locale / globale
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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
11 dicembre 2006
Gli uomini e la violenza contro le donne
Appunti sulla giornata del 25 novembre
Il testo-appello degli uomini sulla violenza ha circolato e circola. Molti di noi promotori e firmatari hanno ricevuto inviti per partecipare a dibattiti, iniziative, presidi organizzati con la spinta della giornata mondiale (25 novembre) contro la violenza rivolta alle donne.
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2 dicembre 2006
Donne e cannabis: cerchi la femmina
e trovi la crisi del Pd prossimo venturo
Non succede spesso che la scena parlamentare sia occupata da protagoniste femminili. Invece, eccole qua, Anna Serafini, Anna Finocchiaro, Livia Turco, Paola Binetti, Fiorenza Bassoli, Emanuela Baio Dossi (e poi le supporter delle une e delle altre)
Il pollaio di Adamo e Eva

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20 novembre 2006

Auguri a Ségolène: ma che cosa
ci aspettiamo da una donna al potere?
Secondo me, una delle chiavi del successo di Dan Brown sta nell’ esplicita priorità del principio femminile sottolineato per pagine e pagine nel Codice da Vinci.

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14 novembre
Il socialismo del futuro
guarda alla forza femminile
Nasceranno nuovi partiti nella sinistra italiana? Pubblichiamo la relazione di Fulvia Bandoli alla recente assemblea nazionale che ha visto riunite in vista del congresso Ds le componenti di sinistra, ambientalista e socialista (Mussi, Bandoli, Salvi e Spini) sotto lo slogan: a sinistra per un nuovo socialismo.
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7 novembre 2006
La crisi dei partiti
è una crisi maschile
Questo articolo è pubblicato sull'ultimo numero de "Le ragioni del socialismo"
Che la crisi attanagli i partiti, è evidente. Nell’indebolimento dei canali della partecipazione, la crisi si riverbera sulla politica.

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18 settembre 2006
La violenza contro le donne ci riguarda:
prendiamo la parola come uomini
Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico

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18 settembre 2006
Fede e ragione secondo Ratzinger
e la tortura che diventa trendy

Non sono convinta che a sospingere le parole di Benedetto XVI sia “un forte vento di medioevo“. Provo a discuterne con Piero Sansonetti, che ha commentato su Liberazione gli interventi del Papa in Baviera,

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12 settembre 2006
Ma la libertà ci obbliga all’imprudenza?
O forse all'irragionevolezza?

Non varrebbe la pena di tornare sull’accusa di “imprudenza“ rivolta dal prefetto di Roma Achille Serra alle ragazze francesi che hanno accettato un passaggio offerto da due sconosciuti alla stazione di Milano

La liberazione più difficile
Quella maschile
Pubblichiamo un articolo di Lorenzo Di Santo apparso sul quotidiano "Il Centro" di Pescara
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7 settembre 2006
Peccato di informazione
A volte, più dei terribili fatti di cronaca nera, colpisce la strumentalizzazione di commenti e cronache legati ai fatti stessi.

Voi maschi potreste anche parlare
E noi schierarci con Kaur e Hina

Allo stupro omofobico e/o fascista (vedi Viareggio); al più comune e nascosto stupro familiare; allo stupro discotecaro e a quello turistico se ne è aggiunto un altro, definito etnico perché compiuto da immigrati.

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2 settembre 2006
Il "silenzio delle femministe"
e la schizofrenia di uomini e media

Se la bordata di articoli che criticano “il silenzio delle femministe“ continua, tra poco lo stupro, la violenza, il disprezzo del corpo e della mente femminile dipenderanno dalle donne che non sono scese in piazza.
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20 agosto 2006
La tragedia di Hina, la libertà femminile
e la possibilità di convivere tra diversi

L’orrendo omicidio di Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre con la probabile complicità di altri parenti maschi , è il tipico caso di una tragedia personale e familiare che diventa detonatore di interrogativi e ansie che attraversano il senso comune

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19 luglio 2006
Uganda, quando le donne
si liberano dalla servitù del marciapiede
Kampala
«Rivolgersi a Dio? Ci mette troppo tempo a cambiare le cose. La prostituzione mi permetteva invece di guadagnare facilmente e senza grosse competenze».
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14 agosto 2006
Al mare senza il velo
A Rimini porzioni di arenile riservate alle signore velate che cosi’ possono fare il bagno senza violare i limiti imposti dal corano.
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30 luglio 2006
Donne in politica: paura del conflitto
(e di essere se stesse)

Chi ricorda i clamori che hanno circondato l’insediamento del Governo Prodi? Non ha mantenuto le promesse, si era detto in molti, donne e uomini: dove sono tutte le donne che aveva garantito di portare al governo?

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19 luglio 2006
Sono desiderabili nuovi partiti a sinistra?
Sono passati alcuni mesi dal voto e forse è già il tempo di farsi qualche domanda sul futuro della maggioranza che vede per la prima volta unite al governo intorno a un programma comune (per quanta ironia si sia fatta sulla sua prolissità) tutte le sinistre politiche esistenti in Italia.
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20 giugno 2006
Documenti sul referendum
costituzionale confermativo
Pubblichiamo qui di seguito alcuni documenti che ci sono stati inviati sulla scelta aperta con il referendum confermativo sulla riforma della seconda parte della Costituzione approvata a maggioranza dal centrodestra.
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24 maggio 2006
Emily va in città
(10 punti - e più - per viverci meglio)
Questo è il lavoro portato avanti da alcune donne dentro e intorno all’associazione Emily: un insieme di proposte aperte – dieci elementi - da sottoporre a discussione e da integrare.
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19 maggio 2006
Deluse dal governo Prodi
Ma siamo pronte al conflitto con gli uomini?
Sono sei, le ministre del governo Prodi. Donne di valore, Livia Turco, Giovanna Melandri, Barbara Pollastrini, Linda Lanzillotta, Rosi Bindi, Emma Bonino, che non hanno avuto, non tutte, un incarico di peso.

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13 maggio 2006
Auguri al presidente Napolitano
Dopo il fattore k sparirà il fattore kd?
Massimo D'Alema avrebbe detto (lo fece un po' avventatamente al tempo della Bicamerale, lo avrà fatto più saggiamente adesso?) "ex malo bonum".

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30 aprile 2006
Emily: le donne nella nuova fase politica
I conti in Parlamento e la sfida delle città

Pubblichiamo la relazione - a cura di Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi - tenuta all’incontro nazionale dell’associazione Emily il 27 di aprile al Buon Pastore, la Casa Internazionale delle donnedi Roma

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27 aprile 2006
Camere senza vista
‘L’Italia è in una situazione politica preoccupante’. L’aggettivo ‘preoccupante’, condannato alla progressione dall’originaria natura participiale, si pone di fronte agli italiani ‘inermi’ come una domanda continua.

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13 aprile 2006
Preferisco questo risultato
E' una prova della verità per tutti
Il Riformista ha titolato mercoledì 12 aprile: il Cavaliere prova a fare la Cancelliera. Alludendo a Angela Merkel e alla proposta di Berlusconi di imitare la Germania varando una “grossa coalizione” per governare un paese uscito spaccato a metà dal voto.
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31 marzo 2006
Vogliamo più candidate
Ma che cosa vogliamo dalla democrazia?
La Fondazione Marisa Bellisario ha condotto un’indagine sulla presenza delle donne in tv all’interno delle tribune elettorali e nei dibattiti politici denunciando un "oscuramento televisivo di candidate e giornaliste"

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1 marzo 2006
Le vignette contro Maometto?
Un' Europa forte chiederebbe scusa

Sarà perché sono particolarmente sensibile all’uso che nelle riviste, nelle vignette oppure nei fumetti porno viene fatto del corpo femminile, ma non mi convince la rivendicazione della libertà di espressione rispetto alle vignette satiriche danesi. Con due interventi di Alberto Leiss e Aldo Tortorella
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9 febbraio 2006
Donne in carriera politica?
Vivamente sconsigliato alle "mogli di..."

Potrei arrampicarmi, come un agile indigeno, sul banano più alto (ma dove lo trovo questo banano?) e poi lanciarmi nel vuoto.
Il giallo delle quote rosa fantasma
La vicenda delle "quote rosa" si è conclusa, a quanto pare, in forma paradossale.
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26 gennaio 2005
Gerusalemme.
Una madre terra, due figli prediletti

Le donne arabe che vivono in Israele e che hanno sposato mariti poligami non vedono riconosciuto il loro status di mogli – essendo la poligamia vietata

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16 gennaio 2005
Un sabato a Milano
La mia giornata milanese, sabato 14 gennaio, è cominciata con un breve incontro di lavoro nella sede di una piccola società di marketing che si chiama “LaboDif”.
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8 dicembre 2005
Di padre in figlio
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo assistito a prove tecniche di nuovo governo.
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25 novembre 2005
Ti picchio così ti cancello
La violenza sulle donne è oggi l’unico dato che accomuna gli uomini del pianeta...

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7 novembre 2005
Al Parlamento e ai partiti: legge elettorale
e programmi non rimuovano la forza femminile

Siamo stanche, e stanchi, del sentimento di desolazione che proviamo di fronte alla parata dei politici, tutti e sempre maschi, che si autorappresenta dovunque.
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30 ottobre 2005
Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?

Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo? Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily

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24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 11 dicembre 2006


Il voto ai tempi della sharia

Nell’edizione 2006 del festival del cinema Jiffest di Jakarta una speciale selezione è stata dedicata al tema dell’eroina, concetto distante dalla tradizionale idea di eroe. Chi l’ha organizzato ha pensato a quelle donne che con il loro fare hanno contribuito in differenti modi a cambiare la vita del loro paese: così sono andati in onda, tra gli altri, Queen Elizabeth, Marie Antoinette, e Water, storia difficile di vita in India.
In Indonesia il dibattito sulle donne è molto vivace e smentisce la lunga serie di pregiudizi che molte donne europee hanno rispetto al fare del femminismo (generalmente e non solo accidentalmente inteso) in un luogo piuttosto che in un altro, in questo caso alludo ai paesi di fede islamica. L’attenzione che i giornali pongono quotidianamente è rivolta alla diminuzione dei fondi a sostegno dei centri antiviolenza, ai successi che il microcredito alle donne continua ad avere in molti paesi asiatici, alla dura battaglia per la rappresentanza politica femminile, al fenomeno della poligamia e di come sopravvivere a essa.
Nella provincia di Aceh si è votato nei giorni scorsi per le elezioni governative e per quelle regionali, dopo lunghi anni di conflitto fra le forze militari e quelle degli indipendentisti del Gam (i risultati finali si sapranno solo a febbraio, ma i primi sondaggi davano in testa l’indipendentista Jusuf, figura molto amata soprattutto dopo la sua rocambolesca fuga dal carcere lo scorso anno, complice la confusione seguita allo tsunami). Su 258 candidati solo cinque erano le donne, e tutte scelte eventualmente per ricoprire incarichi da vice. Aceh è l’unica provincia dell’Indonesia ad aver adottato il codice della sharia, ma non si pensi sia questo il motivo della scarsa precettazione femminile. Quando pensate alla sharia acehnse abbandonate il burqa afgano o il niqab mediorientale. Qui le donne portano un foulard intorno alla testa e chiuso al collo come una sciarpa, spesso fermata da spille ricche di strass colorati; pantaloni e tuniche sono colorati altrettanto, viso e piedi scoperti e truccati da ombretti e smalti vivaci. Portano il velo quando cantano con il loro gruppo rock, vanno tutte in motorino, indossando un buffo casco nero da Harley Davidson sopra il velo svolazzante. La sera approfittano della diminuzione dei turni della polizia della sharia e alcune di loro tolgono il velo col favore della notte e scorazzano vicino al mare con le moto; qualche volta la polizia perlustra i luoghi appartati e allontana le giovani coppie che si sono appartate in una auto, invitate a unirsi a gruppi numerosi, perché la sharia non consente a uomini e donne di stare da soli in un luogo chiuso se non sposati; nello stesso tempo sono in molti ad aver protestato quando pochi mesi fa un mufti troppo zelante ha preteso dal proprietario di un hotel le chiavi per irrompere nelle stanze dove risiedevano le coppie straniere non sposate. Io straniera ho il permesso di non portare il velo e indossare magliette a mezze maniche e sandali, ma oltre al divieto di accedere durante gran parte della giornata nella palestra dell’albergo, non ho altre restrizioni.
Insomma, indossare il velo da’ qui l’impressione di riflettere una abbondanza di posizioni che le donne dell’Islam stanno prendendo anche nei confronti delle donne occidentali, che le giudicano come vittime represse e pensano che la loro religione sia punitiva. Ad Aceh ho visto manager, autiste, interpreti, analiste politiche: se parto dal presupposto che non devo pensare a quanto il velo costringerebbe me, nata e cresciuta in un contesto totalmente differente, mi sembra che quel foulard colorato consenta alle acehensi di fare tante cose e lavorare per quelle a cui tengono; una di queste è battersi perché sempre più donne vadano alla scuole superiori o perché più generalmente non salga il prezzo del riso, mezzo fondamentale di reddito e sostentamento.
A parlare per tutte loro dalle pagine del quotidiano malese New Straits Times, la brava opinionista Zainah Anwar, in merito a un convegno organizzato poche settimane fa a New York dalla Wise (la lega delle donne islamiche contro la schiavitù), che ha visto la partecipazione di donne provenienti da oltre 25 paesi islamici che si battono per la giustizia sociale. Il sogno, ci dice Zainah, è avere un loro Beijng, un evento come fu per noi donne occidentali e non 11 anni fa, che permise la concretizzazione e condivisione dei concetti di mainstreaming e empowerment. Le femministe islamiche si battono per una corretta interpretazione del corano, che non impone restrizioni alle donne, per l’ammissione di donne mufti e insegnanti nelle moschee, per l’accesso alla istruzione delle bambine laddove non è concesso loro, per il diritto al voto, per la lotta alla violenza. Ma questo sì che ci accomuna tutte.
Sono queste le nuove politiche di ascolto e di reciproco scambio che si stanno affermando nei consessi internazionali, che sono presenti nel piano di riforma delle Nazioni Unite. Sono questi i punti che in ogni sede formale e informale devono dettare l’agenda prioritaria degli interventi a sud del mondo, per esempio. Se ne è parlato a lungo nel corso degli Stati generali della cooperazione, che si sono tenuti alla fine di novembre a Roma, dove il gruppo che ha lavorato sulle questioni di genere ha lavorato a un documento che ponesse l’indice soprattutto sulla necessità di ribaltamento delle politiche di intervento nelle politiche locali, nella lotta alla violenza, nel ribaltamento della logica degli aiuti alle donne islamiche. Lo hanno fatto anche le donne e gli uomini che hanno partecipato alle altre sessioni: diritti, immigrazione, ambiente, etc. E’ stato un metodo di lavoro insolito per la tradizione convegnistica italiana, un metodo che riposa sulle spalle di anni di pratiche di genere e che favorevolmente potrebbe segnare un passo avanti nelle relazioni tra i sessi.

Siti da consultare
http://www.jiffest.org
http://www.aceheueom.org
http://www.statigeneralisc.it

Monica Luongo






Workshop Politiche di Genere:
Documento finale


(23 novembre 2006)

PREMESSO CHE:

1. l’attuale contesto di cooperazione italiana manca:
- di risorse adeguate per implementare azioni efficaci per l’empowerment delle donne
- di una politica nazionale coerente nel porre al centro delle strategie di sviluppo le disuguaglianze di genere e la partecipazione delle donne, mancanza di coerenza particolarmente densa di conseguenze negative quando si esplica nell’ambito istituzioni internazionali (in primis Nazioni Unite e IFID)
- di strumenti idonei a garantire il reale coinvolgimento delle donne nei paesi di intervento;

2. si riconosce la necessità di superare la dinamica obsoleta e fallimentare del donatore/beneficiario, assumendo la pratica del partenariato (inteso come incontro e scambio alla pari) quale nuovo strumento per concretizzare efficacemente l’obiettivo di empowerment delle donne;

3. l’elaborazione di nuove strategie di cooperazione basate sull’idea di partenariato non può non tener conto dell’esperienza maturata dalle reti trasnazionali di donne sui temi della costruzione di relazioni reciprocamente positive, così come non può non valorizzare il potenziale di rappresentanza di gruppi e comunità di donne migranti per la costruzione di una governance locale democratica e partecipata;

4. in ogni contesto esiste un importante patrimonio femminile di saperi e competenze, a volte anche sedimentato in centri di ricerca e formazione superiore, che è in grado di offrire un contributo fondamentale per garantire interventi adattati ai territori coinvolti e innovativi rispetto ai temi dell’empowerment delle donne;

5. la già urgente necessità di impegnarsi nella lotta alla violenza contro le donne è resa ancora più impellente dal moltiplicarsi delle situazioni di conflitto guerreggiato, in quanto la guerra produce una crescita esponenziale dei casi di violenza domestica e/o sessuale;

6. si assume il concetto di empowerment come muldimensionale, in grado di:
- andare oltre la partecipazione delle donne alla sfera politica e/o alla sfera economica
- veicolare i concetti di rappresentanza e rappresentatività
- scardinare le premesse del sistema patriarcale alle disuguaglianze di genere


PROPONIAMO CHE:

1. siano stanziate maggiori risorse per le politiche di genere, la dimensione di genere sia assunta come parte integrante di tutti i programmi di cooperazione e sia riconosciuto che l’obiettivo di un’ampia partecipazione politica delle donne non può essere raggiunto senza lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie, la messa in conto dei tempi lunghi della partecipazione, l’adozione di strumenti gender-specifici;

2. le reti trasversali della società civile impegnata su obiettivi globali (eg. World Social Forum) siano chiamate a svolgere un ruolo attivo nella definizione delle politiche e dei programmi finalizzati al raggiungimento del terzo obiettivo del millennio (Empowerment delle donne);

3. sia promossa la costituzione di reti in grado di garantire che le priorità di intervento siano condivise tanto con i partner locali quanto con le donne migranti, in modo da costruire un’agenda comune in materia di empowerment delle donne, in particolare attraverso:
- la promozione e il sostegno alla partecipazione delle donne ai processi decisionali che coinvolgono i loro contesti locali,
- la valorizzazione del ruolo delle donne immigrate presenti sul nostro territorio come anello di congiunzione per la cooperazione e le comunità locali nei paesi di origine
- la valorizzazione e il sostegno alle capacità di ricerca delle donne del Sud del mondo;

4. la valutazione degli interventi assuma come criterio fondamentale quello della capacità di promuovere e rafforzare relazioni paritarie, di scambio e confronto, sul territorio e tra i territori;

5. si imponga a tutti i programmi di cooperazione l’obbligo di farsi carico della lotta alla violenza contro le donne, a partire dalla considerazione che tale forma di violenza costituisce un altissimo costo sociale;

6. si approntino programmi specifici di lotta alla violenza contro le donne, tenendo conto delle seguenti indicazioni di massima:
- largo coinvolgimento degli uomini, in quanto soggetti di violenza, e delle organizzazioni miste, al fine di mobilitare tutta la società civile rispetto all’obiettivo considerato
- priorità alla creazione e rafforzamento di Centri antiviolenza - intesi come luoghi deputati alla prevenzione della violenza, protezione delle vittime, empowerment delle donne – in tutte le realtà che non sono contesto di guerra
- priorità alla la piena attuazione della risoluzione ONU 1325 – in particolare con il massimo coinvolgimento delle donne delle azioni di peace keeping – in tutti i contesti di guerra.


SI INDIVIDUANO I SEGUENTI PUNTI CRITICI

1. Le azioni dedicate alle donne (es.microcredito) possono sollevare conflitti non gestibili nell’ambito della comunità (es. tra uomini e donne).
La modalità di conflitto uomo-donna è strettamente dipendente dal contesto. Spesso molte donne non vogliono arrivare a situazioni di conflitto aperto a livello familiare perché non le saprebbero gestire. In alcuni casi è preferibile procedere per negoziazione invece che per opposizione per evitare l’insuccesso dell’intervento.

2. L’identificazione dei soggetti deputati ad elaborare progetti e strategie di sviluppo locale apre la questione dei criteri da adottare per tale identificazione.
Si tratta di un punto nodale del mutamento di prospettiva sulle pratiche di cooperazione che richiede una particolare attenzione alla tipologia delle reti trasversali. Quando si lavora alle tematiche di genere è importante prestare attenzione a non creare una rete totalmente separata dalla base.

3. Le azioni di empowerment delle donne possono produrre un ulteriore insostenibile aggravio dei loro compiti.
Le donne sono soggetti e non strumenti dei programmi di sviluppo. Come conciliare l’empowerment delle donne con il gravare sulle donne di ulteriori compiti nell’ambito dei progetti di cooperazione?










> da consultare


Workshop politiche di genere. Documento finale (23 novembre 2006)