locale / globale
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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
2 marzo 2005
Da Pechino a New York
Quando un essere umano rischia di precipitare gli si tende una rete per evitare che finisca male.

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13 febbraio 2005
Le primarie? Non buttiamole

Vorrei che il discorso sulle primarie andasse avanti. E non fosse inghiottito dalla opacità che di solito avvolge le proposte politiche che non piacciono.
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4 novembre 2004
Buttiglione e il fantasma anticattolico

Un nuovo fantasma si aggira per l’Europa: il pregiudizio anticristiano, anticattolico. Questione quanto mai confusa, di difficile dipanamento. Qualche proposta di riflessione
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14 ottobre 2004
Afghanistan, il voto velato
Non condivido la gioia di chi ha esultato per le recenti elezioni in Afghanistan, soprattutto per ciò che ha riguardato le elettrici.
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30 settembre 2004
Donne che amano quello che fanno
Si sono tolte il velo, hanno sorriso, appena liberate. Quando sono scese dall’aereo, sorridenti, si sono prese per mano, in mezzo alla piccola folla che le circondava.
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22 settembre 2004
Che cosa vuole veramente un uomo?
Si sa che Freud a un certo punto si domandò: che cosa vuole veramente una donna? E che non seppe trovare risposta. Credo che oggi la domanda decisiva sia: che cosa vuole veramente un uomo?

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19 agosto 2004
Usa, adotta una famiglia
Le donne single con figli a carico non saranno più sole: con loro da qualche tempo c’e John Kerry, il candidato democratico
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30 luglio 2004
L’occhio attento del Sudafrica
Due donne si guardano con tenerezza carezzando l’una il volto dell’altra
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30 giugno 2004
Donne in lista e desiderio di politica
Qualcosa è successo
Conclusi i ballottaggi, una come me, attenta a ciò che accade alle donne, si domanda se, appunto, le mie sorelle di sesso siano state votate.
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26 maggio
Una scommessa con molti fantasmi
Non c’è nulla di particolarmente originale - per chi consideri la legge sulla procreazione assistita sbagliata - nell’aver firmato il referendum dei radicali
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21 maggio 2004
"Le donne arabe si muovono, le italiane no"
Emma Bonino: non snobbate il referendum

Qualche giorno fa i Radicali hanno ripercorso i trent’anni trascorsi dalla vittoria del referendum per confermare la legge sul divorzio.

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16 maggio 2004
Ficcare il naso in Indonesia
Oltre un mese dopo le elezioni, sono stati resi noti i risultati del voto in Indonesia: ha vinto con il 21.58% il partito Golkar dell’ex dittatore Suharto

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12 maggio 2004
La lista rosa a Napoli
La crisi a Castellammare
Tre articoli di Letizia Paolozzi con una intervista al sindaco di Pomigliano d'Arco
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28 marzo 2004
Ritrovare la forza di una laicità viva
Essere di cultura musulmana e contro la misoginia, l’omofobia, l’antisemitismo e l’islam politico
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12 febbraio 2004
Chi ha paura del “listone rosa“
Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
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11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 2 aprile 2005


Ci piace la politica di Alessandra?
Per giudicare non basta l'antifascismo


E adesso che abbiamo visto su Rai3 l’unico confronto televisivo con il governatore del Lazio, il suo antagonista e Alessandra Mussolini, adesso che anche in Liguria la nipote del Duce ha "cavallerescamente" rinunciato al diritto di avere un rinvio delle elezioni, mi domando ancora se regga l’accusa alla sinistra di “antifascismo intermittente”, lanciata da Pierluigi Battista sul “Corriere della Sera“ (del 25 marzo).
Da un lato grandi valori e memorie. Dall’altro, una gara elettorale. Con i meccanismi del bipolarismo. E le difficoltà delle liste minori. Nella lista Alternativa sociale forse si annidano delle firme false. Se è così, la colpa andrebbe attribuita agli autenticatori.
Seguendo il ragionamento di Battista (e prima di lui di Angelo Panebianco) gli autenticatori rappresentano una parte per il tutto, per tutta la sinistra. Al contrario, che questo meccanismo elettorale sia perlomeno discutibile lo dicono in pochi. Uno è Fausto Bertinotti che, tra l’altro, vorrebbe il ritorno al proporzionale. Di Pietro il quale ha spiegato che “L’Italia dei valori“ a Sondrio non si presenta: il numero delle firme per ammettere le liste pare sia più alto di quello dei residenti. Anche “l’ospitalità“ chiesta dai Radicali ai due poli, invocando trasparenza e legalità nella raccolta delle firme, è stata respinta ai mittenti.
Non voglio nascondermi dietro un problema di regole. So bene che l’accusa dipende da altro. C’è l’offensiva sull’antifascismo alla quale la sinistra ha reagito poco. E male. C’è una pratica politica antica per la quale il fine giustifica i mezzi. Ma c’è anche il guaio che alcune delle cose disseminate dalla Mussolini sono condivisibili. Però è difficile ammetterlo.
Una prima “convergenza“, paradossalmente, l’ha indicata il governatore uscente del Lazio, Francesco Storace (sul “Riformista“ del 24 marzo): “Che c’entra con la destra una che ha fatto una dichiarazione a favore del referendum sulla fecondazione? Che cosa ha di destra questa donna? La prima firma falsa è la sua che è femminista e di sinistra“.
Femminista e di sinistra: ma infilare la maglietta contro la sentenza sui jeans; partecipare ai sit-in con le colleghe di opposto schieramento; difendere la legge dell’aborto; contrastare la legge sulla procreazione assistita è davvero una esclusiva delle femministe? E le femministe sono necessariamente di sinistra?
D’altronde, la Mussolini è simpatica. Meno, ai miei occhi, quando sugli extracomunitari somiglia a un Borghezio in gonnella. Aggiungo che è brava nell’aprire conflitti con gli uomini. Conosco altre donne di destra che aprono conflitti con gli uomini, e che difendono la libertà femminile. Gli stereotipi, anzi, le letture pigre sulle donne di destra e di sinistra andrebbero respinti al mittente.
Pure sull’intervento in Iraq, la Mussolini ha votato in difformità dai suoi. Da Alleanza nazionale. Fino a quando c’è stata. Con una posizione eterodossa.
Seguono l’avo Benito, la nonna Rachele, la zia Sofia. Foto di famiglia che ammansiscono il fascismo riducendolo a una leggenda domestica. Quanto alla lista ribalda di Alternativa sociale, vero è che ad animarla sono dei personaggi terrificanti.
Tuttavia, è auspicabile la “costituzionalizzazione“ di questi nazi-pataccari dello stato corporativo in una lista elettorale. Ed è preferibile che a guidare la lista ci sia una signora la quale perora la causa della democrazia e del rispetto della legge. Oppure no?
Infine, è stato notevole lo spettacolo del corpo di Alessandra Mussolini – broncio, lacrime, doppio cappuccino, maglione azzurro - nelle notti di digiuno nel camper. Solo in Italia le ragazze che fanno politica vengono “appolpettate“ in questo modo, hanno estremizzato le mie amiche femministe vedendola piangere di rabbia.
Paolo Franchi, sul Corriere della Sera del 23 marzo, con un po’ di puzza sotto il naso – ma quanta ne hanno questi terzisti di maniera - ha raccomandato di “togliere la nipote del Duce dal centro della scena, per porvi invece i due candidati veri e i loro programmi“.
Ora, i candidati - veri e non veri - devono saper comunicare. Soprattutto in tempi di talk show nei quali di comunicatori – grandi e piccoli – ce n’è un numero consistente.
Alessandra Mussolini usa un linguaggio semplice. Spettacolare. Folkloristico. Intriso di paleofemminismo; eccessivamente aggressivo nell’elencare di seguito lealtà, tettarelle, amicizia, latte artificiale, tradimento, ambulanze.
Si può esorcizzare questo linguaggio con un richiamo all’antifascismo? Non credo proprio. Dell’antifascismo, se lo si considera materia viva, sarebbe utile discutere seriamente, al di fuori delle contrapposizioni e delle strumentalizzazioni proprie di ogni campagna elettorale. Rispetto alla Mussolini, al di là del machiavellistico sostegno che qualcuno, a sinistra, pare le abbia offerto, preferirei sentir nominare le eventuali “convergenze“, le divergenze, i netti rifiuti. Poi, ognuno andrà per la propria strada.

Letizia Paolozzi