anima / corpo
>>>
benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
21 giugno 2006
Aborto, consultori, legge 40
Il punto di vista di Femminismo Libertario
Il presente documento, che ci accingiamo a rendere pubblico e divulgare per quanto ci sarà possibile - e con la volontà di organizzare diversi momenti di incontro per la sua discussione con altre donne - nasce da un moto di ribellione
> continua

6 febbraio 2006
I Pacs, introduzione alla famiglia.
Perchè la Chiesa li teme tanto?
Io la voglia del vestito bianco lungo - pur senza velo - e del bouquet di fiorellini azzurri me la sono cavata. Sarà per questo che considero il matrimonio un istituto antico
> continua

10 febbraio 2006
Prendersi cura della morte, al di là del diritto
Questo testo è stato pubblicato su "Le nuove ragioni del socialismo"
Ogni vita ha una sua storia. Esperienza singolare delle relazioni che ognuno di noi intrattiene con il mondo. Ma come vorremmo che si concludesse quest’esperienza?

> continua

30 gennaio 2006
La differenza incerta di Benedetto XVI
Rosetta Stella, in dialogo sul Foglio con Vattimo e Buttiglione, ha detto dell’enciclica “Deus caritas est” che per profondità e chiarezza ricorda un concerto di Mozart .

> continua

14 gennaio 2006
Una "teologia fatta in casa"
contro gli eccessi clericali e laicisti
Chissà se si può trovare un modo diverso di discutere di laicità e religione, di fede e ateismo
> continua

8 dicembre 2005
Una speranza per la donna con il volto nuovo
Questo articolo è stato pubblicato anche sul Foglio
Una donna di Vincennes a cui un cane ha morsicato via mezza faccia: labbra, mento, parte del naso
> continua

19 settembre 2005
Che sconcerto! Noi femministe
consigliamo alle ragazze di far figli
Voglio anch’io contribuire allo sconcerto che pare suscitato dal fatto che donne di sinistra, femministe e per di più convinte che la legge 40 avrebbe dovuto essere abolita
> continua

26 luglio 2005
Il referendum perso ci riporta indietro?
Devo farmi un esame di coscienza...
di Letizia Paolozzi
Bisognerà discutere, nel femminismo, ma anche con quegli uomini che considerano interessante e utile il pensiero delle donne, se il risultato del referendum sulla legge 40 non ci riporti indietro.
Sull'aborto mi hanno "tradita" i più vicini
di Franca Fossati
> coninua

25 giugno 2005
Femministe prima e dopo il referendum. Un'associazione per ripensare la laicità
Dea ha partecipato con convinzione (per il "sì") alla battaglia referendaria, ospitando anche posizioni diverse. Riprendiamo il confronto dopo la sconfitta del referendum riproponendo articoli di Lea Melandri e Bia Sarasini pubblicati in questi giorni, e il testo base di una iniziativa per un aggiornamento delle ragioni del laicismo.
>
continua

12 aprile 2005
Il papa che avversava la modernità
e amava il "genio femminile"

di Bia Sarasini

I funerali del Novecento
di Lanfranco Caminiti

Ombre di Dio nelle caverne
di Bartleby
> continua

28 marzo 2005
Morire: di chi è Terri Schiavo?
Di chi è Terri Schiavo? Del marito, dei genitori e fratelli, dello Stato, della legge? Oppure di Dio?
> continua

8 dicembre 2004
Vedere e sapere, oltre il velo
Dialoghi tra un filosofo e alcune donne

Una donna, Hélène Cixous, scrive un racconto poetico su una donna – lei stessa – che guarisce improvvisamente dalla sua forte miopia grazie a una operazione chirurgica
> continua

4 novembre 2004
Triangolo imperfetto
The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune.

> continua

4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
> continua

24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
> continua

29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
> continua

4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
> continua

3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
> continua

17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

> continua

8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

>
continua

17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
> continua

24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
> continua

31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
> continua

7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
> continua

3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
>
continua

10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
> continua

2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
> continua

29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
> continua

18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
> continua

10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
> continua

8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
> continua

12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
> continua

18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
> continua

17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
> continua

7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
> continua


> 15 luglio 2006


Se fossi la sorella di Zidane?
Non andrei troppo fiera di lui

Se io fossi la sorella di Zidane, ringrazierei mio fratello che ha dato una testata a Materazzi per difendere il suo e poi, immagino, anche il mio onore?
La domanda può apparire risibile di fronte alla crisi iraniana, alla guerra civile in Iraq, al dilagare del conflitto in Medio Oriente e all’Europa che parla di reazione “sproporzionata“ (a me quella in Libano e nella striscia di Gaza è apparsa piuttosto una reazione controproducente da parte degli israeliani).
Ma la domanda risibile non è. Per chi sostiene che c’è politica nelle cose che ci capitano tra i piedi. E guarda caso, tra i piedi abbiamo avuto una partita di calcio con la vittoria degli Azzurri. Perciò vale la pena di insistere: fossi la sorella di Zidane (o forse la madre), sarei grata al campione francese che con quella testata ha voluto rispondere “a una provocazione sulle donne della mia famiglia”?
Dunque, ruolo delle donne in un Mondiale. Occupiamocene.
Anche se, probabilmente, ha ragione Geminello Alvi (sul Foglio del 15 luglio 2006) che “le donne col calcio quasi sempre peraltro c’entrano meno dei cavoli a merenda. E sarebbe ora di finirla con le schiere di finte invasate calcistiche“.
Comunque, qualche telespettatrice a guardare la finale dei Mondiali doveva esserci. A guardare “la nostra “squadra di simpatici tamarri tatuati. Nel secondo tempo di Italia-Francia piuttosto imbambolati. Va bene, la palla è rotonda e conta che entri in porta. Grazie, appunto, ai “nostri ragazzi“. Così virili. Ma anche così poco aggressivi, quando si abbracciano, si stringono, fanno mucchio davanti a un pubblico planetario.
Roba tra maschi. Lo sanno le telespettatrici che nelle partite di calcio è in gioco la sessualità dei giocatori. Oltre a fraternità sportiva, solidarietà che consiste nel fare squadra, emozioni del cimento nazionale.
Ovvio che sia tutto molto ma molto esacerbato. Tra giocatori si insultano. All’avversario salta (deve saltare) il nervo. E scatta il riflesso del menare. Ingovernabilità della parola o del corpo maschile?
Succede che Marco Materazzi trattenga Zidane per la maglietta. Parole di fiele. Poi Zinédine molla un colpo sullo sterno del capocannoniere degli Azzurri. Cinquecento milioni di telespettatori annotano. L’arbitro centrale no. Lo saprà grazie al primo caso di video-arbitraggio: strana situazione nella quale vedono in tanti, mentre chi dovrebbe, è impossibilitato a vedere.
Discussione su ciò che Materazzi avrebbe detto a Zidane. Qualcosa di “prodromico“, ci spiegherebbe l’ex presidente del consiglio, Berlusconi.
Gira voce che Marco Materazzi non sia uno stinco di santo. Povero campione francese caduto nella provocazione. Anche se gli è già capitato quattordici volte. Il documentario, bellissimo, Zidane, un portrait du XXI siécle, racconta il match Real-Villarreal e si conclude con l’espulsione di Zinédine.
Esperti in lettura labiale citano insulti che pescano nel razzismo, nel terrorismo. Il tutto rimanda alla religione musulmana. Freddo alla schiena, preoccupazione per le conseguenze.
Che volete? Un figlio delle banlieues ha una dignità da difendere. Resta da capire se la testata sia il metodo migliore per risolvere i problemi di Clichy-sous-Bois. La Francia, che i problemi delle banlieues si è precipitata a metterli sotto il tappeto (tanto che metà dei Bleus restano con la bocca sigillata invece di intonare la Marsigliese a inizio gara), comunque ama Zizou e lo perdona.
Pure il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika che mai fu tenero nei confronti della Cabilia, regione ribelle contro il suo governo, esprime “solidarietà e amicizia“ per il campione dalle origini cabilie.
Compassione, comprensione.
Lanfranco Pace (sul Foglio) spiega che il colpo di testa di Zinédine Zidane “nasce invece dalla mozione degli affetti, dalla sfera dell’amore, dei sentimenti, della famiglia che quando sono gratuitamente e pesantemente offesi portano un uomo a reazioni estreme“ e poi ancora cita “la pienezza della contraddizione“, il fatto che Zizou abbia detto “la sua verità“.
Adesso la Fifa ha aperto un’inchiesta. Vuole ascoltare anche chi ha provocato “le reazioni estreme“ di Zidane.
Intanto in Italia si festeggia. Prodi garantisce la ripartenza dell’Italia. Il rallentamento economico sarà sconfitto dai nostri valenti tamarri che tuttavia si prevede abbandoneranno precipitosamente le rispettive squadre dopo quel processo-lampo che le ha retrocesse in B.
A questo punto, se Zidane è saltato sulle parole di Materazzi per una questione d’onore (“nif“in algerino) e se poi veramente ha dato quella testata nell’intento di rispondere a una provocazione sulle donne della sua famiglia, io mi chiedo e vi chiedo, se fossi sua sorella, dovrei andarne fiera? Mi sa che rispondo di no.

Letizia Paolozzi




Il mondo tra i piedi

Questa rubrica è uscita du Europa il 18 luglio 2006

C’entra la testata di Zidane con quello che sta accadendo in Medio Oriente? Letizia Paolozzi risponde di sì, se è vero “che c’è politica nelle cose che ci capitano tra i piedi” (www.donnealtri.it). Letizia, commentando la solidarietà arabo-francese (ma non solo), all’eroe dei mondiali sconfitto e punito, si chiede: se fossi la sorella (o la madre) di Zizou gli sarei grata per aver voluto rispondere con quel gesto violento “a una provocazione sulle donne della mia famiglia”? Come lei anch’io risponderei di no, che non gli sarei fatto grata, che al mio “onore” e alla mia dignità ci penso da sola, non dò deleghe al maschio di casa. E che non me ne importa un fico secco degli insulti di quello spilungone di Materazzi. Tanto più in quel luogo, il campo di football, dove si celebra quel rito che è la quintessenza della monosessualità e che per questo accomuna occidente e oriente.
Ma l’idea dell’onore delle femmine di famiglia che vanno segregate e difese, (difese solo se segregate ovviamente), ha molto a che fare con i vari “partiti di dio” che imperversano nel mondo. Anche nel nostro. D’altronde Chirac non ha perdonato Zizou e difeso gli hezbollah? E i pacifisti, e le pacifiste, purtroppo, alla Gino Strada non sostengono forse che sono meglio i talebani del difficile esperimento democratico avviato in Afghanistan (vedi Adriano Sofri su la Repubblica del 17 luglio)? Si respira nell’aria un certo rimpianto per quell’idea di famiglia e di onore difesa a testate da Zidane.
Lucetta Scaraffia torna sul Corriere della sera (18 luglio) su un tema a lei caro: la separazione tra sessualità e procreazione come origine del declino dell’Occidente. Questa volta a sostegno della sua tesi un saggio del sociologo francese Paul Yonnet (Le recul de la mort) che analizza lo scenario demografico occidentale e, in particolare, “quella vera e propria rivoluzione nella vita delle donne e dei bambini segnata dalla fine della mortalità infantile e della morte per parto delle donne”. Una buona cosa, verrebbe subito da commentare. E invece mica tanto, perché “è proprio il cambiamento di destino della donna e del bambino a trasformare la società e far nascere l’individualismo moderno”. Individualismo, irresponsabilità, precoce adultizzazione dei bambini (figli del desiderio invece che del caso), serial killer. E il gioco è fatto. Facile capire che era meglio quando si stava peggio. La foto che illustra l’articolo, una bella famiglia di fine Ottocento con marito, due mogli e nove figli, dice tutto.
Per risollevarmi il morale mentre l’Occidente precipita, ho sfogliato l’ultimo numero di Grazia. Ed ecco là che si parla degli azzurri del calcio. A pagina 15, a pagina 18, a pagina 22 e a pagina 24. Le chiavi di lettura sono però varie. Cannavaro e lo scultore che ha ideato la coppa del mondo. Totti e Cannavaro che dedicano la vittoria ai figli (anche i nuovi padri, per Yonnet e Scaraffia non sono però un buon segnale). Una lettera ai campioni perché non abbandonino le squadre retrocesse e una lunga intervista all’avvocatessa di calciopoli che si è fidanzata con l’arbitro incriminato.
Ho come l’idea che tutto si tenga.

Franca Fossati






> il dibattito

Il mondo tra i piedi
di Franca Fossati