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produrre e consumare tra pubblico e privato
14 marzo 2003
Andiamo a fare shopping con Virginia Woolf
La pratica dei consumi è attività che il mondo globalizzato conosce bene
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14 gennaio 2003
Proviamo a cambiare il bilancio (ma non come vorrebbe Berlusconi)
Per il terzo anno consecutivo, gli autori di "La Finanziaria per noi. Come usare i soldi pubblici per diritti, pace, ambiente", compiono lo sforzo
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16 dicembre 2002
Il sesso dopo i sessant'anni
So bene di trattare un argomento delicato ma non posso evitare di dare uno sguardo
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10 dicembre 2002
Effetto Sarkozy: femministe contro prostitute
La legge di Sarkozy continua ad infiammare il dibattito sulla prostituzione
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10 ottobre 2002
La scoperta dei “mille euro“ a notte
Un giorno sì e l’altro pure apprendiamo da giornali e telegiornali di qualche maxi-retata nei bordelli o sale massaggi di lusso
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> 27 marzo 2003

Essere emigrate in Italia

A dodici anni di distanza dalla pubblicazione de “Gli immigrati in Italia” Laterza torna in libreria con “L’esperienza migratoria.Immigrati e rifugiati in Italia” di Maria Immacolata Macioti e Enrico Pugliese. Che ripercorre i cambiamenti e le novità dei flussi migratori nel nostro paese, tracciando un percorso storico, suggerendo una ricca bibliografia di riferimento (che è possibile ricavare dalle note del volume ma anche sul sito www.laterza.it, accendendo al link “catalogo”) e offrendo spunti critici.
Nel volume compare un lungo capitolo di Macioti, sociologa e docente della Sapienza, dedicato all’universo delle donne migranti (a parte i paragrafi dedicati alla tratta e alle mutilazioni genitali). Rintracciando le origini delle prime etnie giunte in Italia e seguendo il loro cammino e radicamento nel paese. Ad arrivare tra le prime le capoverdiane, le filippine, le eritree e le latinoamericane. Quasi tutte – tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta – giungono in Italia tramite le organizzazioni cattoliche e le parrocchie, su richiesta diretta dei datori di lavoro; lasciano spesso figli piccoli e famiglie allargate, che costituiscono un elemento fondante delle culture del sud del mondo. Molto presto le donne comprendono che il periodo di permanenza si farà più lungo del previsto, che l’adattamento è difficile e allora comincia la ricerca di connazionali per vincere paura e insicurezze; iniziano per le prime arrivate i tentativi di far giungere sorelle, cugine, amiche, dando vita alla “catena parentale” che è una costante dei fenomeni migratori.
Dal punto vista psicologico e dell’adattamento le problematiche si presentano differenti a seconda dei gruppi esaminati. Le donne filippine (le più presenti nel paese) per esempio si sono costruite una buona fama di cortesia e disponibilità, ma hanno serie difficoltà nell’apprendimento della lingua; cosa meno grave per le latinoamericane, che vivono invece maggiormente un sentimento di destabilizzazione dovuto al fatto che la realtà lasciata in patria è spesso fatta di sofferenze e disagi (padri e mariti violenti) e quella trovata nuova e straniante. Relativamente più facile è stato per le eritree, che essendo nate in una ex colonia italiana, si sentono vicine a costumi e cultura e spesso parlano già la nostra lingua prima di arrivare. Moltissime lamentano disturbi psicosomatici, come insonnia e mal di stomaco.
La lacerazione che provoca l’abbandono del paese di appartenenza è maggiore per le donne che per gli uomini, scrive Macioti, perché il mondo femminile sente maggiormente le radici sociali e religiose e perché non è solo il lavoro a motivare la partenza; così la loro presenza è in costante aumento, soprattutto dall’Europa dell’Est (sin dalla caduta del Muro di Berlino) e dall’Oceania. Numerosi i bambini, in crescita i matrimoni misti, nuove le problematiche. Come quella riguardante l’allontanamento dei figli delle immigrate cresciuti in Italia dalla cultura di appartenenza: da qui i tentativi da parte delle madri di richiamare i padri in Italia, la frequentazione di scuole pomeridiane dove i bambini possono imparare la lingua madre. Ma non è sufficiente, perché spesso i figli adolescenti considerano i loro genitori poveri e perdenti e come tali gli scampoli di mondo che si sono portati dietro con la migrazione.
Da qui l’importanza che assume l’associazionismo, ormai forte e consolidato: il ritrovarsi per raccontare, chiedere aiuto, affrontare la quotidianità, approcciare la convivenza.

Monica Luongo







> da leggere
Maria Immacolata Macioti, Enrico Pugliese “L’esperienza migratoria. Immigrati e rifugiati in Italia“ Laterza, 280 pagine 22,00 euro.

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