un sorriso di ringraziamento verso i suoi protettori, poi tutta un patire in silenzio, infine una maschera furibonda (Dogville).
Bei film, tutti e tre con un legame che li intreccia di femminilità vincente. Nata dalla sfiga. Da situazioni di sfiga propriamente femminile. Marito ammazzato, bambino portato nel ventre perso, bordello orientale, e amante perduto, stupri a ripetizione e angherie che Cenerentola, in confronto, era una fortunata colf. Eppure alla fine, che sia redenzione o vendetta, la donna ce la fa.
Per la pirata, Ermanno Olmi sceglie la celebrazione essenzialista: sei tu, donna, quella che sa preferire la sottomissione e la pace piuttosto che la trasgressione e la guerra. E i suoi e gli altrui cannoni taceranno, sembra per sempre.
Quentin Tarantino sceglie la favola della vendetta per esaltare la sua assassina: caro Bill, te e quelle vipere delle tue amanti sottomesse, anche se capobanda anche loro, vi macello. La strage perpetrata da lei è una fontanella di sangue che sgorga in ameni zampilli e finisce e si incanala festante tra pozze e fiumiciattoli. E un rivolo rosso che scende silenzioso sulla neve candida dalle pieghe di un kimono candido.
Lars Von Trier non rinuncia alla sua solita predicazione: donna uguale pazienza, sopportazione, accoglienza, sacrificio. E però questa volta non cè la cieca felice che canta la notte prima dellesecuzione capitale. Dopo averne passate di cotte e di crude, la vittima di Dogville, comunità rinfrescata dal bene ma che cova in sé il germe della cattiveria umana, spara. Pam, pam, pam: muoiono i maschi corrotti, le donne perfide e i bambini aguzzini, e pure quellesaltato moralizzatore fallito cui lei si era affidata, dicendogli persino che lo amava.
Non vi sto raccontando le trame di tre film, ovviamente, ma le impressioni e il succo: il messaggio, se la vogliamo mettere come ai tempi in cui i critici cinematografici facevano anche politica.
In questi film si sono mostrati uomini creativi, eccellenti registi, che omaggiano la forza femminile, proprio quella fisica, che salva il mondo (Olmi) o lo punisce perché quella forza punisce (Tarantino) o perché tanto il mondo è un cane feroce che sbava (Von Trier). E interessante questa svolta, a diversi anni da Thelma e Louise che lasciò gli spettatori interdetti: ma quelle violentone alla fine si buttavano nel burrone! E il dibattito femminista fu: muoiono o volano? Oggi, non cè dubbio, tutte e tre le protagoniste vanno in paradiso, armate di spade, cannoni e pistole. In paradiso e dappertutto.
Non si può dire che non sia divertente.
Roberta Tatafiore
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