anima / corpo
>>>
benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
4 agosto 2004
DeA: perchè siamo per abrogare
totalmente la "legge crudele"
Abbiamo firmato per l’abrogazione totale della legge sulla procreazione assistita.
Non ci opporremo tuttavia ai quesiti referendari “parzialmente abrogativi“ anche se la nostra idea è che questa legge sia proprio da buttare. Tutta.
> continua

24 febbraio 2004
Il libertino Carrère sul TGV
“Facciamo un gioco“ di Emmanuel Carrère, più che un racconto erotico è un testo libertino. Nel quale il linguaggio, grazie alla sua stessa finzione, ricostruisce la realtà. E il fantasma, alleandosi al desiderio, si fa scrittura scenica.
> continua

29 gennaio 2004
Procreazione assistita: tre incontri
sulla "legge crudele" (non solo per le donne)

Questa della procreazione assistita è una legge crudele (come recitava l'invito a aderire alla manifestazione di sabato scorso, voluta da molte parlamentari del centro sinistra).
> continua

4 dicembre 2003
"Diritti" per embrioni e feti al mercato
Questa settimana si torna a discutere in Senato della (illiberale) proposta di legge sulla procreazione assistita. Un articolo di Letizia Paolozzi e due interventi di Franca Chiaromonte e Gabriella Bonacchi
> continua

3 novembre 2003
E a me non piace il duetto Mussolini - Turco
La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che
> continua

17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

> continua

8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

>
continua

17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
> continua

24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
> continua

31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
> continua

7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
> continua

3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
>
continua

10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
> continua

2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
> continua

29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
> continua

18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
> continua

10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
> continua

8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
> continua

12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
> continua

18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
> continua

17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
> continua

7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
> continua


> 4 novembre 2004


Triangolo imperfetto

The dreamers, l’ultimo bellissimo film di Bernardo Bertolucci, racconta il ’68 parigino attraverso il triangolo amoroso di un fratello, una sorella e un amico comune. Nell’iniziazione sessuale che si svolge al chiuso di un appartamento si bruciano legami familiari, si sperimentano libidini e gelosie, ma è pur forte il vincolo tra contesto privato e rivoluzione che stava già accadendo, anche se il regista la lambisce durante tutto il film e la fa esplodere solo alla fine. Quando i tre, dopo una notte passata dentro una tenda da campo montata nel salotto, aprono il balcone ai rumori della folla urlante e uno di loro esclama “Il mondo è entrato in casa”: i tre sono fuori in un batter d’occhio e consumano epicamente la loro vicenda.
Sedici anni dopo, in un anonimo 1984 madrileno, la scrittrice Almudena Grandes propone il suo personale triangolo sentimental-sessuale. Una ragazza e due giovani uomini, l’ambiente bohemienne dell’accademia d’arte, tre aspiranti pittori, uno solo che diventerà famoso. La scrittrice spagnola da tempo ha abbandonato l’erotismo degli esordi de " Le età di Lulù", ripiegando su toni più nostalgici e sognatori. Anche con questa nuova prova fa misurare i protagonisti Maria José, Jaime e Marcos più con la melanconia che con l’erotismo. Il racconto che parte dal presente tragico per andare a ritroso nel tempo e tornare a una premessa più ottimista di futuro omette dettagli piccanti, performance estreme, ritagliando un racconto di felicità sublimata in quell’unione di tre: tre corpi, tre anime, tre talenti, nessun dettaglio hard core (se non qualche vago accenno all’erotismo che ispira l’impotenza di uno dei tre spesso solo spettatore), assenza che sottrae alla scrittrice il suo stile migliore e la getta in una scrittura triste, a tratti addirittura depressiva.
E sebbene all’inizio Grandes citi Garcia Lorca – “Ma il due non è mai stato un numero, perché è una angoscia e la sua ombra…” – anche il tre non se la passa tanto bene, bibliografie e filmografie folte ce lo insegnano. Così i nostri si separano perché c’è sempre qualcuno/a che abbandona il campo, che pretende di più, che vuole l’esclusiva di uno dei tre. Si separano per la vita e si ritrovano per la morte, scoprendo che ognuno ha paralizzato i propri destini perché incapace di elaborare il lutto dovuto alla mancanza degli altri: impossibile ricominciare, impossibile tornare a vivere.
Si rimpiange più che altro in Troppo amore l’assoluta mancanza di una cornice. In The dreamers a tenere uniti i tre, nel bene e nel male, nell’alternanza di possesso e sentimenti, un fermento sociale troppo forte da ignorare, una rivoluzione che avrebbe benedetto i triangoli, sfasciato le coppie, rovesciati ruoli e canoni, portato le donne sulle barricate del celebre maggio. Poco meno di vent’anni dopo Almudena Grandes (e quanti con lei?) sembra aver dimenticato quell’esperienza, ignorato l’eredità di quel patrimonio: si vede che gli anni Ottanta sono stati un periodo buio non solo in Italia, e che i giovani madrileni potevano solo ubriacarsi tra un bar e l’altro per poi finire irrimediabilmente in un letto. Nessuno accenna alla politica, “al mondo che sta fuori”, cercando piuttosto nella trasgressione, l’ordine sicuro di una tela da preparare e di una fila di matite dalla punta affilata; trasgressione tradita simbolicamente dall’acquisto di un letto nuovo e più comodo e attrezzando una casa per tre come un bel salotto bourgeois.
Forse che il numero tre nelle relazioni tra uomini e donne si regge solo se c’è anche la politica? O questa era solo un alibi più forte?

Monica Luongo







> da leggere

Troppo amore, Almudena Grandes, Guanda, 166 pagine, 13 euro

> da guardare

The dreamers, regia di Bernardo Bertolucci, Italia/Gran Bretagna/ Francia, 2003, 130 minuti.