merci / desideri
>>>
produrre e consumare tra pubblico e privato
10 settembre 2005
il governatore perseguitato
e l'arroganza che acceca gli uomini
C’è una sorta di persecuzione contro Antonio Fazio?
Certo, gli argomenti pretestuosi come quello di uno scontro tra finanza laica e finanza cattolica si sprecano.
> continua

2 luglio 2005
Travestirsi per raccontare
l'Italia che non si vede mai
Sono tre le chiavi di lettura offerte a chi legge “Una notte da entraineuse. Lavori, consumi, affetti narrati da una reporter infiltrata”.
> continua

25 aprile 2005
Ma le donne come
sopravvivono al lavoro?
Come vive il lavoro una donna? Domanda retorica se rivolta a quanti (e quante) suppongono che i due sessi, il loro corpo e la loro mente, abbiano gli stessi desideri, ripulse, piaceri, frustrazioni, speranze.

> continua

28 marzo 2005
Fannulloni di tutto il mondo, unitevi
Come lavorare senza fare nulla. E l’obiettivo del best-seller francese “Buongiorno pigrizia”, delizioso libretto provocatorio di Corinne Maier, economista part-time presso l’Edf (Electricité de France), ma anche psicanalista, oltre che madre di due figli.
> continua

1 dicembre 2003
Scanzano ha vinto, ma io non mi rallegro
C’è da rallegrarsi per la vittoria del “popolo di Scanzano” contro la decisione del governo di piazzare lì il sito per stipare le scorie nucleari?
> continua

11 maggio 2003
Diritti, referendum, flessibilità: una lingua
che non parla delle realtà di chi lavora
Probabilmente, non andrò a votare per il referendum sull’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di quindici dipendenti
> continua

15 aprile 2003
Straniere e prostitute, ma non solo vittime
Carla Corso e Ada Trifirò si occupano dell’assistenza alle prostitute e lottano per il riconoscimento dei loro diritti
> continua.

27 marzo 2003
Essere emigrate in Italia
A dodici anni di distanza dalla pubblicazione de “Gli immigrati in Italia” Laterza torna in libreria con “L’esperienza migratoria.Immigrati e rifugiati in Italia”
> continua

14 marzo 2003
Andiamo a fare shopping con Virginia Woolf
La pratica dei consumi è attività che il mondo globalizzato conosce bene
> continua

14 gennaio 2003
Proviamo a cambiare il bilancio (ma non come vorrebbe Berlusconi)
Per il terzo anno consecutivo, gli autori di "La Finanziaria per noi. Come usare i soldi pubblici per diritti, pace, ambiente", compiono lo sforzo
> continua

16 dicembre 2002
Il sesso dopo i sessant'anni
So bene di trattare un argomento delicato ma non posso evitare di dare uno sguardo
> continua

10 dicembre 2002
Effetto Sarkozy: femministe contro prostitute
La legge di Sarkozy continua ad infiammare il dibattito sulla prostituzione
> continua

10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso
> continua
> 11 gennaio 2006


Relazioni pericolose tra politica e affari
Che cosa pensa una donna?

Nella discussione incandescente che va avanti da mesi sulla scalata alla banca Antonveneta e al “Corriere della Sera“, sull’Opa lanciata dall’Unipol per la Bnl e sul rapporto tra politica e soldi, il riferimento all’etica è praticamente quotidiano. Plana minaccioso e viene chiamato in causa non solo dal "giovanardismo" del centrodestra oppure dal "prodismo–margheritismo" del centrosinistra ma anche da magistrati, da prelati, da quanti si fregiano dell’appellativo di “opinionisti“.
L’etica tira. Non da oggi. C’è quella dei diritti umani, e la bioetica, e l’etica della comunicazione, fino alle spedizioni militari compiute per “ragioni etiche“ nonché l’esistenza delle commissioni etiche. Tuttavia, non avevo mai sentito un invito tanto pressante alla separazione etica degli affari, dei soldi, dell’economia dalla politica.
Certo, con il titolo di un film di Téchiné, sono i tempi che cambiano. Cambia il senso delle parole. I greci consideravano l’etica una buona maniera di essere, la saggezza nell’azione. Noi moderni la vediamo come sinonimo di moralità. Dunque i “furbetti del quartierino“ soffrono per un vuoto di etica. E un pieno – forse – di nefandezze nei 131 scatoloni (Gesù, quanti dovrà aprirne la Guardia di Finanza!) conservati dall’immobiliarista Ricucci a Zagarolo assieme ai calendari della signora Anna Falchi.
Tuttavia, di cosa parliamo quando parliamo di etica? Di una ideologia che, una volta cancellate le idee positiviste di progresso (il Muro di Berlino le ha sepolte sotto le macerie) , pretende di nascondere sotto il cartello dell’etica la singolarità delle relazioni.
Io non mi intendo delle manovre di mercato. Per raccapezzarmi nella cosiddetta Bancopoli, invece di stilare nuove regole, ammettere errori, pronunciare autocritiche, promettere un ritorno alla sobrietà e diversità berlingueriana, preferisco osservare le cose da un punto di vista più donnesco.
Penso che questa vicenda abbia dimostrato, ancora una volta, l’importanza delle relazioni.
Per gli imprenditori che possiedono e soprattutto per quelli che non possiedono capitali; per i politici che avrebbero voluto una banca amica, un capitalismo diverso, delle fortezze espugnate.
Grazie a Fiorani, Ricucci, Gnutti?
“Che cosa ha che non va Gnutti?“ ha chiesto D’Alema. Intanto, quelle giacche rigate e strizzate da Johnny Stecchino.
Comunque, le relazioni si costruiscono sulla fiducia. Non sulla diffidenza. Si capisce quanto abbia pesato l’antica vicenda del “collateralismo“ tra Quercia e LegaCoop. La fiducia produce tifoserie. Le tifoserie schierano capannelli, raggruppamenti, staff in difesa… Tra le voci femminili, quella della dalemiane Livia Turco e Anna Finocchiaro, della fassiniana Marina Sereni.
Donne intrepide, statene certi. Anche se il coraggio delle tre italiane che hanno scelto di restare con i maschi sequestrati sulla Marib Road, nello Yemen, è di altra stoffa. Diverso ancora il linguaggio di due donne amiche di Massimo D’Alema, Rina Gagliardi su Liberazione, e Barbara Spinelli sulla Stampa, che invitano - con argomenti magari distanti tra loro - il presidente dei Ds a non chiudersi a riccio. Secondo voi, ammettere un errore (nella valutazione delle relazioni) significa debolezza oppure indica una reazione di maggiore forza?
In effetti, per tornare a Bancopoli, c’è un’altra cosa che anche a me non è chiara. Quasi un anno fa, il direttore del giornale di proprietà della Confindustria, Il Sole 24Ore, chiese ai Diesse: Ma lo sapete con chi vi accompagnate? Il Corriere della sera si agitava di fronte all’eventualità di venire scalato. La Margherita, alleata riottosa ma pur sempre alleata nella lista unitaria con i Diesse, difendeva il suo Abete alla guida della Bnl. La Confindustria aveva cambiato cavallo. Non gradiva più Berlusconi. I “poteri forti“ mandavano segnali di fumo e qualche sms di buone parole ai Diesse. I quali Diesse hanno sempre avuto caro l’obiettivo di governare.
Dunque, si stava realizzando un cambiamento. Se non altro di clima politico. I sondaggi cantavano madrigali per i Diesse. E invece, che succede? Niente. Consorte deve essere e Consorte sia. Con i “compagni di merenda“ al seguito.
Credo che nella Quercia fossero in buona fede, che non sapessero: anche se li avevano avvertiti e sconsigliati. Ci sono donne che, nonostante i consigli delle amiche, della mamma ansiosa, del padre spirituale, insistono nel loro incaponimento per un maschio poco affidabile. Naturalmente, e per fortuna, la politica ha un registro diverso nel quale le relazioni (anche quelle strumentali) dovrebbero portare a modificazioni, spostamenti. Ripensamenti. Ma in questo caso i Diesse hanno fatto orecchio da mercante.
Quanto all’attribuire la colpa di ciò che sta accadendo ai vari “cicli“ di anticomunismo, alle calunnie, alle intercettazioni pilotate, ai complotti, alle campagne a comando, anche questo mi ha ricordato il lamento femminile per cui dipende sempre dall’altro se vengo abbandonata, tradita. E’ sempre l’altro a deludermi.
Ma il lamento femminile sta diminuendo. Si fa più flebile. Perché il senso di sé delle donne è cresciuto. Come è cresciuto il senso della misura. Giustamente Emma Bonino non vuol essere paragonata alla collega Santanchè come se si parlasse di un detersivo buono e di uno cattivo. Dipende, anche qui, dallo stato delle relazioni. I politici (e ovviamente gli imprenditori) farebbero bene a rifletterci un po’ su.

Letizia Paolozzi








> da leggere

Un' estate e un inverno di intercettazioni telefoniche, soprattutto sul "Corriere della sera" su "La Repubblica" e sul "Giornale".