anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
20 novembre 2006
Tre religioni e "la parata dell'abominio"
Fare il gay pride a Gerusalemme è come stappare una bottiglia di champagne in faccia a un terremotato che sta rimuovendo le macerie della sua casa?

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14 novembre 2006
Contro l’affido
L’ultima notizia in materia riguarda la scelta del governo bielorusso di bloccare le vacanze natalizie che i bambini di quel paese vengono a trascorrere in Italia. I

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3 novembre 2006

Il velo è anche seduzione e differenza
Ma la politica pasticciona non lo vede

Si è riacceso il dibattito sul significato del velo islamico e su eventuali leggi per normarne l'uso. Interventi di Bia Sarasini, Franca Fossati, e di una lettrice che ci scrive: indosso il velo, ma mi batto per la libertà e i diritti delle donne.
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13 ottobre 2006
Ma il mercato del sesso è sempre coatto
“Questa notte, intorno alle 2, stazionando sul marciapiede, un’auto di pattuglia dei carabinieri, scorgendomi, si è catapultata verso di me.
La giustizia del cuore
e quella della legge
Chissà se la casa-famiglia dove è stata portata Maria, la bambina bielorussa contesa (che in realtà si chiama Vika), assomiglia a quel lager di miseria e squallore
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13 settembre 2006
Sulla Ru 486 un confronto impossibile
Questa rubrica è uscita su "Europa" del 13 settembre 2006
In Francia l’aborto chimico, ottenuto con la pillola Ru 486, senza ricovero ospedaliero, ma sotto controllo medico, è scelto da un numero crescente di donne.
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3 agosto 2006
La favola dell'"aborto facile"
Chi sta dalla parte della parola femminile
Documentazione ampia; scelta esplicita di stare dalla parte delle donne. Questo mi sono detta leggendo “La favola dell’aborto facile. Mito e realtà della pillola Ru486“ , il libro di Assuntina Morresi e Eugenia Roccella.
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21 luglio 2006
I pacs, e la voglia matta
di una "famiglia normale"
“Ma pure, sarete una zitella! E ciò è così terribile!“
“Non importa, Harriet, non sarò una povera vecchia zitella ed è solo la povertà che rende il celibato spregevole agli occhi d’un pubblico generoso!“
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15 luglio 2006
Se fossi la sorella di Zidane?
Non andrei troppo fiera di lui
Se io fossi la sorella di Zidane, ringrazierei mio fratello che ha dato una testata a Materazzi per difendere il suo e poi, immagino, anche il mio onore?


Il mondo tra i piedi. di Franca Fossati
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21 giugno 2006
Aborto, consultori, legge 40
Il punto di vista di Femminismo Libertario
Il presente documento, che ci accingiamo a rendere pubblico e divulgare per quanto ci sarà possibile - e con la volontà di organizzare diversi momenti di incontro per la sua discussione con altre donne - nasce da un moto di ribellione
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6 febbraio 2006
I Pacs, introduzione alla famiglia.
Perchè la Chiesa li teme tanto?
Io la voglia del vestito bianco lungo - pur senza velo - e del bouquet di fiorellini azzurri me la sono cavata. Sarà per questo che considero il matrimonio un istituto antico
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10 febbraio 2006
Prendersi cura della morte, al di là del diritto
Questo testo è stato pubblicato su "Le nuove ragioni del socialismo"
Ogni vita ha una sua storia. Esperienza singolare delle relazioni che ognuno di noi intrattiene con il mondo. Ma come vorremmo che si concludesse quest’esperienza?

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30 gennaio 2006
La differenza incerta di Benedetto XVI
Rosetta Stella, in dialogo sul Foglio con Vattimo e Buttiglione, ha detto dell’enciclica “Deus caritas est” che per profondità e chiarezza ricorda un concerto di Mozart .

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14 gennaio 2006
Una "teologia fatta in casa"
contro gli eccessi clericali e laicisti
Chissà se si può trovare un modo diverso di discutere di laicità e religione, di fede e ateismo
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8 dicembre 2005
Una speranza per la donna con il volto nuovo
Questo articolo è stato pubblicato anche sul Foglio
Una donna di Vincennes a cui un cane ha morsicato via mezza faccia: labbra, mento, parte del naso
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19 settembre 2005
Che sconcerto! Noi femministe
consigliamo alle ragazze di far figli
Voglio anch’io contribuire allo sconcerto che pare suscitato dal fatto che donne di sinistra, femministe e per di più convinte che la legge 40 avrebbe dovuto essere abolita
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26 luglio 2005
Il referendum perso ci riporta indietro?
Devo farmi un esame di coscienza...
di Letizia Paolozzi
Bisognerà discutere, nel femminismo, ma anche con quegli uomini che considerano interessante e utile il pensiero delle donne, se il risultato del referendum sulla legge 40 non ci riporti indietro.
Sull'aborto mi hanno "tradita" i più vicini
di Franca Fossati
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25 giugno 2005
Femministe prima e dopo il referendum. Un'associazione per ripensare la laicità
Dea ha partecipato con convinzione (per il "sì") alla battaglia referendaria, ospitando anche posizioni diverse. Riprendiamo il confronto dopo la sconfitta del referendum riproponendo articoli di Lea Melandri e Bia Sarasini pubblicati in questi giorni, e il testo base di una iniziativa per un aggiornamento delle ragioni del laicismo.
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12 aprile 2005
Il papa che avversava la modernità
e amava il "genio femminile"

di Bia Sarasini

I funerali del Novecento
di Lanfranco Caminiti

Ombre di Dio nelle caverne
di Bartleby
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28 marzo 2005
Morire: di chi è Terri Schiavo?
Di chi è Terri Schiavo? Del marito, dei genitori e fratelli, dello Stato, della legge? Oppure di Dio?
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8 dicembre 2004
Vedere e sapere, oltre il velo
Dialoghi tra un filosofo e alcune donne

Una donna, Hélène Cixous, scrive un racconto poetico su una donna – lei stessa – che guarisce improvvisamente dalla sua forte miopia grazie a una operazione chirurgica
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4 novembre 2004
Triangolo imperfetto
The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune.

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4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
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24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
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29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
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4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
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3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
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17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 19 dicembre 2006


Il bambino ha bisogno di mamma e papà
ma l'amore può fare la differenza?

Generalmente, il segretario dei Diesse, Piero Fassino evita le posizioni acuminate. Sulle possibili adozioni da parte di coppie gay invece ha detto: “Io personalmente non sono favorevole a questa ipotesi anche se è lecito pensarla diversamente. Non do un giudizio morale. Non credo che sia utile per il bambino essere adottato e crescere con due persone dello stessso sesso: in un’un’adozione non bisogna mai partire dagli adottandi ma dagli adottati“.
Sull’affermazione “anche se è lecito pensarla diversamente“ c’è da restare trasecolati. Fassino vuole per caso chiamare la polizia del pensiero? Da dove gli viene tanta sicurezza?
Forse da un po’ di psicoanalisi, che ha sempre considerato una sciagura la “logica del medesimo“, la negazione dei ruoli: maschile e femminile, paterno e materno. Naturalmente, la psicoanalisi se non viene applicata conformisticamente, ha delle sue buone ragioni. Tuttavia: “per la riproduzione della specie ci sarà ancora bisogno di un uomo e una donna“ (Julia Kristeva “Bisogno di credere")?
E però basterebbe vedere quante donne (e pochi uomini per la verità fino a oggi ma loro, i maschi, cominciano a lamentarsi di non essere tenuti nella giusta considerazione: Voi donne, non volete cedere sulla vostra onnipotenza materna) hanno tirato sù da sole dei bambini. Spesso hanno fatto di necessità virtù.
Si è aperta una fase nuova, con le invenzioni (in)credibili della scienza e i cambiamenti della famiglia. Il matrimonio è all’origine della famiglia. I gay e le lesbiche che lo rivendicano, sono dei pazzi o vogliono qualcosa di più democratico? Aspirano a normalizzare l’omosessualità o desiderano imitare l’eterosessualità?
A sentire i commenti dei politici non sembrerebbe. Saremmo allo sfascio. Alla “deriva anticlericale“ (Mastella). Chi difende la famiglia tradizionale, vuole mozzare la lingua a chi pronuncia la parola Pacs. Meglio rivolgersi al Parlamento giacché non ci sono le condizioni per un’iniziativa di governo. Ma no, troveremo soluzioni condivise, assicura Piero Fassino, segretario Diesse. E Gianfranco Fini “apre“ alle coppie di fatto.
Anche qui, sarebbe bene ascoltare chi ha delle cose da raccontarci sul matrimonio. Conosco donne per le quali la fede al dito ha rappresentato tutela, sicurezza, status. Eternità del patto d’amore. Si consideravano il soggetto debole. Con il femminismo, non si sentirono più tanto deboli. I maschi, invece, non si sentirono più tanto forti. Allora, proviamo, sperimentiamo. Storie di egoismo, di sentimenti incerti, di slittamenti delle responsabilità?
Si allarga la convivenza more uxorio. In Usa il numero delle persone conviventi ha superato per la prima volta quello delle persone sposate. Riduzione dell’investimento simbolico sul matrimonio. Che tuttavia resiste, altro che se resiste. Si risposa lui, un po’ meno lei. Senza arrivare ai cinque matrimoni di un Joska Fisher (ma qui siamo in un paese protestante), spesso il maschio si dimostra pronto a “ricominciare“. Per lei, dopo i quarant’anni, più facile avere un incidente aereo che trovare un nuovo marito.
Siamo in cerca di una nuova morale sessuale, di un nuovo modo di intendere l’amore. La Chiesa non lo vuol capire. Pensa a un’idea monolitica e essenzialista del matrimonio. Più vicina al sacramento che al contratto civile.
In questa nostra Italia, si continua a associare matrimonio e filiazione. La Chiesa si oppone al matrimonio omosessuale invocando il destino riproduttivo dell’unione sacra tra un uomo e una donna. A guardar bene, non è detto che le coppie dello stesso sesso debbano rinunciare alla filiazione. Oltre alle tecniche di riproduzione medicalmente assistita che dovrebbero curare la sterilità delle coppie eterosessuali, c’è l’adozione e c’è la vita che porta due persone, magari dello stesso sesso, a farsi padre e madre di un bambino nato da una precedente unione.
Certo, dare un statuto giuridico alla coppia omosessuale, significa proporla all’insieme della società come modello possibile. D’altra parte, quello che è legale viene considerato necessariamente buono. Conosco bambini che tornano a casa in lacrime perché i compagni, in classe, li hanno presi in giro: Tu hai due mamme (o due padri). Non sei come noi.
I gay per decenni si sono rigirati nella colpa e nella pena. Mai sentito che Testori o Pasolini o Patroni Griffi e, ancora oggi, Zeffirelli, abbiano sognato di metter sù famiglia. Quando la vicenda arriva ai nostri giorni, gay e lesbiche rivendicano la reversibilità della pensione e del contratto d’affitto e l’assistenza e l’eredità. Sono cose chieste pure dagli etero conviventi. Ma loro lo fanno educatamente, a bassa voce. Gli omosessuali no. Si offendono facilmente. Si lamentano. Passano ai gesti estremi. Come la reazione del segretario dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, che straccia la tessera dei Diesse “dopo 25 anni“.
E così si scopre che mentre al Vaticano fanno paura quelli che vogliono sposarsi a tutti i costi (ne ha scritto Stefano De Michele sul Foglio), gli omosessuali sono i veri supporters del presepe al quale la Chiesa è tanto affezionata.
Da che dipende questa aspirazione alla famiglia normale?
Dal bisogno di certezze che riguarda la vita in comune tra due esseri umani e che sta dietro la richiesta di matrimonio, di convivenza more uxorio o di pacs. Forse non si tratta di “progresso“, ma dal momento che rientra nella logica evolutiva della nostra società, opporsi agitando il giudizio morale lascia il tempo che trova.

Letizia Paolozzi





Il patto di amore delle mogli

Questa rubrica è uscita su "Europa" il 13 dicembre

Si è detto tanto, e spesso con saggezza, su Piergiorgio Welby, la sua sofferenza e la tenacia della sua lotta per morire. Il timore di molti è che dal caso particolare si arrivi alla legittimazione indiscriminata dell’eutanasia. E’ già successo, però, che casi personali abbiano aperto occhi e orecchie e che la difesa di un interesse particolare abbia salvaguardato un interesse collettivo. Ma si può sostenere lo stesso riguardo a ciò che, con formula più mite, si definisce “morte assistita”? Non ho, come tanti, certezze. E diffido di quelli che pretendono di averne sia esaltando che mortificando il caso singolo in nome di un interesse generale. Ho cercato un filo tra parole di donne che, come ha scritto Adriano Sofri (Repubblica, 5 dicembre), “dell’espropriazione del corpo, anche senza il pretesto della malattia, anzi con l’attribuzione di una debolezza naturale, sono specialmente esperte”. Secondo Eugenia Roccella la battaglia di Piergiorgio Welby “in nessun modo” può diventare “un caso esemplare su cui costruire una legge” (Il Giornale, 7 dicembre). Ma è ovvio chiedersi: quale legislatore oggi potrebbe rimuovere dalla sua mente e dal suo cuore l’immagine e le parole di Welby?
“A volte la società scrive leggi inutili” dice suor Ignazia Angelini, abbadessa delle benedettine di clausura dell’Abbazia di Viboldone intervistata da Daniela Minerva (L’Espresso, 8 dicembre). A suor Ignazia pare una sciocchezza “il tentativo di allargare i confini del diritto anche dove non c’entra nulla”. Bisogna piuttosto ascoltare gli uomini e le donne, aiutarli “a vivere nel Vangelo, tessendo relazioni genuine”, perché allora “ognuno saprà cosa deve fare”.
Maria Antonietta Coscioni, che certo aveva saputo ascoltare il marito che amava, racconta però che “quando Luca si è rifiutato di essere intubato io ero contraria. Gli ho detto di non preoccuparsi, che gli sarei stata ancora vicino. Ma sapevo cosa pensava e dovevo accettarlo” (Donna Moderna, 6 dicembre). C’era un patto tra di loro. “Durante le apnee notturne lo svegliavo bruscamente. Lo svegliavo tante volte la notte”. Ma non ha mai permesso che fosse attaccato alla macchina per respirare (Corriere della sera, 11 dicembre). Maria Antonietta dice anche un’altra cosa, importante: “Sono favorevole al diritto di un malato terminale di scegliere come e quando morire. Ma pretendere che la mano che stacca il respiratore di un malato sia quella di sua moglie o di suo marito è un’inutile crudeltà”. Le ribatte a distanza Roccella: “se nemmeno una persona cara ha questo coraggio, lo deve avere un medico il cui scopo professionale è salvare vite umane?”.
“La scelta –aveva scritto Letizia Paolozzi su "Le ragioni del socialismo’ - (febbraio 2006)- avviene, sempre, in circostanze particolari giacchè ogni persona è unica e ogni morte è differente”.
Anche tra Piergiorgio Welby e sua moglie c’è un patto. Piergiorgio, aveva detto Maria Antonietta Coscioni a Donna Moderna, “è terrorizzato all’idea che l’accanimento terapeutico continui quando lui non riuscirà più a comunicare con Mina”. Comunicazione? Oramai solo battiti di ciglia.
Ma appena conosciuto il parere favorevole del PM di Roma alla richiesta di staccare il respiratore, Mina non ha nascosto il suo cuore diviso: “Piero sarà soddisfatto, ma per me è diverso. E’ insopportabile vederlo soffrire, ma pensare di perderlo per sempre è qualcosa di indicibile..” (Repubblica, 12 dicembre).

Franca Fossati











> da leggere

Julia Kristeva “Bisogno di credere“, Donzelli, pagg.149, euro 13,50


Il patto di amore delle mogli
di Franca Fossati