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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
11 febbraio 2004
Violenza, sinistra e "natura umana"
Fausto Bertinotti ha avuto il merito di riaprire la discussione a sinistra – soprattutto nella sinistra che si pensa come più radicale e “alternativa” – sul valore fondante della “non violenza”. Forse lo ha fatto con un metodo un po’ “violento”
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29 gennaio 2004
Da Sana'a l'idea di una democrazia
che si afferma con il tempo delle donne
Perché mi è parsa interessante la conferenza di Sana’a, voluta fortissimamente da Emma Bonino, organizzata da “Non c’è pace senza giustizia“ e dal governo dello Yemen?
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18 dicembre 2003
La figlia di Saddam
e la moglie dell'Imam
Delle tante cose dette intorno alla cattura di Saddam nulla è più incisivo di quelle immagini mute che sono state replicate tante volte in tv
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4 dicembre 2003
Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito sul mensile "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani.
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25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 12 febbraio 2004


Chi ha paura del “listone rosa“

Da quasi due mesi, uno degli argomenti in discussione nel ceto politico-giornalistico del Mezzogiorno (e probabilmente, uno degli incubi che agitano in modo ricorrente le notti dei dirigenti politici del centrosinistra) è la Lista Emily-Napoli. Lista di donne che non esclude di scendere in campo alle prossime elezioni provinciali.
Argomento ghiotto. Ovviamente.
Temuto da quegli uomini-che-fanno-politica in modo “rude“. Apparentandosi e separandosi. Tessendo alleanze, smentendole. Con odii inestinguibili e promesse altrettanto spergiure. In questo gioco dove è in questione il potere politico, e certo, il potere dei partiti, le donne non si trovano in una posizione comoda. In effetti, poco o nessuno spazio (alle scorse elezioni) è stato dato a nomi femminili.
Tutto inizia dunque con il convegno “Donne meridiane, la condizione femminile nel Sud che cambia“ (voluto dalla Fondazione Corriere della Sera, dal Corriere del Mezzogiorno e dalla giornalista Angela Frenda che ha lanciato l’idea, dall’assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura, da quello alle Pari Opportunità della Regione Campania e della Provincia di Napoli e moltissimo da Emily-Napoli).
In quell’occasione, infatti, parlando della presenza femminile nelle istituzioni, Argia Albanese, vicepresidente di Emily-Napoli e attuale presidente delle Terme di Castellamare (un’altra delle contestate nomine femminili della giunta di Ersilia Salvato) delle Terme di Castellammare, “rivela“ che l’associazione sta prendendo in considerazione l’idea di promuovere una lista per le prossime elezioni provinciali. Argomento ghiotto sul quale, dal giorno dopo, si buttano a pesce i giornali.
Tra i varii pezzi cito: “Emily vara il partito delle donne“ (Corriere del Mezzogiorno dell’11-1-2004). “De Mita: Emily? E’ come la P2“ (Corriere del Mezzogiorno del 31-1-2004). “Lista Emily. La Quercia dice no“ (Repubblica di Napoli del 28-1-2004).
Sicuramente, il convegno di “Donne meridiane“ non è stato dimenticato. Ma non sarà che viene ricordato in una forma impropria?
Cuore della giornata era la condizione delle donne nel Mezzogiorno. Appoggiandosi alle ricerche dell’Istat e dell’Eurispes. Polemizzando, anche, tra studiose e studiosi; tra donne e uomini della società civile, intorno ai temi del lavoro, famiglia, politica.
Vediamo. Nel Mezzogiorno gli indicatori parlano dal ’96 al 2002 di una ripresa di vitalità. Anche se non si può e non si deve considerare il Sud come un tutto unico e indifferenziato. Per le donne è cresciuto il grado d’istruzione sempre più alto ma le difficoltà a trovare un impiego restano inalterate. Quelle che possiedono un lavoro sono passate dal 19,4% al 21,5% mentre la media nazionale è salita dal 29,1% al 32,3%.
Volete un dato rilevante?
Circa 26mila sono state le domande presentate per l’imprenditoria femminile, nell’ultimo bando. Di queste 26mila, quasi il 60% proveniva dal Mezzogiorno (ne abbiamo scritto su nel maggio del 2003 su DeA). Cala, contemporaneamente, la disoccupazione (dal 40,1% del ’98 al 35,7% di oggi): tuttavia, cambiano più lentamente che nel resto del Paese gli stili di vita privata. Nel Mezzogiorno si sposa il 91,9 % delle donne (contro l’87,3 % del Nord) e un altro 1% sceglie la convivenza (rispetto al 4,3 del Nord Ovest).
In generale, proprio la ripresa di vitalità unita a una crisi profonda dell’intervento pubblico, al crollo delle famose “cattedrali nel deserto“, mentre si va chiudendo il tempo del clientelismo di massa e della richiesta di fondi a pioggia, apre nuove prospettive.
Sono in molti a sostenere che la diversità del Sud può rivelarsi un fatto positivo. Alcuni studiosi (cito tra gli altri i lavori di Franco Cassano e Mario Alcaro) scommettono sulla “cultura mediterranea“, intesa come un nuovo rapporto tra società, economia e istituzioni. Del resto, la stessa facoltà di Sociologia dell’Università Federico II aveva organizzato (il giorno prima del convegno) in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia “rappresentato“ da Giovanna Borrello, un incontro dal titolo “Soggettività e aspirazioni delle giovani donne alle soglie del Terzo Millennio“
Insomma, il Sud (e il lavoro e la società) cambia. Grazie e a causa delle donne.
E i partiti? I partiti non se ne accorgono. Non vedono. Non intercettano.
A pochi giorni dal convegno, Emily sarà di nuovo al centro delle polemiche. Una ricerca a cura della preside di Sociologia, Enrica Amaturo mette l’associazione nel Gotha del potere. Un Gotha al cui apice c’è il governatore Bassolino. Seguono altri editoriali, commenti, articoli che non mancano mai di sottolineare la relazione tra la presidente di Emily-Napoli, Anna Maria Carloni, e il governatore della Regione.
Ma questa relazione affettiva non spiega, semmai confonde, quello che resta il problema vero e irrisolto: la presenza-assenza delle donne dalla politica dei partiti. Un problema legato alla struttura della rappresentanza. Alla sua crisi. Anche se i partiti sono presenti come mai sulla scena politica.
Il “listone rosa“ può essere una provocazione capace di rispondere a questa crisi? Gli avversari (e avversarie) della lista di donne non ci credono. Sostengono che le candidature di Emily, invece di portare un consenso aggiuntivo alla coalizione, sarebbero in conflitto con quelle dell’elettorato tradizionale dei partiti.
“Tra una donna di Emily e un uomo del mio partito, voto l’uomo del mio partito“. Significa, questa affermazione, fedeltà al partito, a quel sesso che in un partito politico tiene strette le leve del potere? Oppure, vi si può leggere il rifiuto a aprire un conflitto con i maschi del partito? Un dubbio sullo scambio possibile (alcune di noi, nel femminismo, lo chiamarono affidamento) tra donne oppure “alleanze gregarie con uomini forti“ (così Ersilia Salvato, sindaca di Castellammare)?
Certo, presa alla lettera, la discussione napoletana appare persino insensata. Come spiegare, d’altronde, l’attaccamento femminile ai Diesse o alla Margherita, a partiti in via di superamento (a partire dalla scelta di rinunciare al simbolo in elezioni proporzionali per eccellenza come le europee)?
Comunque, la vicenda non si è conclusa. Nel frattempo, il segretario provinciale dei Diesse di Napoli, Diego Belliazzi, ha lanciato la proposta di candidare il 40 per cento di donne nelle prossime provinciali. Dunque, non una lista di donne, ma più donne in lista. Piero Fassino, segretario della Quercia, si è spinto più in là: 50% di donne nelle Europee. L’ipotesi di una lista di donne forse non ha influito su queste proposte. Eppure, un risultato la discussione l’ha ottenuto. E non è da buttare via
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Letizia Paolozzi









> da leggere
- Enrica Amaturo “Capitale sociale e classi dirigenti a Napoli“, Carocci, pag.269, euro 20,60


> da consultare
-
Se al Sud il desiderio femminile non parla solo di mogli e di madri