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informazioni, deformazioni, spettacoli, culture
2 giugno 2003
Islam, italian style
In “Islam italiano”, nuovo saggio di Stefano Allievi dedicato alla presenza islamica in Italia, non si legge
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24 maggio 2003
Nawal al Sa'dawi, icona del femminismo arabo
L’icona del femminismo arabo ha un bel viso scuro e una capigliatura candida. Nawal al Sa’dawi
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15 maggio 2003
Monica Incisa. Grande artista del sottotono
Achille Campanile diceva, “non è detto che un umorista contemporaneo faccia ridere i posteri e viceversa”.
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1 maggio 2003
Sars, i falsi allarmi dell'informazione
Tra la fine dei bombardamenti in Iraq e la condanna di Cesare Previti, i nostri media si sono occupati della Sars, la polmonite atipica
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11 aprile 2003
La guerra in Iraq vista dalla nostra
"comoda poltrona occidentale"
Che cosa guardiamo, noi che siamo seduti in una “comoda poltrona occidentale“ (Asor Rosa sul "manifesto") ?
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24 marzo 2003
Isabella e Eduardo: c'era un tempo della leggerezza e dell'ironia (in mezzo al mare)
C'era un tempo in cui la leggerezza era un segno di intelligenza. Un tempo in cui l'ironia era, insieme, un obbligo e una dote naturale. E' il tempo raccontato da Isabella Quarantotti De Filippo nel suo "In mezzo al mare un'isola c'è", il racconto, il diario di tre mesi - "i più felici della mia vita" - passati con Eduardo
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23 marzo 2003
Tre mostre americane a Roma
L'arte come luogo di "aimance" e di pace
American Accademy, Roma, il tempio sacro della cultura degli Usa. Tutto è perfetto
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7 marzo 2003
Si svolge in un aereoporto
la favola filosofica di Amélie Nothomb
Dal “ Chi é“ di Amélie Nothomb sappiamo che, nata a Kobe, in Giappone
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2 marzo 2003
“Accattone“ nuova rivista romana sulle piccole apocalissi quotidiane
Presentazione del direttore editoriale Lanfranco Caminiti
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16 febbraio 2003
Il programma Micromega brucia i tempi
ma non fa la differenza

"Un’altra Italia possibile" è il titolo dato al nuovo numero di Micromega, che batte sul tempo
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7 febbraio 2003
Roth: chi vince e chi muore nel sesso
David Kepesh, il protagonista dell’“Animale morente“non è particolarmente simpatico
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19 gennaio 2003
Ti amo, Littizzetto
“Veramente tenchiu” (come dice Luciana Littizzetto) per il suo esilarante libro “La principessa sul pisello“
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29 dicembre 2002
Lotta di testate per lettrici molto ideali
E’ un periodo di cambiamenti vorticosi, nei mensili femminili. E’ appena uscito il numero di gennaio di Marie Claire
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> 22 giugno 2003


Il femminismo nascosto
dalla “meglio gioventù“

“Bellissimo, commovente, ma manca il movimento femminista”, mi dice un’amica con cui ho condiviso, appunto, il femminismo. E’ appena finita la prima parte di La meglio gioventù, il film per la Tv con cui Marco Tullio Giordana si è guadagnato accoglienze trionfali nella sezione del Festival di Cannes Un certaine regard .
Il pomeriggio, voluto dal sindaco Walter Veltroni e dalla presidente della Rai, Lucia Annunziata, è di quelli un po’ speciali ai quali Roma ci sta abituando: migliaia di persone, all’Auditorium, una domenica pomeriggio, a godersi, fino alla fine, sei ore – dico sei – di proiezione. Un successo di pubblico che prosegue nelle sale cinematografiche.
Il film è bello. Film televisivo e film d’autore. Nello stesso tempo. Nello stesso prodotto: di solito le due cose non vanno insieme, o, almeno, così siamo abituati/e a pensare.
Il film è una storia della e nella storia d’Italia. Quella che parte dalla seconda metà degli anni Sessanta nelle scuole, nelle università, nelle famiglie: la storia della scoperta del mondo e della libertà. C’è il Sessantotto, naturalmente; e il movimento libertario internazionale; e l’alluvione di Firenze; e le liti familiari, i diversi destini, l’intreccio, riuscito più nella prima che nella seconda parte, tra storia, storie private (i due fratelli, le loro sorelle, l’amica artistica) e vicenda collettiva. C’è – centrale, centralissima (è, diventerà, il mestiere e la vocazione del protagonista, l’ancora una volta bravissimo Luigi Lo Cascio ) – la storia della rivolta morale contro l’orrore dei manicomi e della conseguente organizzazione sociale a sostegno delle persone malate.
Forse, il movimento del ’77 c’è poco. Forse l’occhio con cui si guarda alla lotta armata è troppo “privato”, troppo attento alla psicologia della “terrorista” piuttosto che alle ragioni (meglio: ai torti) del terrorismo di sinistra. Resta che nell’evidente e voluta parzialità, La meglio gioventù racconta, e bene, una generazione.
Eppure, manca il movimento femminista. Come la mettiamo? Forse, accettando la verità di una storia separata: perché originata da un atto di separazione (dagli uomini, dal loro simbolico) e, allora e oggi, perché gli uomini non riescono a collocarla (ma riescono a collocare qualcosa che non li metta al centro?).
Ne La meglio gioventù la storia non è mai, ma proprio mai, storia maschile, di uomini, forse grazie alla scelta del punto di vista personale, familiare, amicale. E le donne ci sono. E sono, evidentemente, protagoniste e figlie dell’avvenuta libertà femminile: nessuna, nemmeno le mogli, appaiono ancillari.
Per quanto mi riguarda, incasso: infatti, preferisco l’onesta narrazione della realtà femminile alle giaculatorie (maschili, ma anche femminili) sull’importanza del movimento delle donne che facilmente bypassano quella separazione senza la quale mi riesce difficile immaginare politica delle donne, per derivare l’importanza evocata dal “contributo” che da quel movimento sarebbe venuto su questo o quell’argomento del discorso (o della lotta) maschile.
Bel film, questo di Marco Tullio Giordana. Peccato, forse, che manchi il movimento femminista.

Franca Chiaromonte