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produrre e consumare tra pubblico e privato
14 gennaio 2003
Proviamo a cambiare il bilancio (ma non come vorrebbe Berlusconi)
Per il terzo anno consecutivo, gli autori di "La Finanziaria per noi. Come usare i soldi pubblici per diritti, pace, ambiente", compiono lo sforzo di una lettura più approfondita del volto economico e sociale del nostro paese e dei numeri a esso legati, in occasione della presentazione della legge Finanziaria
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16 dicembre 2002
Il sesso dopo i sessant'anni
So bene di trattare un argomento delicato ma non posso evitare di dare uno sguardo duro e penetrante alla sessualità. Infatti, man mano che mi tuffo a fondo nella mezza età, diventa importante mantenere un rampino intellettuale sull’argomento per non diventare vittima dei luoghi comuni
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10 dicembre 2002
Effetto Sarkozy: femministe contro prostitute
La legge di Sarkozy continua ad infiammare il dibattito sulla prostituzione. 0ggi, 10 dicembre, più che mai, le strade di Parigi portano, sotto gli occhi di tutti, la questione nelle sue esplosive contraddizioni e nella sua complessità. E' la prima volta che un collettivo femminista organizza una manifestazione contro la prostituzione
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10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso
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> 14 marzo 2003

Andiamo a fare shopping con Virginia Woolf

La pratica dei consumi è attività che il mondo globalizzato conosce bene; specchia la sua esistenza e modula i bisogni. Più complessa la sua storia e le differenze dell’oggi sul nostro pianeta. Ne seguono le tracce con fiuto da segugio le autrici dell’originale I consumi. Una questione di genere, raccolta di studi storici, sociali, letterari e della comunicazione, riunite dal filo dell’analisi di genere.
Per non arrivare – sarebbe impossibile quanto poco veritiero – a una sola conclusione, quanto per sottolineare le relazioni possibili tra le donne (nel corso dei secoli o nelle differenze di condizioni e culture) e le loro modalità di consumo, così come ce le rimandano esempi letterari, documenti storici, analisi pubblicitarie. Prima di tutto il “corpo a corpo” che si instaura pericolosamente tra il consumo di cibo e il suo rifiuto, come lo racconta Jane Wilkinson a proposito della scrittrice zimbabweana Tsiti Dangarembga: un circolo vizioso che respinge l’introduzione di cibo e dunque il suo acquisto ma che allo stesso tempo consuma un bene altrettanto prezioso, il corpo. O ancora il percorso vario del collezionismo, che contrappone nella tipologia le donne agli uomini e simbolicamente ne segna i rapporti di forza: la storica Angiolina Arru (curatrice del volume insieme a Maria Stella) legge nell’eredità del benestante romano Pietro Cartoni – siamo nella prima metà dell’Ottocento nello Stato pontificio – una volontà precisa di rendere la futura vedova abile a fruire dei beni di casa, tra cui una pregevole collezione di opere d’arte. Al secondogenito il compito del vitalizio materno e il monopolio – da nuovo padrone di casa – sulla carrozza di famiglia, simbolo sì del potere ma anche delle responsabilità e gravami che esso comporta.
Comprare, usare, collezionare, abbondare. E’ nella Londra di Virginia Woolf che la pratica dell’acquisto si trasforma in “shopping” e si lega al tessuto della metropoli, trasformandosi – scrive Rosa Maria Colombo – in “un tema privilegiato nella rappresentazione della donna”; nel confronto tra gusto individuale e modelli di vita offerti dai beni di consumo, si formano e si disfano identità: Mrs. Dalloway che alterna lo sguardo sui negozi splendenti di fiori e con quello interiore della sua inquietudine, è la stessa Woolf che si racconta mentre esce a comprare matite per ritrovarsi poi a gironzolare attirata dai personaggi eccentrici dei negozi.
Un modello femminile uguale per tutti? Certamente no. Lo evidenziano Alessandra Riccio e Marie Hélène Laforest: la prima nell’analisi del mordace romanzo dell’ecuadoriana Alicia Yáñez Cossìo, che lascia il marito e si procura un lavoro da venditrice porta a porta, e la seconda che si sofferma sulla “Canzone di Salomone” di Toni Morrison, romanzo cruciale che contrappone due generazioni di donne, scandite dal vortice della povertà e del miraggio dell’universo consumista.
A legare ricercatrici e protagoniste di storie e romanzi il piatto ricco della scrittura, il richiamo imperioso a consumarla, lo specchio desiderato di un vero bisogno.

Monica Luongo








> da leggere
Angiolina Arru, Maria Stella (a cura di) “ I consumi. Una questione di genere“ Carocci, pagg.304 euro 21,50