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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 13 febbraio 2005


Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono. C’è il rischio, almeno io lo pavento, che per ragioni di storia, tradizioni ma anche di convenienze, ripiegamenti sulle proprie questioni interne, difesa degli spazi di potere, delle primarie non se ne faccia nulla (e la recente implosione e cancellazione delle primarie del centrosinistra a Viterbo conferma le mie paure).
Naturalmente, quest’esperienza non è salvifica in sé. Tuttavia, i ragionevoli pompieri sono già all’opera per spengere la fiammata pugliese. Invece a me sembra che valga la pena di sperimentare questo meccanismo. Magari, in modo più serio e strutturato.
Proposte di legge ne esistono. Per esempio, quella d’iniziativa dei deputati Chiaromonte, Grignaffini, Cennamo, Soda… presentata il 6 giugno 2001 (Camera dei deputati N. 598). Certo, occorre che le primarie abbiano determinati requisiti: una disciplina giuridica; la fissazione di regole per lo svolgimento di questo tipo di competizione; un rapporto armonico con il sistema elettorale del nostro Paese (che non è cosa semplice poiché ne abbiamo ben sette, con prospettive di ulteriori variazioni regione per regione).
Non per smania di cambiamento o uzzolo dettato dall’ultima moda in materia elettorale, ma sono convinta che le primarie possono fare bene alla politica. In qualche modo possono fare del bene ai partiti. Provocando un nuovo patto tra partiti e cittadini.
Il problema a monte sta nella valanga istituzionale che all’inizio degli anni Novanta ha travolto le organizzazioni politiche. Cancellandone alcune completamente. Vedi il caso del Psi e della Dc. E’ stato un punto di non ritorno. Una crisi acuta. Simbolica, prima di tutto.
Per farci i conti i partiti hanno bisogno di tornare a aprire dei canali di scorrimento dove i cittadini possano dire la loro sulla politica nazionale. Influenzarla. Partecipare alla sua costruzione. E’ sufficiente guardare Porta a Porta, Ballarò, L’Infedele, Otto e mezzo e magari formarsi un’opinione grazie a queste trasmissioni?
Per concorrere a determinare la politica nazionale, sentendone la responsabilità e al tempo stesso mettendoci dentro un’idea del mondo non astratta ma rispetto alla quale – direbbero le donne – ognuno parta da sé, dai problemi che si trova tra le mani, dove sono le sedi adeguate di ascolto e di possibile traduzione-realizzazione?
Dirigenti politici pur bravi, bravissimi, suppongono che la loro esperienza venga riconosciuta a scapito dell’ascolto, del colloquio con me, con noi che abbiamo passione per la politica.
Le primarie in Puglia hanno messo il dito sulla piaga. Quei cittadini che hanno ritenuto di essere stati lasciati fuori dalla porta quanto alla decisione da prendere sul candidato migliore per battere il governatore uscente Fitto hanno “rovesciato il tavolo“ dimostrando che è possibile un coinvolgimento che sia meno astratto e alchemico e arrogante.
Ora, che cosa sono i partiti se non questa sorta di canale di scorrimento di idee, opzioni, proposte, progetti dove l’ultima parola spetta ai cittadini, agli elettori? Peccato che per le Regionali il tempo stia per scadere e di primarie nessuno parlerà.
C’è poi un’altra questione che a me sta a cuore: la presenza delle donne nelle istituzioni rappresentative. Verrebbe o no aiutata dalle primarie? Per favorire questa presenza risponde la proposta di legge già citata: “è più facile che un sistema di selezione della classe dirigente fondato sul merito favorisca l’accesso delle donne alla politica. Negli altri ambiti della società è così. Negli altri ambiti della società, quando le regole sono chiare, sono tante le donne che vincono“. Assicurando piena parità agli aspiranti candidati.
Ritanna Armeni in un articolo su “Liberazione“ (martedì 25 gennaio 2005) ha scritto che le primarie forse hanno il pregio di rompere l’estraneità e il “chiaro“ disinteresse delle donne per la politica. Naturalmente, le donne non vogliono essere incluse a ogni costo, a qualsiasi condizione nelle istituzioni. E poi, di per sé, le primarie per le cariche monocratiche escludono le quote, ma non quelle per liste bloccate.
Il punto – ha osservato la sociologa Giovanna Zincone - è che ci sono molti, troppi decisori poco disposti a aprire i cancelli di ingresso alle donne. Le primarie, invece, possono creare una pluralità di ingressi, con la rottura di un meccanismo centralizzato fino all’asfissia.
Per concludere, proprio perché i partiti hanno un gran bisogno di sottoporsi senza paura a delle regolari verifiche, mi convince di più rovesciare il ragionamento: non si tratta di avvicinare le donne (oppure i cittadini o gli elettori magari delusi) alla politica ma di riavvicinare la politica agli uomini e alle donne di questo paese.

Letizia Paolozzi









> da leggere

Sulle primarie, Ritanna Armeni su "Liberazione" del 25 gennaio 2005