anima / corpo
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benessere malessere, la scienza, lo spirito, la vita
17 ottobre 2003
Dove duole la scarpa dello scienziato
Welfare e biotecnologie per soli uomini
Le mail hanno il vantaggio - che tutte e tutti conosciamo - della velocità. Ma sono segnate, anche, dal difetto di arrivare ai nostri indirizzi in un numero infinito.

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8 ottobre 2003
Non torna Lassie. E' agli arresti domiciliari
"E' pericoloso?" "Eh sì, è nell'elenco delle razze". "Che cretino!" Capita spesso di sentire discorsi simili

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17 settembre 2003
Non mettete anche gli anziani in scatola
Quando, in pieno ferragosto, i vecchi escono dall’ombra e dalle analisi degli specialisti, devono “ringraziare“ quel decesso collettivo che in Francia si trasforma in una vera ecatombe.
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24 agosto 2003
Ordine morale contro libertà sessuale a Parigi
Mentre l’estetica e il linguaggio della quotidianità hanno fatto del sesso un ingrediente primario dell’identità parigina alla moda
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31 luglio 2003
Adriano Sofri e le “ Gangs of '68 “
Nonostante siano persone di animo gentile, l’insistenza di Emanuele Macaluso o quella di Alberto Arbasino nel chiedere a Adriano Sofri che si faccia lui stesso promotore della grazia per sé, non mi convince.
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7 luglio 2003
L'omosessualità nel tempo della democrazia globale
Berlino e, una settimana dopo, Roma. Due manifestazioni (diverse, certo, quanto ai numeri :seicentomila la prima e ventimila la seconda) di orgoglio gay. Per ricordare altri tempi, altre imprese. Le imprese (e gli scontri con la polizia di New York) a Christopher Street
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3 giugno 2003
Il Dio delle donne
Sul libro di Luisa Muraro che si trascina dietro il linguaggio materno, l'intelligenza dell'amore e la differenza ragionano Franca Chiaromonte e Rosetta Stella
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10 maggio 2003

La prima porno-femminista?
Si chiamava Lilith e abbandonò l'Eden
All’età di 21 anni, Ovidie ha realizzato più di 40 lungometraggi, è la regista di due film porno e, il 6 maggio 2002, è stato pubblicato, in Francia, il suo primo libro: Porno Manifesto.
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2 maggio 2003
Venite in analisi, vi sentirete normali
" Se continuate a vivere, invecchierete?" "Quando mancate di ossigeno, provate una sensazione di soffocamento?.
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29 marzo 2003
“Nudus“, magazine sessualmente corretto
per libertini raffinati e militanti
Il " retour de l'ordre moral" annunciato dalla sinistra francese alcuni mesi fa ha già trovato la sua controtendenza
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18 febbraio 2003
Oscurantisti, giù le mani da Dolly
Dolly è morta. Aveva sette anni. E' stata soppressa perché "soffriva troppo", dicono i medici
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10 febbraio 2003
Le imbarazzanti verità del nudo
750 donne si spogliano per disegnare un cuore e uno slogan – no alla guerra – su una collina
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8 febbraio 2003
Bioetica: il travaglio della politica
Cattolici e musulmani, credenti e non credenti, ebrei e protestanti, donne e uomini
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12 gennaio 2003
Il valore del seme perduto
“Per fare un tavolo ci vuole il legno/ per fare il legno ci vuole l’albero/ per fare l’albero ci vuole il seme“
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18 dicembre 2002
Mi sento centenaria. Evviva
Quanto è simpatica l’ottuagenaria spot, l’arzilla vecchietta
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17 dicembre 2002
Sul papa e il silenzio di Dio
Perché non riesco a prenderlo sul serio ? Perché questa volta non mi impressiona più che tanto
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7 dicembre 2002
Siamo stanchi dell'aids (noi gay)
Siamo stanchi dell’Aids. Sono quasi vent’anni che se ne parla, quasi vent’anni che prudentemente indossiamo sterili preservativi
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> 3 novembre 2003


E a me non piace il duetto Mussolini - Turco

La vicenda delle coppie di fatto ha del ridicolo. Il movimento gay ha – spesso con toni molto intimiditi – fatto osservare che le persone dello stesso sesso e che sono in coppia non hanno la minima possibilità di veder riconosciuto socialmente il proprio rapporto. Con conseguenze devastanti. Si fa spesso l’esempio commovente e pietoso (ma non infrequente) di un partner a cui venga negato il diritto di accudire (come farebbe un qualsiasi coniuge) il proprio compagno (o la propria compagna nel caso delle lesbiche) ricoverato in un ospedale. Questo può succedere, anzi succede per la semplice ragione che di fronte al mondo lui (o lei, se si tratta di due donne) non è nessuno. Zero. Meno che zero.
Anni di convivenza, di amore, di sesso, magari di corna annullati. Inceneriti. Negati. Grazie, ma siamo stufi. Come si diceva, il movimento gay, con molta educazione ed eccessiva moderazione, ha spiegato di non volere il matrimonio gay ma di chiedere piuttosto il riconoscimento di quel dato di fatto da cui derivano diritti e doveri come da qualsiasi altro contratto. E spesso aggiunge che non importa se le due persone hanno in corso un qualche rapporto affettivo-sessuale, che si potrebbe trattare anche di due sorelle conviventi, di una nonna e di sua nipote, di due amici, del parroco e della perpetua. Tutto per evitare di sgomentare un’opinione pubblica che ci si immagina diffidente, se non addirittura contraria, a qualsiasi cosa che abbia a che fare con l’omosessualità e soprattutto per non irritare il Vaticano e i suoi uomini nelle istituzioni.
Roba da pazzi. Sono convinto che la cosiddetta società civile sia molto più avanti di quella omosessuale visto che la gente ha, grazie al cielo, cose molto più pressanti di cui preoccuparsi. Che indietro a tutti si trovi semmai la società politica che tenta in modo goffo di evitare la questione ancora impronunciabile. Viene così fuori il duetto Mussolini-Turco con musica di Costanzo con un progetto che “non vuole assolutamente intaccare l’istituzione matrimoniale“, come ha ribadito compunta l’on. Turco a “Otto e mezzo“.
Si continua cioè a ritenere il matrimonio un patrimonio esclusivo delle coppie eterosessuali. Dopo aver annacquato, purgato, depurato e ripulito il testo di legge da qualsiasi riferimento al problema vero (le persone omosessuali hanno o no diritto – qualora ne avessero voglia – di vedere riconosciuti socialmente i propri rapporti?) ce lo presentano come un colpaccio di politica avanzata. Altro non è che il risultato meschinello della non-politica (rischiava di essere anche peggio se è vero che la prima versione escludeva gli omosessuali).
Ragioniamo un attimo: una coppia eterosessuale non ha alcun bisogno delle unioni di fatto, dei pacs o di quant’altro potendo accedere, qualora gliene punga vaghezza, al contratto matrimoniale. Altrimenti ha tutto il diritto di coabitare senza legami sociali. Se problemi esistono riguardano semmai i figli nati da un’unione non riconosciuta e quindi ha fatto bene l’on. Daniela Santaché a presentare una proposta che si preoccupa di equipararne lo status con quelli nati da un matrimonio regolarmente certificato. Tutto il resto sono chiacchiere. E pudori inutili. Per non dire chiaro e tondo: ipocrisie. Agli omosessuali si continua a promettere (soprattutto a sinistra) parodie del matrimonio vero e proprio, “matrimoni per negri“, unioni di seconda classe. Io vorrei che i cittadini omosessuali di questo paese potessero scegliere, al pari dei cittadini eterosessuali, se sposarsi o meno. Se adottare figli o no. E’ chiedere troppo?

Daniele Scalise




> 7 novembre 2003

Ma non gridate allo scandalo
per la legge proposta in Tv



Livia Turco e Alessandra Mussolini hanno firmato la proposta di legge “Per la disciplina delle convivenze”, che interviene sulla situazione delle famiglie di fatto. La proposta mira a tutelare i figli delle coppie non coniugate e regolamenta l'affido in caso di separazione, il diritto d'uso dell'abitazione, la patria potestà. I dodici articoli del provvedimento si occupano anche delle questioni legate al lavoro e alla successione. Presentata il 20 ottobre alla Camera dei Deputati, l’iniziativa ha suscitato una bufera di polemiche. La maggioranza, con in testa An, l’ha sconfessata in blocco. Del resto non stupisce. Un paio di giorni dopo la maggioranza, con appoggi trasversali, votava contro l’approvazione del divorzio breve, dando corpo a una visione “neo-guelfa” della politica. Ma anche le associazioni gay hanno attaccato la proposta Turco-Mussolini, in primo luogo per la formulazione discriminatoria dell’articolo 1, che le firmatarie hanno prontamente cambiato, mentre altri vedono un’interferenza con la proposta del “Patto civile di solidarietà” a firma di Violante, Grillini e Pollastrini.
Ma più che il merito, ha fatto scandalo il metodo. La proposta è nata infatti in tv. Turco e Mussolini hanno elaborato la proposta di legge sulla base delle richieste arrivate al sito di “Buona Domenica”, la trasmissione di Maurizio Costanzo. Entrambi gli schieramenti hanno digerito male la libertà di azione delle due deputate, invocando gli orrori della “telecrazia”.
Che bella ipocrisia. I media, i giornali come la televisione, possono essere un punto di raccolta di opinioni. Le leggi seguiranno poi l’iter parlamentare, il pericolo del televoto o della telecrazia mi sembra agitato del tutto a sproposito
Quello che irrita e suscita invidia è l ‘opportunità che Maurizio Costanzo ha offerto alle due deputate, il consenso che si addensa intorno a loro, a contatto con gli spettatori della domenica pomeriggio. Contatti preziosi, soprattutto per la sinistra.
Per Alessandra Mussolini, da sempre un outsider, da sempre ragazza ribelle di An protetta dal suo cognome, sarà un elemento di forza in più per impedire a chiunque (vedi il suo segretario) di farla fuori.
Diverso il caso di Livia Turco.
Un uso spregiudicato e consapevole della popolarità che viene dalla televisione mi sembra un buon esempio di investimento su di sé da parte di una donna politica. Non solo. Si tratta di consenso conquistato attraverso l’autonomia, mostrando di essere in grado di agire al di là degli apparati di partito.
Sul “Corriere della sera“, Paolo Mieli nella sua rubrica di lettere, ritorna sul caso, citando una lettera polemica di Rosy Bindi a Turco, e scrive: “L’esponente della Margherita rimproverava la collega diessina anche per il fatto che l’annuncio della sua iniziativa fosse ‘arrivato, per così dire, a cose fatte, senza alcun coinvolgimento preliminare del centrosinistra’. Constatazione di carattere un po’ rituale” continua Mieli, che più oltre commenta: “I fatti sono questi: la diessina Livia Turco ha ottenuto l’adesione di un’esponente polista ad una battaglia per i diritti civili il cui semplice annuncio ha seminato scompiglio nel centro destra; immediatamente ha trovato, nella Margherita, qualcuno che l’ha bacchettata da sinistra nel nome dell’avversione agli annunci in tv”. La posizione di Rosy Bindi ha raccolto infatti le lodi di Giovanna Grignaffini e Katia Zanotti, ds, e di Titti De Simone e Tiziana Valpiana, di Rifondazione. Mieli conclude: “Livia Turco (anche se mai ammetterà che sia così) la prossima volta ci penserà due volte prima di correre il rischio di essere scavalcata a sinistra”.
C’è da augurarsi che l’esito non sia così raggelante. Per nulla outsider, Livia Turco è una delle dirigenti più autorevoli dei Ds. Sarà da vedere che ne sarà del capitale di consenso e popolarità che le viene da questa iniziativa, piuttosto consistente, al di fuori e al di là delle opinioni del mondo politico. Se verrà trasformato, come succede in politica, in un aumento di influenza personale, nonostante le opinioni contrarie, del tutto vitali per la politica. Saremmo di fronte a una novità interessante. Importante per lei, per tutte.

Bia Sarasini









> la discussione
Non fa scandalo la legge proposta in tv
di Bia Sarasini

> da consultare
la risposta di Paolo Mieli

Buona domenica

famiglia di fatto e legge

articolo 1

patto civile di solidarietà

la proposta di legge 4399