locale / globale
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relazioni politiche, dal quartiere al mondo
25 ottobre 2003
Bassolino: guai a diventare
ospiti fissi nel salotto di Vespa
Deve fare la sua testimonianza al corso di formazione di Emily, Napoli, sulla comunicazione politica.
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11 agosto-15 settembre 2003
Cercate la donna. A Castellammare
“Scandalo“ in Campania: la sindaca Ersilia Salvato chiama Anna Maria Carloni nella sua Giunta. Per le capacità di Anna Maria o/e perché è la compagna di Antonio Bassolino? Interventi e interviste di Alberto Leiss, Franca Chiaromonte, Letizia Paolozzi e Bia Sarasini

6 agosto 2003
Giustizia per la Città
Il caso Mambro e Fioravanti
Lavoravo all’“ Unità“ e per quel giornale, allora diretto da Walter Veltroni, avevo intervistato Francesca Mambro.
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21 luglio 2003
Tra "kamikaze" della politica
e orfane delle pari opportunità

Accosto segnali diversi, dei quali però vale la pena di discutere
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16 luglio 2003
Veltroni tra dolore e musica
Un'altra idea di politica?
Parla di sofferenza e di mancanza. Conosce bene il potere di media. Gli piace il jazz. Ha una cultura pop-americana. E' un politico di professione. Il sindaco di Roma sotto la lente di ingrandimento di Letizia Paolozzi, Bia Sarasini, Franca Chiaromonte, Lanfranco Caminiti e Alberto Leiss
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16 giugno 2003
Se lui e lei vogliono provare
a dare un'anima alla politica
Mentre si torna a discutere sullo stato delle relazioni tra donne e uomini, da Asolo arriva qualche novità
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13 giugno 2003
Cosa significano "sì" e "no" nella guerra dei sessi?
Letizia Paolozzi
recensisce il libro di Elisabeth Badinter che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra i sessi, e invita gli uomini a imitare la "leggerezza" di Beckham. Le risponde Bianca Pomeranzi: le donne tra partiti e movimenti provino a parlarsi. Al seminario della Società delle Letterate, quasi "stati generali" del femminismo italiano. (Monica Luongo). Un numero della rivista "Posse" sul "divenire-donna della politica". Scalfari esorta le giovani donne a lottare contro la violenza del potere (Alberto Leiss).
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2 maggio 2003
Torna la "questione meridionale", ma a sesso unico
Franca Chiaromonte e Letizia Paolozzi recensiscono i libri di Isaia Sales, Gianfranco Viesti e Vincenzo Moretti sulla situazione nelle regioni del Sud dopo le politiche del centrosinistra. Un dato comune è la rimozione, o quasi, della realtà e dei desideri delle donne nel Sud. Vincenzo Moretti risponde a Letizia e Franca riconoscendo la "svista".
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8 aprile 2003
Come l'amore per la bellezza
salva le città brutte e degradate

“Le forme intorno a noi e la relazione di differenza” sono i temi della discussione di donne e alcuni uomini
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31 marzo 2003
Il “no“ alla guerra di Libération nel segno di Starck: l'intelligenza è femminile
Philippe Starck, che espone fino al 12 maggio al Centro Pompidou a Parigi, ha ridisegnato e impaginato il quotidiano francese Libération dell’11 marzo. Il suo è un intervento "funzionalista post-freudiano", dice
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22 marzo 2003
Rimandare, rimandare, rimandare?
Sulla guerra idee e parole, non solo "azioni"
Le assise delle donne Ds sono state rinviate "a data da destinarsi". Hanno spiegato : perché piovono missili sull’Iraq“
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26 febbraio 2003
Contro istituzioni monosex non valgono
le "quote", ma il desiderio femminile
"Un partito di solo maschi capirà cosa milioni di elettrici vogliono da scuola, welfare, dinamica sociale?"
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20 febbraio 2003
Più donne che uomini contro la guerra
Con qualche "se" e qualche "ma"
Alla manifestazione del 15 febbraio, moltissime donne. Citando un vecchio testo della Libreria delle donne di Milano : “Più donne che uomini“. Dunque, più donne che uomini contro la guerra.
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4 febbraio 2003
Donne Usa contro la guerra
Madri e figlie, sorelle e zie. Si definiscono così le donne americane della Lega internazionale per la Pace e la Libertà (WILPF)
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19 gennaio 2003
Le azioni di Condoleeza
Non c'è pace per la politica delle azioni (discriminazioni) positive. E non solo perché, stando a quanto racconta "La Repubblica"
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> 4 dicembre 2003


Radicali a congresso: il carisma di Emma
ma niente donne in direzione

Pubblichiamo un articolo di Letizia Paolozzi uscito su "Le ragioni del socialismo"

Nelle viscere dell’Ergife si è tenuto il secondo congresso nazionale dei radicali italiani. Al centro del congresso l’illegalità, la scarsa democrazia del “caso Italia“. Per i fantastici e fantasticati Stati Uniti d’Europa e d’America i Radicali hanno sciorinato il loro patrimonio di temi: si battono contro la pena di morte, contro l’applicazione del 41 bis. Rivendicano una condizione dignitosa per i detenuti. Chiedono libertà per la ricerca scientifica. Difendono l’antiproibizionismo dei “drogati leggeri“. Lottano contro le mutilazioni genitali femminili . Si oppongono alla legge sulla fecondazione assistita . Producono iniziative per la martoriata Cecenia . Dialogano con il “detenuto ignoto“ Adriano Sofri.
Mi piacciono questi temi “à la carte“ che toccano punti fondamentali dal diritto alla forza alla libertà. Ognuno può pescare sulla base di ciò che ritiene giusto. Diversa però la situazione in un partito che, per una simile “offerta sociale“, sta pagando un prezzo assai alto.
Mi spiego: in Italia non esiste lo spazio, se mai è esistito (al tempo del referendum sul divorzio) , per una “terza posizione“ . I Satyagraha lasciano freddo il Polo e l’Ulivo. E poi c’è la bulimia referendaria. La ricerca (impossibile) di strappare risultati con le leggi d’iniziativa popolare. Che il torto dei radicali consista nell’avere, spesso, ragione?
Al congresso Benedetto Della Vedova presenta una propria mozione e una propria lista. Chiede ai militanti di “sporcarsi le mani“, indicando una strategia di presenza nelle istituzioni e un sistema di alleanze. Fuoco (amico) sulla candidatura alternativa. Che ne sarà della storia radicale si chiede in primis Pannella?
Storia importante, senza dubbio. Con un unico difetto, di rimanere lì, appesa a nobili nomi. Una storia che non si allarga, non circola, non si estende.
Capisco: bisogna difendere in modo persino morboso la propria “diversità “. Marco Pannella procede a palle incatenate. Accidenti quanto è duro quando contrappone al “nulla“, alle “stupidaggini“ di Della Vedova la sua linea politica.
A Emma Bonino questa durezza non va a genio. Però non significa che abbia voglia di rompere il patto con Marco. Magari non se la sente di confliggere con lui. Magari la rassicura il sodalizio, simbolo e garanzia della continuità di una storia.
Lei, comunque, può permettersi il ruolo di donna autorevole e saggia. Senza agitare la durlindana della laicità, si esprime con un linguaggio poco retorico. Dopo il suo intervento, standing ovation. In molti, si affidano a Emma che, alla fine, voterà Capezzone. Ancora una volta si è sottratta all’investitura?
Tutto ciò nel parterre dell’Ergife composto di uomini e donne maturi. Pure di giovani. Vicini ai neocons, ai liberali-liberisti-libertari. Nessuna melassa, piuttosto, dei temperamenti vivaci. Gente che crede in ciò che fa, in un dentro-fuori le istituzioni molto complicato da sostenere.
Pannella ha perso trenta chili per porre fine alla “flagranza delinquenziale“ e costringere il Parlamento a rispettare la Costituzione (questione dei tredici seggi vacanti). O c’è rispetto per le leggi o vince la legge della giungla. Si raccomanda Sergio Stanzani ( presidente del Partito radicale transnazionale) “di non buttare via il nostro patrimonio pur di andare in parlamento, anche se è lì che si fa politica“. Salviamo la purezza radicale?
I Radicali rifiutano la mediazione , il compromesso . Questo spiega la durezza delle lotte interne. Così agisce un movimento libertario e non violento, che però si lascia alle spalle perlomeno tanti feriti. Della vecchia generazione il primo a andarsene fu Mauro Mellini. Poi la cacciata di Melega. Quindi, una sfilza di dirigenti messi in ombra. Fino alle difficoltà di marcia di un eurodeputato come Olivier Dupuis, alla divisione per competenze del gruppo dirigente attuale. Tu, Sergio D’Elia, ti occupi della pena di morte. Tu, Benedetto Della Vedova, dell’economia. Tu, Rita Bernardini (ora eletta tesoriere al posto di Danilo Quinto), della droga. Pesante autoselezione?
La logica politica della rappresentanza non ha grande presa sui Radicali. Berlusconi gli propone di entrare nella compagine governativa con una decina di seggi; loro rispondono con “lo spinello libero“.
Buttiamo la croce su Pannella? Certo, ha un Io enfatico, ipertrofico che pesa in modo preponderante. Certo, fa un uso eccessivo del corpo. Tuttavia, il Partito è costretto a stringersi a lui e per ragioni soggettive (la sconfitta elettorale) e oggettive (la polarizzazione della Seconda repubblica che ha fame di leader carismatici). E’ Pannella che si impone, si propone e ripropone oppure è il partito che sempre più vuole somigliare a Pannella?
Della Vedova ha accusato Pannella di proporre “la storia lontana“. Come se il vecchio ghermisse il nuovo, come se Pannella fosse ancora in attesa del referendum sul divorzio. Tuttavia, questa immobilità bunueliana da “Angelo sterminatore“ non colpisce solo i Radicali. E’ una malattia del nostro sistema politico. E dei nostri partiti.
Ho invece una amichevole domanda da porre: e se Pannella non volesse vincere? Se, malato di estremismo spettacolare , vivesse sulla scena alla maniera di Molière, solo per esserci?
Alla fine, Daniele Capezzone è stato confermato segretario. Per la politologia, il dato interessante è che Benedetto Della Vedova abbia conquistato circa il 30 % di voti.
Luca Coscioni è il presidente dei Radicali. La nuova edizione del suo “Maratoneta“, con una bella prefazione del Nobel per la letteratura José Saramago, esce in un momento di intensa discussione per la libertà della ricerca sulle cellule staminali embrionali .
Alle elezioni europee del 2004 (che, se non cambia la legge elettorale, sono regolate dal proporzionale) i Radicali ci saranno con liste del Movimento a partire dall’ipotesi di una “Lista antiproibizionista e anticlericale“. Il nome Bonino verrebbe speso (ma Polo e Ulivo molto bipartisan l’hanno candidata a rappresentante dell’Onu a Bagdad in vista di un rilancio della presenza delle Nazioni Unite nel processo di ricostruzione) per attrarre gli indecisi. Sono almeno il 30 %, ragionano al Partito radicale. Disgustati dalla partitocrazia, si rivolgeranno a noi. Quindi, se il bipolarismo italiano ci esclude, significa che non ci merita: noi marciamo da soli. Oppure, come vuole Pannella, lavoriamo per la costituzione alla Camera e al Senato di veri e propri “gruppi radicali“. E se il problema riguardasse un modo di far politica fuori dalle istituzioni da reinventare, sempre che si voglia incidere pur da una posizione di minoranza?
Qualche altro appunto. Osservando un metodo già sperimentato di “politesse“ politica, lo sconfitto, Della Vedova, è entrato nella nuova direzione, composta di tredici membri, tutti di sesso maschile.
Sulla scelta di un sesso “omogeneo“ viene dimenticato un pezzo di storia radicale. Un pezzo di storia nella quale il linguaggio femminile di Adelaide Aglietta, Adele Faccio, Emma Bonino incise come una rottura vera. D’altra parte, la neo-donna Christina Sponza, a Trieste, non ha preso alla elezione suppletiva della Camera dei deputati, all’incirca il 5 % di suffragi?

Letizia Paolozzi




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