merci / desideri
>>>
produrre e consumare tra pubblico e privato
29 giugno 2006
Per cambiare il lavoro
ripartiamo dai due sessi

Vale sul serio la pena di parlare di lavoro, quando, secondo l’Istat le donne sono sempre più fuori dal mondo del lavoro? In Italia, record negativo dagli anni 90; tendenza inversa negli altri paesi Ue.
> continua

13 giugno 2006
Muri e merci
Le merci viaggiano sempre più liberamente, gli uomini e le donne no. In un mondo che plaude al liberismo non si può negare che invece gli spostamenti degli umani si fanno complicati e i muri, quelli veri, fanno la fortuna di chi li costruisce.
> continua

I tabù infranti della Banca d'Italia
Draghi ha eliminato il monosex
Giro di poltrone ai vertici della Banca d'Italia. Il Governatore Mario Draghi, in un comunicato, rende nota la nomina di quattro nuovi funzionari generali e l'assegnazione di funzioni agli attuali esponenti ai vertici dell'Istituto.
>
continua

3 febbraio 2006
Banca d'Italia: Draghi elimini il monosex
(e i sindacati ascolteranno il messaggio?)
Il titolo IV della legge di tutela del risparmio – n.262 del 28 dicembre 2005 – ha eliminato il mandato a vita del governatore della Banca d’Italia e introdotto la collegialità delle decisioni per il direttorio, il board che lo affianca e che guiderà da subito la riformata banca centrale italiana.
> continua

11 gennaio 2006
Relazioni pericolose tra politica e affari
Che cosa pensa una donna?
Nella discussione incandescente che va avanti da mesi sulla scalata alla banca Antonveneta e al “Corriere della Sera“, sull’Opa lanciata dall’Unipol per la Bnl e sul rapporto tra politica e soldi, il riferimento all’etica è praticamente quotidiano.
> continua

10 settembre 2005
il governatore perseguitato
e l'arroganza che acceca gli uomini
C’è una sorta di persecuzione contro Antonio Fazio?
Certo, gli argomenti pretestuosi come quello di uno scontro tra finanza laica e finanza cattolica si sprecano.
> continua

2 luglio 2005
Travestirsi per raccontare
l'Italia che non si vede mai
Sono tre le chiavi di lettura offerte a chi legge “Una notte da entraineuse. Lavori, consumi, affetti narrati da una reporter infiltrata”.
> continua

25 aprile 2005
Ma le donne come
sopravvivono al lavoro?
Come vive il lavoro una donna? Domanda retorica se rivolta a quanti (e quante) suppongono che i due sessi, il loro corpo e la loro mente, abbiano gli stessi desideri, ripulse, piaceri, frustrazioni, speranze.

> continua

28 marzo 2005
Fannulloni di tutto il mondo, unitevi
Come lavorare senza fare nulla. E l’obiettivo del best-seller francese “Buongiorno pigrizia”, delizioso libretto provocatorio di Corinne Maier, economista part-time presso l’Edf (Electricité de France), ma anche psicanalista, oltre che madre di due figli.
> continua

1 dicembre 2003
Scanzano ha vinto, ma io non mi rallegro
C’è da rallegrarsi per la vittoria del “popolo di Scanzano” contro la decisione del governo di piazzare lì il sito per stipare le scorie nucleari?
> continua

11 maggio 2003
Diritti, referendum, flessibilità: una lingua
che non parla delle realtà di chi lavora
Probabilmente, non andrò a votare per il referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di quindici dipendenti
> continua

15 aprile 2003
Straniere e prostitute, ma non solo vittime
Carla Corso e Ada Trifirò si occupano dell’assistenza alle prostitute e lottano per il riconoscimento dei loro diritti
> continua.

27 marzo 2003
Essere emigrate in Italia
A dodici anni di distanza dalla pubblicazione de “Gli immigrati in Italia” Laterza torna in libreria con “L’esperienza migratoria.Immigrati e rifugiati in Italia”
> continua

14 marzo 2003
Andiamo a fare shopping con Virginia Woolf
La pratica dei consumi è attività che il mondo globalizzato conosce bene
> continua

14 gennaio 2003
Proviamo a cambiare il bilancio (ma non come vorrebbe Berlusconi)
Per il terzo anno consecutivo, gli autori di "La Finanziaria per noi. Come usare i soldi pubblici per diritti, pace, ambiente", compiono lo sforzo
> continua

16 dicembre 2002
Il sesso dopo i sessant'anni
So bene di trattare un argomento delicato ma non posso evitare di dare uno sguardo
> continua

10 dicembre 2002
Effetto Sarkozy: femministe contro prostitute
La legge di Sarkozy continua ad infiammare il dibattito sulla prostituzione
> continua

10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso
> continua
> 1 ottobre 2006


Donne e pensioni: andarci
più tardi sarebbe un dramma?

Questa rubrica è uscita su "Europa" il 27 settembre 2006

Crisi di identità, depressione, aggressività in famiglia: questi i sintomi universalmente riconosciuti del maschio pensionato. Se ne sono sempre lamentate le mogli: che me ne faccio di quest’uomo, divano e telecomando, tutto il giorno dentro casa? La pensione come anticamera della vecchiaia e della morte. Fino a poco tempo fa lo sbandamento e l’insicurezza sembravano peculiarità degli esseri di sesso maschile, (notoriamente a una sola dimensione), arrivati ai 60 e poco più o ai 57 più 35 di contributi. Le donne, invece, si diceva, sanno sempre cosa fare del loro tempo e la pensione per loro è benedetta. (Anche quando è risibile in termini monetari, come per la maggior parte).
Sembra però che non sia più vero. Il lavoro è diventato, anche per le donne, l’asse portante della propria vita. Cresce il numero di quelle che, alla vigilia della pensione, si sentono “preoccupate, in bilico tra un’identità professionale al tramonto e una nuova immagine di sé da costruire”. Così scrive Emanuela Zuccalà su Io donna. Quella che sta per arrivare alla pensione è la cosidetta generazione sandwich, schiacciata tra gli anziani da accudire e i figli trentenni ancora in famiglia. Donne che temono di perdere con il lavoro extrafamiliare anche l’unico argine al dilagare di quello di cura. Cura che rimane, saldamente ahimè, in mani femminili. Mentre altre, e molti altri, senza eccessive responsabilità parentali, si ritrovano con troppe giornate da riempire e molte energie da spendere. Come testimonia una ricerca promossa dall’associazione milanese ‘Nestore’ che offre corsi di preparazione per chi sta per lasciare il lavoro. Si parla di pensioni anche sull’ultimo numero di Donna moderna. C’è curiosità e preoccupazione per eventuali nuove riforme che potrebbero allungare l’età pensionabile anche per le donne. Ipotesi quest’ultima, subito smentita dal Ministro del Lavoro, che ha suscitato proteste preventive, ma che a me continua ad apparire realistica. E non soltanto opportuna per i conti pubblici. Sappiamo che la vita delle donne che lavorano è drammaticamente difficile da gestire quando i figli sono piccoli e contemporaneamente si giocano le principali scommesse sul proprio futuro professionale. Sono convinta che sia in quegli anni che le donne abbiano bisogno del massimo di aiuto e di tutela. L’età matura invece può essere più libera e altrettanto creativa: perché obbligare alla pensione anche chi se la sentirebbe di continuare?
C’ è un vivace dibattito sul blog di Max Bevilacqua (www. capemaster. net, “Delle donne e dell’età pensionabile”) dove dicono la loro normali cittadini. “Sono d’accordo ad allungare l’età pensionabile delle donne”, scrive un saggio padre di famiglia, “ma con una clausola: che il risparmio ottenuto sia investito in asili nido e supporto alla maternità.” Si calcola infatti che se le donne prolungassero di un solo anno la vita lavorativa si otterrebbe un risparmio di 500 milioni di euro (www.soldiblog.it). Per molte, credo, un anno o due in più di vita lavorativa non sarebbe un gran male. E, in cambio, qualche asilo nido in più per le nostre figlie che vogliono diventare mamme. Dove è lo scandalo?

Franca Fossati









> da leggere

"Tre donne e due uomini parlano del lavoro che cambia", Quaderno di Via Dogana