anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
19 gennaio 2007
La bellezza regale di Lucia
tra i bambini proletari di Montesanto
Lucia Mastrodomenico fu femminista.
Napoletana, mai reticente, diffidente però rispetto ai partiti politici tradizionali della sinistra. Proprio perché insofferente rispetto all’esclusione storica della cittadinanza femminile.
Luisa Muraro e Wanda Tommasi ricordano Angela Putino.
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19 dicembre 2006
Il bambino ha bisogno di mamma e papà
ma l'amore può fare la differenza?
Generalmente, il segretario dei Diesse, Piero Fassino evita le posizioni acuminate.

Il patto di amore delle mogli
Si è detto tanto, e spesso con saggezza, su Piergiorgio Welby, la sua sofferenza e la tenacia della sua lotta per morire.
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20 novembre 2006
Tre religioni e "la parata dell'abominio"
Fare il gay pride a Gerusalemme è come stappare una bottiglia di champagne in faccia a un terremotato che sta rimuovendo le macerie della sua casa?

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14 novembre 2006
Contro l’affido
L’ultima notizia in materia riguarda la scelta del governo bielorusso di bloccare le vacanze natalizie che i bambini di quel paese vengono a trascorrere in Italia. I

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3 novembre 2006

Il velo è anche seduzione e differenza
Ma la politica pasticciona non lo vede

Si è riacceso il dibattito sul significato del velo islamico e su eventuali leggi per normarne l'uso. Interventi di Bia Sarasini, Franca Fossati, e di una lettrice che ci scrive: indosso il velo, ma mi batto per la libertà e i diritti delle donne.
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13 ottobre 2006
Ma il mercato del sesso è sempre coatto
“Questa notte, intorno alle 2, stazionando sul marciapiede, un’auto di pattuglia dei carabinieri, scorgendomi, si è catapultata verso di me.
La giustizia del cuore
e quella della legge
Chissà se la casa-famiglia dove è stata portata Maria, la bambina bielorussa contesa (che in realtà si chiama Vika), assomiglia a quel lager di miseria e squallore
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13 settembre 2006
Sulla Ru 486 un confronto impossibile
Questa rubrica è uscita su "Europa" del 13 settembre 2006
In Francia l’aborto chimico, ottenuto con la pillola Ru 486, senza ricovero ospedaliero, ma sotto controllo medico, è scelto da un numero crescente di donne.
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3 agosto 2006
La favola dell'"aborto facile"
Chi sta dalla parte della parola femminile
Documentazione ampia; scelta esplicita di stare dalla parte delle donne. Questo mi sono detta leggendo “La favola dell’aborto facile. Mito e realtà della pillola Ru486“ , il libro di Assuntina Morresi e Eugenia Roccella.
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21 luglio 2006
I pacs, e la voglia matta
di una "famiglia normale"
“Ma pure, sarete una zitella! E ciò è così terribile!“
“Non importa, Harriet, non sarò una povera vecchia zitella ed è solo la povertà che rende il celibato spregevole agli occhi d’un pubblico generoso!“
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15 luglio 2006
Se fossi la sorella di Zidane?
Non andrei troppo fiera di lui
Se io fossi la sorella di Zidane, ringrazierei mio fratello che ha dato una testata a Materazzi per difendere il suo e poi, immagino, anche il mio onore?


Il mondo tra i piedi. di Franca Fossati
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21 giugno 2006
Aborto, consultori, legge 40
Il punto di vista di Femminismo Libertario
Il presente documento, che ci accingiamo a rendere pubblico e divulgare per quanto ci sarà possibile - e con la volontà di organizzare diversi momenti di incontro per la sua discussione con altre donne - nasce da un moto di ribellione
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6 febbraio 2006
I Pacs, introduzione alla famiglia.
Perchè la Chiesa li teme tanto?
Io la voglia del vestito bianco lungo - pur senza velo - e del bouquet di fiorellini azzurri me la sono cavata. Sarà per questo che considero il matrimonio un istituto antico
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10 febbraio 2006
Prendersi cura della morte, al di là del diritto
Questo testo è stato pubblicato su "Le nuove ragioni del socialismo"
Ogni vita ha una sua storia. Esperienza singolare delle relazioni che ognuno di noi intrattiene con il mondo. Ma come vorremmo che si concludesse quest’esperienza?

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30 gennaio 2006
La differenza incerta di Benedetto XVI
Rosetta Stella, in dialogo sul Foglio con Vattimo e Buttiglione, ha detto dell’enciclica “Deus caritas est” che per profondità e chiarezza ricorda un concerto di Mozart .

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14 gennaio 2006
Una "teologia fatta in casa"
contro gli eccessi clericali e laicisti
Chissà se si può trovare un modo diverso di discutere di laicità e religione, di fede e ateismo
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8 dicembre 2005
Una speranza per la donna con il volto nuovo
Questo articolo è stato pubblicato anche sul Foglio
Una donna di Vincennes a cui un cane ha morsicato via mezza faccia: labbra, mento, parte del naso
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19 settembre 2005
Che sconcerto! Noi femministe
consigliamo alle ragazze di far figli
Voglio anch’io contribuire allo sconcerto che pare suscitato dal fatto che donne di sinistra, femministe e per di più convinte che la legge 40 avrebbe dovuto essere abolita
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26 luglio 2005
Il referendum perso ci riporta indietro?
Devo farmi un esame di coscienza...
di Letizia Paolozzi
Bisognerà discutere, nel femminismo, ma anche con quegli uomini che considerano interessante e utile il pensiero delle donne, se il risultato del referendum sulla legge 40 non ci riporti indietro.
Sull'aborto mi hanno "tradita" i più vicini
di Franca Fossati
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25 giugno 2005
Femministe prima e dopo il referendum. Un'associazione per ripensare la laicità
Dea ha partecipato con convinzione (per il "sì") alla battaglia referendaria, ospitando anche posizioni diverse. Riprendiamo il confronto dopo la sconfitta del referendum riproponendo articoli di Lea Melandri e Bia Sarasini pubblicati in questi giorni, e il testo base di una iniziativa per un aggiornamento delle ragioni del laicismo.
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12 aprile 2005
Il papa che avversava la modernità
e amava il "genio femminile"

di Bia Sarasini

I funerali del Novecento
di Lanfranco Caminiti

Ombre di Dio nelle caverne
di Bartleby
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28 marzo 2005
Morire: di chi è Terri Schiavo?
Di chi è Terri Schiavo? Del marito, dei genitori e fratelli, dello Stato, della legge? Oppure di Dio?
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8 dicembre 2004
Vedere e sapere, oltre il velo
Dialoghi tra un filosofo e alcune donne

Una donna, Hélène Cixous, scrive un racconto poetico su una donna – lei stessa – che guarisce improvvisamente dalla sua forte miopia grazie a una operazione chirurgica
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4 novembre 2004
Triangolo imperfetto
The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune.

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4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
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24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
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29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
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4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
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3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
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17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 20 febbraio 2007


Corpi, parole e attività funebri

Questa rubrica è uscita su Europa il 21 febbraio 2007

La notizia era forte, di quelle che rovesciano le coscienze: “Obbligata ad abortire a tredici anni” titola La Stampa (17/2). La ragazzina, rimasta incinta con il suo fidanzatino quindicenne, sarebbe stata costretta dai genitori e dal giudice tutelare a interrompere la gravidanza e a essere ricoverata in psichiatria in seguito alle crisi provocate dalla violenza subita. Commentano medici, vescovi, giudici minorili. Elena Loewenthal difende la decisione dei genitori, Chiara Saraceno ricorda che “essere costrette ad avere un figlio quando non lo si desidera è un’enorme violenza”, ma lo è anche abortire obbligate, oltretutto, dai propri genitori (La Stampa). Interviene la magistratura e accerta che non c’è stata alcuna costrizione. L’adolescente aveva voluto interrompere la gravidanza e la madre e il giudice avevano condiviso la sua scelta, decidendo anche di non informare il padre, separato, con il quale la ragazza aveva un rapporto particolarmente difficile. Il giorno dopo i giornali fanno intravedere che la storia è ancora più complicata, così come è sempre più complicata la vita. “Una vicenda personale che parla di violenze subite prima dell’adozione (la ragazza è figlia adottiva, ndr) e di gravi problemi psichici, con uso abituale di alcol e di droghe. Poi la gravidanza, dopo una relazione con un ragazzo diciassettenne” (Repubblica, 18/2). Neanche questa versione ci dice tutto. Si capisce però che c’è dolore, contraddizione, disagio sociale. Niente che possa essere racchiuso in quaranta righe di inchiostro o che possa essere giudicato a cuor leggero. Io credo, anzi, che nessuna storia di maternità e di aborto possa essere giudicata, fuori dalla comprensione profonda di quell’evento straordinario e terribile dell’una che diventa due.
Invece il giudizio c’è, ai miei occhi spietato, nella decisione della Regione Lombardia di chiedere a tutte le donne che abortiscono entro la ventesima settimana, sia in modo naturale che per scelta, se vogliono riavere il feto, ciò che ne resta, per dargli sepoltura. E’ come dire: “signora, lei è un’assassina, uccide il suo bambino, ma se vuole potrà pur sempre portargli i fiorellini sulla tomba. Se lei dice di no provvederà l’ospedale” (Marina Terragni, Io donna, 18/2). Ma Manuela Kusterman, ginecologa abortista della Mangiagalli, la vede da un altro punto di vista e pensa che questa pratica possa diventare “un buon aiuto per quelle che vivono l’aborto come un lutto da elaborare” (Repubblica, 12/2). Il presidente Formigoni non ha dubbi: si tratta di “difesa della dignità del feto”. Per Paolo Sorbi, presidente del Movimento per la vita, finalmente il feto viene riconosciuto ‘persona’ (Il Giornale,18/2).
C’è da dire che il nuovo regolamento della Lombardia “in materia di attività funebri e cimiteriali” riguardo al “prodotto del concepimento” è stato approvato all’unanimità, anche dall’opposizione. Non è stato precisato che cosa debbano fare le donne che abortiscono per emoraggia improvvisa, magari nel bagno di casa o sul posto di lavoro.
In un modo o nell’altro il corpo delle donne e il suo potere di procreare continua a essere al centro del discorso pubblico, “il luogo in cui si incrociano, e spesso si combattono, la dimensione intima e quella delle norme sociali” (www.universitadelledonne.it). Il corpo. Ma la parola, il pensiero delle donne?

Franca Fossati





San Valentino e l'amore debole

Pubblicato su Europa il 14 febbraio 2007

Se leggete una frase come questa: “Da quando ci sei tu, le mie giornate hanno il colore dei tuoi occhi, l’espressione del tuo volto, le movenze eleganti e sicure del tuo incedere…”, capite subito che si tratta di una dichiarazione d’amore. Un po’ retorica, un po’ melensa, come sono spesso le parole del cuore delle persone normali. Infatti così continua: “Da quando ci sei tu, le mie ore non sono più una uguale all’altra e i minuti hanno il respiro delle tue telefonate..”. Ok, si tratta di una lettera d’amore. Ma avete capito se è lei che scrive a lui, oppure lui a lei, oppure lei a lei, oppure lui a lui? La risposta alla vostra domanda la potete trovare su Donna moderna di mercoledì scorso. E se leggete sul Corriere della sera (13/2) questi versi: “Io, riconosciuto nudo, risalito/ lungo le cicatrici/ dalla conoscenza della tua bocca, / ti schiudo alla mia/ come un’alba, un riparo/ nel respiro della forza deposta;…”, siete sicuri che si parli di un bacio tra un uomo e una donna? Il fatto che non sappiate rispondere ci dice per lo meno che il sesso dei sentimenti è difficile da definire.
Eppure c’è chi crede di intendersene e giudica gli amori degli altri. “Amore debole”, lo aveva definito il Papa la primavera scorsa. “Amore precario”, lo ha scritto Dreyfus su Libero (9/2), lo ha ripetuto il ministro Buttiglione a Porta a porta (e, a seguire, tutti i cattolici anti–Dico). “Matrimonio pop”, che “sublima la cultura del consumismo”, così lo ha chiamato Giulio Tremonti (La Stampa, 12/2).
E’ l’amore omosessuale. Quello che vale di meno. O che non vale affatto.
Mentre i laici parlano pudicamente di “legami affettivi” e non osano nominarlo, molti cattolici fanno l’esame all’amore e gli danno il voto. Insufficiente, gravemente insufficiente: quello dei gay.
Ma perché? si chiede Carmela Marea (www.arcilesbica.it), “perché il mio amare/ così tanto parte di me/ se è privato come il tuo quando nasce/ non deve diventare anche pubblico quando cresce/ come il tuo?” Appunto. Perché? “Sono lesbica, sono gay, sono trans/ sono tua sorella, sono tuo fratello/ nasco e vivo nella tua famiglia/ che ti piaccia o no/ che lo neghi o meno, / io ne faccio parte come te” dice ancora Carmela. “In quella famiglia/ che dici di voler garantire/ io ci sono nata./ Allora garantisci anche me…”. Che la sacralità dell’istituto familiare debba essere garantita dalla discriminazione dell’amore omosessuale “è una cosa offensiva per me, ma anche per chi la reclama”, sostiene Rosetta Stella, 25 anni di convivenza serena con Luciana Viviani (Liberazione, 11/2). Discriminazione, aggiunge Stella, “che è essenzialmente economica. Chiedo: davvero non c’è altra strada? Il sacro è garantito dal denaro?”
Eppure, anche se nessuno parla più di “malattia innominabile” (Filippo Ceccarelli su Repubblica, 10/2), il giornale del Vaticano attacca”nonno” Banfi che in tv asseconda, con “rassicuranti commediole”, “la moderna propensione a considerare normale ciò che normale non è” (Osservatore romano, 10/2).

Franca Fossati



Questioni di famiglia

Pubblicato su Europa il 7 febbraio 2007

“Ma che rapporto ho io con il figlio naturale di mio fratello?”: mi era sfuggita questa battuta con cui il sottosegretario alla Giustizia Luigi Scotti, due settimane fa, aveva stoppato in Commissione l’emendamento che riconosceva le parentele (fratelli, zii e nonni) di quelli che vengono definiti “figli naturali”, ovvero “nati fuori del matrimonio”. E’ grazie alla rubrica di Concita De Gregorio su La Repubblica delle Donne che questa perla viene valorizzata come merita. Dunque: i figli nati fuori del matrimonio, detti “naturali”, (come se gli altri fossero artificiali!), dovrebbero avere gli stessi diritti di quelli “legali” solo nei confronti dei genitori che li hanno riconosciuti. La famiglia (proprio la tanto esaltata famiglia) sarebbe loro preclusa. E perché mai? Perché sono, incolpevoli, frutto del peccato? Perché ci sono figli con più diritti di altri (quelli nati dentro il matrimonio)? E non si tratta solo di una questione affettiva e relazionale. Negando i nonni si nega anche la loro eventuale eredità. L’emendamento contestato sarà ripresentato in aula da Rosy Bindi che lo difende testardamente. Meritandosi elogi anche da chi, come Donatella Poretti, parlamentare della Rosa nel Pugno, di solito non si trova proprio in sintonia con la ministra della Famiglia (www.aduc.it).
In tema di famiglie pare già finita, consumata dalle tragedie dell’attualità, l’epopea di quella Berlusconi. E’ stata solo una soap opera, come si dice? Oppure la lettera di Veronica ha lasciato il segno? Secondo alcune commentatrici femministe del sito www.donnealtri.it, “Veronica è rivoluzionaria”, in un’Italia di conservatori, “perché d’un tratto rende manifesto che non esiste più il privato, quel retroscena della vita pubblica che nel cono d’ombra assicurava la coltivazione degli affetti e la riproduzione della vita” (Bia Sarasini). Veronica si sarebbe anche rivelata “l’ospite imprevisto” dello spazio pubblico svelandone la sua falsa neutralità, modificando “per sempre il tempio dell’individuo neutro (ma ben individuabile nelle sue caratteristiche sessuali e proprietarie)” (Gabriella Bonacchi,). Più pacatamente, forse, Alberto Leiss, sempre in www.donnealtri.it, si chiede “se l’episodio, prima di essere completamente divorato e digerito dal circolo politico mediatico, lascerà un segno a favore della libertà e dell’autonomia femminile, oppure –mentre si discute accanitamente sui Pacs- finirà per esaltare il valore del matrimonio” e “rilanciare la personalità arci-italiana” di Silvio Berlusconi. Ma, aggiunge Leiss, dobbiamo ammettere che “l’autorità, se circola, proviene oggi dal mondo delle donne”. Infatti, anche a rileggerle a freddo le lettere di Veronica e Silvio, chiunque può notare che quella di lei dice qualcosa e quella di lui si limita a chiedere la solita ammiccante e affettuosa complicità.
Resta il fatto che la vicenda ha appassionato tutti per quarantotto ore. E ha modificato le scelte televisive delle spettatrici. Ce lo ha fatto notare Aldo Grasso sul Corriere della sera (5/2) registrando il boom di ascolti dei programmi di approfondimento (Porta a porta, Matrix, Primo Piano, L’infedele, Otto e mezzo) dovuto soprattutto al pubblico femminile, normalmente minoritario nelle trasmissioni di informazione.

Franca Fossati






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San Valentino e l'amore debole
di Franca Fossati

Questioni di famiglia
di Franca Fossati