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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
24 ottobre 2005
Per le donne né 50, né 30, né 25 per cento
L'equazione misogina dei franchi onorevoli
Perché l'emendamento del governo, sulle “quote rosa“ non è stato votato dall'opposizione? Qualche giorno fa titolava Liberazione, il giornale di Rifondazione comunista: “La maggioranza cancella le donne dal Parlamento“.

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7 ottobre 2005
Perchè, io donna, dovrei appassionarmi
a queste maldestre primarie?
In questa fase, che per comodità e a rischio di banalizzare, chiamerei di transizione, sono entrate nel frullatore della politica “le questioni eticamente sensibili“
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29 settembre 2005
Via Quaranta e i dubbi dell’istruzione
Il 21 settembre il presidente della Repubblica ha invitato gli studenti italiani a declinare la logica dell’accoglienza nel corso dell’anno scolastico appena iniziato.

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29 luglio 2005
La ripresa del Burundi
Quando arriva nel seggio una gran folla le si fa incontro, felice di poterle stringerle la mano. Un vecchio mi sussurra all’orecchio di non avvicinarla, perché si è decolorata i capelli e fuma in pubblico.
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29 luglio 2005
Romana, Piera, Francesca, Alfonsina, Faustai
Le primarie dell’Unione sono già aperte. Le primarie dell’Unione sono già chiuse.... Con interventi di Bia Sarasini, Alberto Leiss e Letizia Paolozzi, Marina Terragni.

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26 luglio 2005
Dopo le bombe. Apologia dolce del fatalismo
I nemici tra noi. Un "paki" nel Deserto della solitudine
Tre interventi di Letizia Paolozzi e Bia Sarasini su noi e il mondo dopo gli attentati di Londra
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25 giugno 2005
Imparare da una donna
La nostra condizione attuale fa sì che le donne possano vivere anche senza uomini, il che rovina tutto.
Immanuel Kant
….
Una donna africana siede in alto e fa lezione. Più in basso, di fronte a lei, la ascolta rispettosamente un re, circondato da dottori della religione islamica.
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20 giungo 2005
Un funerale con saluti a braccia tese
Un commosso saluto di molti amici venuti da tutta Italia: Così il tg1 delle 13 di venerdì 17 giugno ha definito l’adunanza dei molti che hanno approfittato della morte del giovane barista di Varese, ucciso pochi giorni prima in una rissa che ha visti coinvolti due albanesi.
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4 giugno 2005
Tutta l'Africa è paese
La settimana ricca di appuntamenti della rassegna ItaliaAfrica voluta a Roma da Walter Veltroni si è chiusa con il grande concerto di Piazza del Popolo sabato 28 giugno

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28 maggio 2005
L'azzardo della lista rosa
E' appena uscito dall'editore Guida di Napoli il libro di Letizia Paolozzi "La passione di Emily e l'azzardo della lista rosa".

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7 maggio 2005

Resistenze violente e non
«Non c’è una via per la pace. La pace è la via». Sono parole di Thic Nath Hanh, il monaco vietnamita buddista zen che durante la guerra del VietNam diede vita al movimento di resistenza non-violenta dei”Piccoli corpi di pace”.

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2 aprile 2005
Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo

E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini
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2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 30 ottobre 2005


Primarie, quote, liste di sole donne
Si annuncia la “riscossa rosa” in Parlamento?


Il Parlamento che uscirà in aprile dalle elezioni del 2006 avrà un numero di donne come l’attuale, cioè minimo?
Si interrogano le donne riunite dall’associazione Emily – sala della Protomoteca del Campidoglio piena a Roma , il 27 ottobre - nel passaggio tra voto alla Camera e quello, tra circa un mese del Senato, sulla nuova legge elettorale. Si domandano se sia costituzionale (propendono per il no) questa legge che, allo stato attuale, esclude l’applicazione dell’art. 51 della Costituzione (nel 2003 integrato con quella significativa frasetta: “A tale fine – il fine dell’accesso dei due sessi alle cariche pubbliche, n.d.r. - la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini») e cercano di definire le proposte sulle quali attestarsi al momento del voto a Palazzo Madama.
D’altronde, il segretario diesse Piero Fassino, ha considerato un errore il non voto della sinistra sulle “quote rosa” alla Camera, e ha rilanciato la possibilità di una presenza femminile almeno del 25 %, mentre la responsabile delle donne diesse, Barbara Pollastrini, insiste sull’emendamento del 50 % e poi su quello del 33 %.
Avere più donne candidate può essere un atout in termini di immagine per i partiti che le candidano e il segno di un’apertura sulla società. Lo capiscono in tante e l’ha capito Romano Prodi nella lettera che ha mandato alle donne di Emily. L’associazione, che ha nel suo dna l’obiettivo di una presenza femminile forte, autorevole nelle istituzioni, sostiene che senza donne la democrazia è ferita.
Nell’incontro si ascoltano proposte diverse. Tenendo presente il quadro che abbiamo di fronte: una legge elettorale sbagliata, se sarà approvata nella forma passata alla Camera; uno strumento come quello delle primarie, rilanciato dal successo della consultazione voluta dall’Unione, che potrebbe anche nella prossima consultazione elettorale aiutare una democrazia asfittica, creando un rapporto meno distante tra la società e la politica.
Naturalmente, in Italia, ma anche in Francia, in Spagna, il coinvolgimento delle donne nella politica è stato un movimento lento: decenni in ritardo rispetto al coinvolgimento maschile. D’altronde il voto alle donne arriva da noi solo con la repubblica nel 1946 e la Costituzione nel ‘48.
Non avviene da un giorno all’altro la messa in opera della parità. Aprire a tutti e tutte le funzioni elettive sarebbe bellissimo ai fini dell’eguaglianza politica ma tra il dire e il fare…
Tutto ciò richiede passi oculati e anche innovativi. Certo la parità non si riduce alle quote. Le quote (rosa) non convincono. Tuttavia, la situazione nel Parlamento italiano, e in genere in tutte le assemblee elettive locali, per non parlare degli esecutivi, ha superato il livello di guardia. Qualcosa bisogna pur fare. Senza arrestarsi alle parole.
Per dare spazio alle donne in politica – nella politica della rappresentanza - bisogna prima di tutto cambiare le pratiche politiche dei e nei partiti.
Fernanda Contri, fino a ieri giudice alla Corte costituzionale, dice che le è toccato sentire questa frase pronunciata dai colleghi: “E’ una donna ed è anche brava“.
Contro l’attuale stato delle cose, fioccano le proposte. La più eclatante, quella di Giovanna Melandri: Le parlamentari che hanno almeno due legislature alle spalle, dicano ai rispettivi partiti: o accettate una forte presenza femminile o non ci candidiamo“. Già, ma quante saranno d’accordo? E quanti maschi dei partiti si strapperanno i capelli o non diranno, invece: Ma prego, accomodatevi!
Suggerisce Tana de Zulueta (anche lei, come Albertina Soliani, Chiara Acciarini e Anna Donati, iscritta a Emily): “Allora, noi facciamo una lista di sole donne“.
“E’ giù successo a Napoli, alle provinciali del 2004” ricorda Anna Maria Carloni. Fu un gesto di disobbedienza, di insolenza. Produciamo altri gesti simili. C’è troppa buona creanza qui dentro, osserva ancora de Zulueta.
Nel frattempo ritorna, dopo molto “politicamente corretto”, una maschia misoginia. Alla Camera un parlamentare siciliano ha pregato di “non rompergli la minchia“.
Albertina Soliani, della Margherita, è preoccupata per l’arretramento che si sta determinando tra e contro le donne. Che devono essere succubi se vogliono stare nelle istituzioni. In caso contrario, fuori. Bianca Pomeranzi, da anni nel movimento delle donne, cita la paura di fronte a una condizione pesante che ricomincia a incidere sull’esistenza femminile.
Lalla Trupia ammette, sconsolata, il clima negativo: gli strumenti per l’applicazione delle pari opportunità non hanno funzionato. Pia Locatelli, parlamentare europea dello Sdi, rileva le due linee dell’assemblea: una chiede la parità tra uomini e donne (50 %) e una che vorrebbe portare comunque a casa qualcosa. Il vecchio contenzioso tra l’assalto al cielo e il compromesso è presente anche tra le donne?
Interviene Giovanna Gagliardo, regista del documentario Bellissime. Sotto i suoi occhi sono passate le immagini della storia femminile italiana di questo secolo: “oggi tra il modo di essere nostro, di vecchie ragazze femministe“ e la fatica individuale delle donne c’è un divario evidente.
E poi Lucia Annunziata, insieme alla proposta di trovare un nome femminile per la presidenza della Repubblica, interroga : “Voi che state lottando per avere una maggiore rappresentanza femminile in Parlamento, volete spiegarmi perché tante ragazze sognano di fare le veline e non le parlamentari“?
Evidentemente, il modello sociale di cittadinanza e quello politico hanno una strada lunga per incontrarsi. O forse, nell’era della Rockpolitik, hanno ragione le aspiranti veline: la rappresentazione mediatica precede e guida la rappresentanza politica.
Ma questo significa comunque che, nel modo di pensare il mondo, gioca la differenza dei sessi. Occorre capire in che modo e con quali strumenti condurre questo gioco. Intanto, conclude (provvisoriamente) la senatrice Acciarini: “Proviamo a combinare diverse ipotesi come quella delle primarie e - perché no?- le liste di donne“.

Letizia Paolozzi











> il dibattito

Le primarie monosex del centrosinistra